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5 motivi per iscriversi a un corso di scrittura

21 dicembre 2016

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Ops, l’ho fatto ancora. Mi sono di nuovo iscritta a un corso di scrittura. Perché?

Quando mi sono licenziata dal mio lavoro nel marketing e ho (ri)cominciato a scrivere, mi sono detta «Va bene reinventarsi, ma improvvisarsi no», e quindi mi sono informata sui corsi di scrittura creativa vicini a me (all’epoca abitavo a Torino). Mi sono iscritta a tanti corsi di Zandegù, a uno della Holden, li ho frequentati per tre anni, nel frattempo ho pubblicato un romanzo e una raccolta di racconti, e ora che ho cambiato città ho iniziato a sentirne di nuovo la mancanza. Dipendenza da corsi? Accanimento formativo? Probabile, ma non è tutto.

Il punto è che un corso di scrittura non ti insegna a scrivere, o almeno, non solo.

Prima di tutto, ti insegna a leggere. O a leggere bene. Non solo classiconi noiosi, eh: un buon maestro ti parlerà del grande classico russo come dell’inarrivabile autore americano ma anche dell’emergente che abita a due isolati da te. E da lì in poi, non leggerai più come prima.

Poi ti insegna a gestire il talento (o quello che pensi sia talento). Se hai voglia di scrivere, probabilmente hai un dono, o credi di averlo, e un bravo insegnante ti regala gli strumenti per plasmare ciò che hai dentro. Hai presente quei piccoli oggetti che trovi nelle scatole di pasta da modellare dei bambini? Ecco: la pasta è il tuo talento, e con gli strumenti puoi dare forma a ciò che vuoi raccontare.

Ti regala ispirazioni. Ho un ricordo delle lezioni che frequentavo a Torino come di grandi nuotate in vasche piene di ossigeno (forse è per questo che il titolo del mio romanzo è Il resto è ossigeno 😀 ): uscivo da lì, mettevo le cuffie nelle orecchie, mi avviavo a piedi verso casa e letteralmente mi costruivo mille storie nella testa. Ricordo una sera, pioveva forte, ero senza l’ombrello, l’iphone suonava a tutto volume una canzone straziante di Tenco e io, entrando nell’androne di casa, immaginai tutto: un omicidio, la trama, il colpevole. Quella cosa non è mai diventata un racconto né un romanzo ma il momento è stato bellissimo.
Mi sono iscritta di nuovo a un corso soprattutto per questo, per l’ossigeno.

Ti dice che puoi farcela. Se esiste una scuola che insegna a scrivere, puoi farcela anche tu. O almeno, questo è quello che ho pensato quando ho deciso di iscrivermi. Immaginare gli autori come persone investite da una lingua di fuoco chiamata ispirazione è il miglior modo per non provarci mai. E io volevo provarci.

Infine, ti fa scrivere. E scrivere tanto è l’unico modo per scrivere qualcosa di buono. Anche in questo caso c’entra il non restare lì in attesa della lingua di fuoco: bisogna scrivere, allenarsi, migliorarsi esattamente come ci si allena in uno sport per diventare sempre più bravi.

…E poi Ray Bradbury diceva che, se scrivi un racconto alla settimana, almeno uno dei 52 dell’anno sarà leggibile 🙂

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3 Commenti

  • Rispondi Maddalena 23 dicembre 2016 at 10:58

    Ho fatto un corso di copywriting nel quale c’erano anche lezioni di scrittura creativa. Mi conosci, sai che scrivo. Ma un corso vero e proprio non l’ho mai fatto. Sai qual è una mia perplessità (magari mi puoi aiutare)? Ho paura che troppa disciplina e tecnica anziché dare forma all’ispirazione rendano la scrittura più meccanica, ragionata, meno libera. E poi… be’, poi c’è il fatto che tra un figlio e l’altro mi è ancora difficile trovare spazi ampi di manovra.

    • Rispondi Valentina Stella 8 gennaio 2017 at 23:25

      Con estremo ritardo arrivo a risponderti, scusa Maddalena!!!
      Allora, anche io avevo i tuoi dubbi, e quando mi sono iscritta al primo corso ero un po’ diffidente. Poi però ho capito che si tratta solo di strumenti che permettono di curare ancora meglio il proprio stile, la propria voce. In realtà un buon insegnante di scrittura fa proprio questo, fa venire a galla la tua “vera voce”.
      Sul tempo ti capisco perfettamente 😀

  • Rispondi Maddalena 11 gennaio 2017 at 13:19

    Sono ripassata da te numerose volte, Vale. Per vedere se mi avevi risposto, perché mi fido di te 🙂 E così intanto ho avuto occasione di leggerti con più regolarità, quindi una buona occasione… Non avevo dubbi che avresti risposto, non ti scusare, anzi grazie, faccio tesoro della tua opinione. Quando torno qui è sempre un po’ come tornare a casa, questo è stato uno dei primissimi blog della mia vita. Buon anno!

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