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Aggiustate i sogni

11 ottobre 2016

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È stato quando sono entrata da Liberty che me ne sono resa conto. Io da Liberty andavo ogni volta che capitavo a Londra, anche quando ero lì per lavoro. Mi piaceva fare un giro in un lusso che non mi potevo permettere: mi divertivo a osservare la bellezza, facevo due passi, e poi uscivo e andavo a comprare in altri negozi. Però ogni volta pensavo «Quando sarò grande, quando avrò 40 anni, verrò qua e mi comprerò una di queste borse che costano migliaia di euro». Lavoravo, ero innamorata del mio lavoro, avevo 30 anni e avevo già capito che quello sarebbe stato il mio futuro: viaggi, ufficio, serate fra colleghi, serate fra amici, nessuna famiglia. Mi andava bene, molto bene così.
Avevo un’idea di me dopo 10 anni molto precisa: in carriera, magra (perché io nel mio futuro sono sempre magra 😀 ), felice. E abbastanza in carriera, appunto, da potermi comprare una borsa del piano terra di Liberty.

La vita però è quella cosa strana che ti prende, ti rapisce, e ti dice quasi prendendoti in giro che non è tutto lì. 
Mi sono innamorata. Perdutamente, senza riflettere nemmeno un attimo. Abbiamo avuto Guia subito, ho ricominciato a scrivere, ho lasciato il lavoro, ci siamo trasferiti, è arrivata Benedetta, e qualche giorno fa eravamo a Londra a festeggiare proprio i miei 40 anni.

Giravo fra quelle benedette borse e pensavo che alla fine è proprio questo il punto: non è tutto lì. La mia vita è cambiata, ma in realtà sono io che ho cambiato lei, come direbbe Vasco con la voce di Patty Pravo. E non so – giuro non so – se il mio sogno vero sia mai stato quello di avere una famiglia o quello di essere una donna in carriera senza figli.
So che oggi senza le mie figlie non riuscirei a respirare e so anche che di quelle borse non mi importa nulla, per esempio. Ma penso che sarei comunque felice, se fossi quella Valentina che immaginavo di diventare. Perché se fossi arrivata lì, l’avrei davvero desiderato.

Forse è tutta questione di aggiustare i sogni, come si aggiusta un budget durante l’anno. Forse è questo che vorrei insegnare alle mie figlie: sognate, sognate in grande, sì, sognate di volare, ma poi cercate anche di camminare, cercate di appoggiare bene i piedi per terra, cercate di accogliere ciò che la vita vi offre e cercate di capire ciò che la vita vi sta dicendo. Aggiustateli, i vostri sogni, giocateci, modellateli, fateli cambiare, fateli rotolare nella vita vera, raccoglieteli e soffiate via la polvere, ogni tanto. Quindi sì, bambine, sognate in grande, sempre.

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9 Commenti

  • Rispondi Sempremamma 16 ottobre 2016 at 11:53

    Diverse volte ho voluto lasciarmi andare ai sogni, che si sono infranti il più delle volte, malamente. Ho sofferto. Ora non sogno, prendo ciò che arriva.

  • Rispondi Kiara 18 ottobre 2016 at 11:00

    L’idea di aggiustare i sogni, modulandoli a seconda dell’epoca, delle contingenze, del nostro stesso mutare ed evolverci è bellissima, e le tue parole sempre fonte di ispirazione per me! Uh…e naturalmente, Benvenuta nei Forties – augurissimi!.

  • Rispondi virginiamanda 10 novembre 2016 at 13:50

    Grazie per questo post.
    Sto attraversando un momento in cui chiedo ai miei sogni di essere più chiari o più nuovi o semplicemente, più adatti. Ho realizzato quelli che avevo a 16 anni e ora non so quali siano quelli giusti per il dopo.
    Grazie per il consiglio di aggiustarli.
    E tanti auguri!

  • Rispondi Virgawards 13: special edition “Vivir para contarla” – Virginiamanda 11 novembre 2016 at 17:29

    […] Bellezza rara – Aggiustate i sogni: un post che ispira. La vita a volte fa giri veramente strani. Non per questo meno belli di quelli immaginati. […]

  • Rispondi maddalena 22 novembre 2016 at 18:55

    Non ci avevo pensato. A te ogni tanto penso, lo so ti fa strano, ma invece ti penso. Ma questa di aggiustare i sogni mi dà un pizzico di pelle d’oca. Buona. Come una piccola rivelazione, oppure una coperta quando hai freddo. E’ questa la risposta, hai ragione: non so quanto, non voglio deformarli, ma i sogni devono essere un po’ modellabili, e, se non lo sono, si possono sempre aggiustare… E’ così che si può stare bene, tra fatalismo e idealismo, rassegnazione e ostinazione. Bellissimo, grazie.

    • Rispondi Valentina Stella 23 novembre 2016 at 14:21

      Grazie a te, Maddalena! E grazie perché hai scritto parole bellissime. E scrivi, sempre, parole bellissime.
      Grazie.

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