figli

L’alfabeto dei Terrible Two

26 luglio 2018

a018d7dd-f278-4ded-ba44-40aa3e607487A di AIUTO, ma non come durante i primi giorni: AIUTO, nel senso di «Qualcuno mi aiuti».

B di notti in BIANCO: dovrebbe andare molto meglio ora, dai. Almeno di notte. In teoria dovrebbe dormire tutta la notte. Vedi che le cose migliorano? Almeno di notte, ripeto…

C di COLICHE: sono ricordi lontanissimi ma ci saranno giorni in cui lo/la guarderai con attenzione mentre si rotola sul pavimento del supermercato spaccando i timpani del signore che lavora nella banca a due isolati da lì e penserai «Avrà per caso mal di pancia?» (Spoiler: no, non ha mal di pancia, ha due anni).

D di DOMANI: vista la stanchezza inenarrabile, puoi fare (quasi) qualsiasi cosa domani.

E di ESAME: la sindrome dell’esame, del sentirsi sotto esame, raggiungerà vette altissime, andrai in giro per la città con questo esserino indemoniato e ti sembrerà di essere giudicata da passanti, amici, autisti di autobus, vigili, porte automatiche e semafori. Sì, è vero, ti giudicano. Fottitene.

F di FACILE: i tuoi amici genitori di figli più grandi ti diranno che a confronto con l’adolescenza i terrible two sono facili. Tu non dire nulla, non aprire bocca. Lascia tuo figlio a casa loro e fuggi per dodici ore.

G di GIOIA: avrai infiniti momenti di gioia. Le prime parole, i primi abbracci, le prime frasi di senso compiuto, i primi baci con schiocco da adulti, peccato solo che sarai così stanca che non riuscirai tanto a godertele ma vabbè non si può avere tutto eh.

H di HO TANTA VOGLIA DI SCAPPARE: seriamente, ora. La voglia di scappare è reale, sfido qualsiasi genitore a non averla provata almeno una volta nella vita. È normale, è anche giusta, secondo me. Ma non scappare. Almeno, non definitivamente. A parte che ormai ti trovano ovunque tu vada, ma quell’esserino che ti fa impazzire di nervoso ti mancherebbe subito, immediatamente. E cosa dire di quelle bracciotte che hanno imparato a stringerti? Dai, su, davvero.

I di IO: quasi tutti avranno la tentazione di dirti cosa farebbero al tuo posto, quasi tutti ti daranno consigli (proprio come sto facendo IO! 😀 )…sii paziente, è un istinto naturale. Ma poi fai come vuoi TU.

L di LIMONARE (eeeeh? cos’è limonare, chi se lo ricorda?), L di LITIGIO: ti capiterà di litigare con un esserino di due anni, è capitato a tutti. Tu a un certo punto sarai così saggio/a che ti chiederai: ma posso io, over 30 o over 40, litigare con un bambino di due anni? No, non puoi, smettila subito, lascia stare.

M di MAMMA: sentirai così tante volte pronunciare la parola mamma che comincerai a chiedergli «Puoi per favore chiamarmi Francesca, Giovanna, Anastasia, Genoveffa, Signora, Assistente, Dottoressa?». Lui continuerà a chiamarti mamma. Settecentomila volte al giorno.

N di NONNI: saranno provvidenziali, fondamentali, rinuncerai a discutere con loro di politica, di religione e di qualsiasi altro argomento sensibile, li corteggerai come non hai mai corteggiato nessuno, tutto anche solo per un’ora di libertà. Loro dopo un po’ cambieranno indirizzo e numero di telefono.

O di OH COME È STATO BUONO CON ME: te lo diranno tutti, dai nonni (santi nonni) alle maestre dell’asilo alle zie ai vicini di casa alle amiche caritatevoli. SÌ, OK, CON VOI È BRAVISSIMO E CON ME NO PERCHÉ SONO UN OTTIMO GENITORE (ho letto un articolo da qualche parte che dice che i bambini si scatenano con i genitori perché sanno di essere compresi, amati, e insomma, perché è il loro ambiente naturale, non mi ricordo le fonti dell’articolo ma tu puoi sempre dire ho letto sul web che…, fidati, no problem).

P di PEDIATRA: finalmente puoi andarci di meno. Fra le esperienze più stressanti della mia vita, subito dopo l’infilare i prodotti nei sacchetti quando la cassiera di turno vuole vincere il premio di cassiera più veloce dell’anno e me li tira addosso tipo la macchina per le palline da tennis con Agassi, ci sono le visite dalla pediatra…ho preso il libretto? e il cambio? sono ok con i vaccini? ho dimenticato qualcosa? urlerà, piangerà, tenterà di picchiare qualcuno? (mia figlia, non la pediatra).

Q di QUANTO DURA?: non lo so, Benedetta sta per compiere tre anni e non è ancora uscita dai Terrible Two, però insomma, lei è una bambina precisa, tecnicamente ha ancora due anni, sono sicura che il 7 di agosto diventerà una bambina calmissima. Vero? No? Non voglio saperlo.

R di RIDERE: a parte che ho sulla spalla un tatuaggio che vuol dire ridere e l’ho fatto in uno dei momenti più tristi della mia vita e aspettavo un momento per raccontarlo, a parte questo, dicevo: ridi. Davvero, prendi tutto con ironia, prenditi in giro, non prendere tutto troppo sul serio. Quei genitori che ti dicono che l’adolescenza è molto più difficile in realtà hanno ragione (se vuoi ti racconto com’è la preadolescenza), e questi momenti ti mancheranno tantissimo.

S di SOTTOVOCE: quando urla, tu parla sottovoce. È un consiglio serio questo, giuro, me l’ha dato la mia saggia pediatra lussemburghese. Mi ha detto «Quando sua figlia urla, se lei urla, urlerà ancora di più per farsi sentire. Se invece lei parlerà sottovoce, sua figlia dovrà smettere di urlare per sentirla. E si calmerà più velocemente». L’ho testato. È verissimo. È incredibilmente vero.

T di TENEREZZA: corollario al punto sopra. Se in un momento di rabbia, di capricci, di urla, hai la forza (è difficilissimo, eh, ti avverto) di capire che tuo figlio ha semplicemente un problema, un disagio, qualcosa di piccolo che lo disturba, usa la tenerezza: abbraccialo, stringilo, digli che lo capisci. Il suo sciogliersi nel tuo abbraccio aiuterà lui e te.

U di URLA: io non so cosa dirti. Fra i due e i tre anni urlano. A sei mesi piangono per comunicare, a due anni urlano. Se vuoi ti racconto di quella volta in cui Benny nel reparto bicchieri dell’IKEA è rimasta dieci minuti a piangere disperata gridando di tutto e leccando un peluche preventivamente trascinato per tutto il tragitto e tutti mi guardavano con pietà alternata a sdegno, ma evito. Comunque tu non urlare, torna al punto S.

V di VINO: dopo mezzo bicchiere di vino il mondo è un po’ più sorridente, tuo figlio è un po’ meno demonio e tu sei un ottimo genitore. Credimi.

Z di VITAMINA ZZZ: è una delle vitamine più importanti per i bambini (ma anche per gli adulti!), è qualcosa alla quale non pensiamo mai ma è così vera da essere BANALMENTE vera. L’80% dei momenti di nervoso di mia figlia sono dovuti alla sua stanchezza. Mettilo a letto, fallo dormire. E dormi pure tu.

 

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6 Commenti

  • Rispondi Laura 26 luglio 2018 at 13:27

    Fantastico! Bravissima! Grazie!

  • Rispondi Elena 26 luglio 2018 at 14:10

    Sei davvero brava !!!!

  • Rispondi Paola 27 luglio 2018 at 12:32

    bisognerebbe appenderlo al frigo!!! che grande!!

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