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Se hai bisogno, chiama

20 gennaio 2018

Volare - 1Sono entrata in aereo, mi sono seduta, ho allacciato la cintura di sicurezza. Ho preso il telefono per metterlo in modalità volo, «Se hai bisogno, chiama», mi ha scritto un amico. A dire il vero non è stato il solo in questi ultimi tempi. C’è tantissima tenerezza in quelle quattro parole, una tenerezza forte e discreta: se hai bisogno devi solo chiamare, io ci sono. È chiaro, ci sono, come potrei non esserci.
È una frase bellissima, è un titolo meraviglioso.
Stavamo per partire ma l’assistente di volo ha preso il microfono e ha detto «Abbiamo dei problemi tecnici, stiamo cercando di risolverli». Sono saliti due signori con le giacche fluorescenti, è passata mezz’ora poi il comandante è venuto da noi e con lo stesso microfono ci ha detto che avremmo dovuto cambiare aereo perché una delle porte non funzionava. Sorrideva, ci ha chiesto di avere pazienza, ha chiesto scusa a nome di Easyjet.
Aveva un viso che ispirava fiducia.
Siamo usciti, siamo tornati al gate, ci siamo rimessi in coda, io ho cercato di sfruttare il Wi-Fi dell’aeroporto per scaricare una puntata di Suits, ovviamente non ce l’ho fatta, dopo quasi un’ora eravamo su un altro aereo.
Stavamo ancora decollando quando siamo entrati in una turbolenza che non scorderò mai, ho immaginato la porta dell’altro aereo volare via, ho visualizzato il mio funerale e tutti a dire «Le piaceva così tanto viaggiare, poverina», poi ho pensato al viso del comandante, mi sono sentita al sicuro, e dopo qualche minuto tutto si è calmato.
A sinistra il cielo era arancio, a destra blu scuro.
Siamo arrivati con due ore di ritardo e tutti si sono avviati in fretta verso l’uscita.
Lei era lì. Lei, che ci aveva fatti scivolare fra il tramonto e la notte, era lì, e come fanno sempre i piloti, salutava ogni passeggero.
Sono così abituata a vedere solo uomini in certi ruoli che a volte mi dimentico che anche le donne sanno volare.

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6 Commenti

  • Rispondi Speranza 22 gennaio 2018 at 15:55

    Certo sanno far tutto, ma è piacevole scoprirlo di persona. Ancora mi stupisco che a Cagliari ci siamo taxiste e autiste di autobus. È una vera scemenza, lo so. Ma è uno stupore felice.

    • Rispondi Valentina Stella 23 gennaio 2018 at 12:38

      Sì guarda anche io mi sono stupita del mio stesso stupore, cioè mi sono detta «Vale, è una cosa NORMALE», però in effetti non lo è ancora, siamo abituate a vedere poche donne in posti in cui sono sempre stati gli uomini, e ogni volta ne sono felice 🙂

  • Rispondi NonPuòEssereVero 23 gennaio 2018 at 16:09

    Ho letto turbolenza e non ho capito più un tubo, a Novembre ho fatto dei voli pessimi, in cui ho avuto seriamente paura di morire (e anche io, in quell’occasione, avevo immaginato il mio funerale)

  • Rispondi Kiara Koala 26 gennaio 2018 at 17:24

    Il finale è, un po’ come sempre, sorprendente e bellissimo.
    BRAVE noi, donne che sappiamo fare di tutto – come è giusto e normale che sia, of course – ma anche capaci di apprezzarlo.

    • Rispondi Valentina Stella 5 febbraio 2018 at 11:47

      Ciao Kiara,
      scusami, ho visto e autorizzato solo ora il tuo commento. Hai ragione, brave noi! 🙂

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