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Mancarsi

9 giugno 2016

 

Mancarsi

Quando sono partita per Torino lasciando le bimbe a casa, lunedì pomeriggio, ho provato una sensazione strana. Me ne stavo lì al gate a osservare le persone e a un certo punto mi sono sentita così leggera, così libera che per poco non ho preso qualcuno per mano chiedendogli «Hai fatto la pipì? Sei sicuro?».

Poi sono salita sull’aereo, mi sono addormentata a sprazzi come facevo tanti anni fa, ho letto un po’, ho guardato fuori dal finestrino ritrovando lì, proprio lì, sopra le nuvole, tutti quei pensieri che solo quando sei così in alto riesci a fare, sono scesa, ho aiutato una mamma sola con la bimba di quattro mesi rendendomi conto che non so più tenere in braccio bimbi così piccoli e sono passati solo sei mesi, ho preso l’autobus per Torino e – sempre leggera come una libellula impazzita – sono arrivata a casa, ho chiuso la porta e mi sono detta «Che figata».

Ieri sera, dopo la presentazione di Il resto è ossigeno al Circolo dei Lettori, mi sono fermata a bere moijto e a mangiare patatine con le mie amiche, e loro mi hanno chiesto «Come stai senza le bimbe? Ti mancano?».

«Mi mancano tantissimo. E sto benissimo». Che bellezza è mancarsi, a volte. Mi mancavano tanto, è vero. Da casa mi arrivavano foto di manine, occhioni, piedini, e io stavo lì a guardarmele e immaginavo di stringere quella manina piena di incavi e sentivo un vuoto dentro al cuore, proprio al centro del cuore. Poi mi facevo passare Guia che mi raccontava la giornata e quel vuoto si faceva sempre più grande. Era un vuoto bellissimo. Perché bella è la mancanza, l’amore che diventa concreto, tangibile, e ti balla nel petto, arriva allo stomaco.

Sono tornata oggi dopo tre giorni di libertà totale, tre giorni in cui sono stata ricca. Di tempo e di decisioni prese senza chiedere nulla a nessuno.

Sono entrata in casa, le ho abbracciate strette. Benedetta batteva le mani, Guia sorrideva, e io ero ancora più ricca.

È bellissimo mancarsi, a volte.

 

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6 Commenti

  • Rispondi Marina 13 giugno 2016 at 0:21

    Arrivo qui proprio alla vigilia di una settimana in cui starò da sola per la prima volta in 9 anni: bimbo e marito stanno per andare a più di mille km di distanza, un po’ lavoro e un po’ vacanza. “Che figata” è stato (quasi) il primo pensiero… Lo saprò domani, quando saranno partiti… 🙂

  • Rispondi Marina 13 giugno 2016 at 21:31

    Sono tornata a dirtelo: potrei prenderci gusto 😉

  • Rispondi Francesca 14 giugno 2016 at 10:29

    Appena finito di leggere il tuo libro…divorato in 2 giorni… 🙂

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