scrivere

Otto righe

26 aprile 2017

OttorigheBene, ho tutta la mattina libera, ora scrivo. Mi faccio un caffè e comincio.
Buono questo caffè. Devo comprare le capsule? Sì, devo comprarle, lo segno. Magari segno anche tutto il resto. Poi magari la lista questa volta me la porto dietro. Sono campionessa mondiale di liste della spesa lasciate a casa.
Bene, quindi, dicevamo: ero al capitolo 4.

«Hai il mascara messo male» mi dice Paola appena entro nel mio ufficio. È seduta alla scrivania «Tutto un grumo».
«Vuoi che inizi con quella cosa fastidiosa del “se avessi anche tu dei figli sapresti che la mattina è un momento difficile” o possiamo evitare?».
«Anche per questo non ho fatto figli, cara».

Però caspita, che mal di schiena. Devo comprare una di quelle sedie serie da ufficio. La aggiungo alla lista delle cose da comprare da Ikea, che è diversa da quella della spesa. Dove l’ho messa? Ah sì, è nel telefono. Vabbè, vediamo cosa c’è di nuovo su Facebook. Ok, le solite polemiche. Ma io questa volta sono più furba di tutti e non rispondo, non scrivo, sono in silenzio stampa, ho altro da fare io eh, ho un romanzo che mi attende, chi se ne frega di scrivere la mia su quell’argomento ma soprattutto che gliene frega agli altri di quello che pensCOMUNQUE DACCI OGGI LA NOSTRA POLEMICA QUOTIDIANA EH.
Ecco, l’ho scritto. Ora mi risponderanno tutti impanteriti e io invece devo scrivere. Ok, stacco il wifi. Lo stacco anche dal telefono e stacco i dati.

«Però dai, vuoi mettere i lavoretti che ti portano da scuola a Natale…».
«Tipo quello?» e indica una cornice di cartone tutta piena di cotone glitterato con la foto di Camilla al centro.
«Eh, tipo. Hai mai visto nulla di più bello?».
«No, mai. Senti, ho appena parlato con il preside della Parini».

Mi devo fare un tè. Senza tazza di tè accanto al mac che autrice sono? Magari faccio la foto e la metto su Instagram. Vale, ma ti ripigli? Vuoi fare la solita foto che si capisce benissimo che è stata studiata apposta per Instagram, la tazza con il tè fumante, la piantina a cui dimentichi sempre di dare l’acqua, il mac con un foglio di word mezzo pieno e sullo sfondo magari un New Yorker e una matita iper super hipster, di quelle che poi pianti e diventano una quercia secolare? Sì, voglio farla. Voglio voglio voglio fortissimamente voglio. Ma aspetta, questo filtro non mi soddisfa. Forse questo. O questo. O questo. Ecco, questo, sì sì sì. Perché non hanno inventato il filtro wannabewriter?

Sì, ok, ristacco tutto se no non scrivo.

C’è da dire che è quasi ora dello spuntino. Dicono che una banana al giorno faccia benissimo. Magari mentre mi mangio la banana chiamo la mia mamma. Perché poi, davvero, come fai ad avere l’ispirazione, come fai a raccogliere storie, se stai chiusa in casa e non parli mai con nessuno?

Beh, dai, sono stata solo 72 minuti al telefono con la mia mamma. Qualche storia l’avrò raccolta. Vediamo cosa mi hanno riposto su Facebook nel frattempo.
46 commenti. Due si sono accapigliati sotto il mio post, fra un po’ vedo il sangue. Sai cosa faccio? Non rispondo. Faccio la superiore. Voi litigate pure, io devo scrivere, ho un romanzo da finirCOMUNQUE DAVVERO MAGARI NON VI INSULTATE SULLA MIA BACHECA, EH.

Stacco tutto di nuovo, basta.

No però aspetta, prima devo trovare quella dieta di cui mi hanno parlato la scorsa settimana. Perché siamo a fine aprile, vuoi non mantenere la tradizione della dieta iniziata a fine aprile e chiusa a fine maggio con la frase «Tanto l’importante è sentirsi bene con se stessi»? Guarda quante diete ci sono: la dieta del digiuno (vabbè, grazie), la dieta del minestrone, la dieta del riso, la dieta della banana…ma io SO che la mia sarà quella vincente. Fino ai primi di maggio.

Ehm…sono le 12.10, ho un po’ fame. Poi se faccio pranzo presto non rischio di mangiare una pasta al ragù un abbacchio e un monte bianco. Mi basta un’insalatina. Con un etto di prosciutto crudo, una confezione di feta, centosettantacinque olive e magari un po’ di maionese. Però light, eh.

No, dico: sono le 12.30 e ho raggiunto le OTTO RIGHE. Dovrei andare sul blog e scrivere un post sulla routine della wannabewriter.

Dai, dopo il post mi rimetto a lavorare, giuro.

Forse.

Ti potrebbe interessare anche

4 Commenti

  • Rispondi Dario 26 aprile 2017 at 21:03

    (faccina che ride)
    sì però ricorda che c’è chi aspetta il prossimo libro eh!

  • Rispondi Kiara 27 aprile 2017 at 10:33

    Che combinazione leggerti…beh, così, in vena creativa…ma anche ludica toh! perché ho APPENA finito il tuo libro, che da brava torinese nonché amante delle storie intimiste ho letteralmente divorato! bravissima! perciò okay la lista dell’Ikea, ma anche il resto, dai 😉

    • Rispondi Valentina Stella 28 aprile 2017 at 11:38

      Kiara, grazie!!! Allora mi stacco dalla lista dell’Ikea e ricomincio a scrivere 🙂 Ciao!

    Lascia una Risposta