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Cose che solo noi torinesi sappiamo

2 marzo 2016

Cose che solo noi torinesi sappiamo

A noi torinesi piace chiamare i corsi e le piazze per nome: corso Massimo, piazza Vittorio, corso Vittorio (e non stiamo parlando dello stesso Vittorio, troppo facile). Pure con i soprannomi: piazza Carlina e corso Galfer. Così, per simpatia.

Non facciamo scherzi, via Rattazzi non è via Rattazzi: è la via di Cavallo Pazzo.

Potresti dirmi per favore a cosa servono i parcheggi sotterranei a Torino? A noi torinesi non piacciono i sotterranei. Ci piace parcheggiare la nostra auto aggrappata a un lampione, o in sedicesima fila davanti alla Lutèce, e lasciare 248 posti liberi nel parking a due isolati di distanza.

Noi torinesi sappiamo che a Torino è nato tutto: la moda, il cinema, la radio, la tv, persino il tramezzino. E anche i nostri amici non di Torino lo sanno, dato che lo diciamo ogni santa volta che parliamo della nostra città, e ormai appena cominciamo ci tappano la bocca con il nastro adesivo.

A proposito di tramezzino, per quelli di Mulassano siamo disposti a mangiare burro e acciughe alle otto del mattino, e cerchiamo anche di convincere chi è venuto da fuori che sarà un’esperienza indimenticabile.

Un Carrefour? Vuoi dirmi che in corso Monte Cucco c’è un Carrefour? Ma cosa stai dicendo? Si chiama Continente, e non ci sono discussioni.

Noi torinesi sappiamo che qualsiasi persona che arriva da Milano ci dirà «Oh mamma mia che brutta la strada che dall’autostrada porta al centro…come si chiama…corso Giulio Cesare?», e noi ogni volta penseremo sogghignando a quell’antico adagio che dice La cosa più bella di Milano è l’autostrada che porta a Torino. 

Noi torinesi andremo a Milano sempre con fastidio, e i primi 30 minuti ci lamenteremo per il cielo grigio, la puzza di smog, e la mancanza della Mole. E poi, tornando a casa, penseremo con altrettanto fastidio «Beh, però che bella Milano».

È evidente l’intelligenza di una città in cui le vie sono dritte, gli angoli di novanta gradi, e se sbagli strada, se vuoi tornare indietro, puoi girare a destra, e poi ancora a destra, e poi ancora a destra, e ti ritrovi nella stessa esatta posizione. Ci sono le parallele, e le perpendicolari. Poi, vabbè, ci sono le ribelli oblique tipo via Po ma a lei vogliamo bene e la perdoniamo.

È altrettanto evidente che in qualsiasi altra città al mondo noi torinesi ci perderemo e facendo svolta a destra-svolta a destra-svolta a destra ci ritroveremo a 4 chilometri di distanza dal punto iniziale. Tranne a Manhattan. Manhattan è come Torino. Vabbè, solo come pianta, ok.

I controviali…sì, abbiamo i controviali, perché è così difficile capire i controviali?

Solo noi torinesi sappiamo che attorno a Palazzo Madama le auto facevano il girotondo, in piazza San Carlo non solo si parcheggiava ma il sabato sera si parcheggiava anche in mezzo alla strada intasando il traffico, e in piazza Vittorio…c’era lo sterrato. Ma non così, per dire. Proprio lo sterrato, tipo in campagna. E non nel 1926. Poco prima del 2006.

Non solo noi torinesi sappiamo quanto è cambiata e quanto è diventata bella Torino negli ultimi 20 anni: amici, parenti, turisti, ce lo dicono sempre quando vengono qua. Ma solo noi torinesi sappiamo che anche quando era grigia-marrone, anche quando c’erano automobili appiccicate ai monumenti del centro, anche quando, come amiamo dire, c’era il coprifuoco alle otto di sera, Torino aveva un cuore enorme che pulsava, ed era bellissima, meravigliosa. Solo, aveva bisogno di sentirselo dire.

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25 Commenti

  • Rispondi Emauele 2 marzo 2016 at 18:13

    Per me alla fine ce la farai, e diventerai il Sindaco di Torino!
    Ma davvero pure la radio è nata a Torino?
    Saluti dall’Emilia

    • Rispondi Valentina Stella 4 marzo 2016 at 8:00

      Pare che la prima trasmissione radio in Italia sia stata fatta a Torino…PARE…o magari è una leggenda inventata dai torinesi 😀
      Ciao Emanuele!!!

  • Rispondi Maurizio Lattanzio 3 marzo 2016 at 18:46

    Complimenti, veramente bello questo articolo. Non lo facciamo mai, ma non ho potuto fare a meno di condividerlo….geniale!

  • Rispondi Marina 3 marzo 2016 at 20:17

    Non c’è quella frase di Pavese che dice “Fin che ci saran nuvole sopra Torino sarà bella la vita”? Ecco, mi viene in mente ogni volta che attraverso uno dei viali di Torino (devo ammettere però che i controviali per me, che non sono torinese, sono una cosa un po’ troppo esotica).

    • Rispondi Valentina Stella 4 marzo 2016 at 8:01

      Sai Marina che non conoscevo questa frase? È bellissima!
      …L’approccio con i controviali di chi arriva da fuori mi fa sempre ridere!!! 🙂
      Ciao!

  • Rispondi Luciana 3 marzo 2016 at 22:43

    Quando mi ci presentai per sbaglio (treno sbagliato) nell’inverno del 2004, non la vedevo nemmeno bene per una sorta di foschia, smog o nebbia occhecavoloera… ma già mi piacque. E forse è per questo che conservo la speranza di rivederla in primavera – prima o poi ce la farò anche se è un pò bizzarro pianificare una ” gita a Torino” quando vivi al sud, a pochi minuti dal mare.

    Torino è inoltre la mia prima scelta quando qualcuno – leggasi mio marito – mi ricorda che dovremmo andare al nord quest’anno. In realtà lui dice ” dovremmo andare a Milano entro ottobre” ed io ribadisco: “a Milano perché mai? Ma se c’è Torino là vicino!” :)))

    • Rispondi Valentina Stella 4 marzo 2016 at 8:03

      Brava Luciana!!! Ma che Milano?!!!
      Che bello che ti sia piaciuta ancora prima delle Olimpiadi: hai visto la Torino di tanto tempo fa, quella un po’ meno turistica ma altrettanto affascinante.
      Ciao! 🙂

  • Rispondi Flavio 4 marzo 2016 at 14:56

    Grazie per queste righe, mi è diventato anche l’occhio un po’ lucido pensando alle volte che l’ho dovuta difendere contro Roma 😉

  • Rispondi Caroline 5 marzo 2016 at 11:44

    Grazie over un bellissimo racconto. Io e mio marito ci siamo trasferiti qui a Torino 5 anni fa dalla Liguria. Tutti ci davano per pazzi…ora che lo abbiamo fatto scoprire la bellezza, la stranezza e per Non dimenticare….la gentilezza , sono tutti invidiosi e non vedono l’ora di venire a trovarci. Ho aperto anche i occhi ai norvegesi con il mio blog…..quindi stai attenta…fra poco verrà invaso dai norvegesi…hehehe he.

    • Rispondi Valentina Stella 5 marzo 2016 at 19:41

      Brava Caroline, facciamo andare i norvegesi a Torino!!! E che bello il tuo blog! 🙂

  • Rispondi Lorenzo 6 marzo 2016 at 18:06

    Io abito in Svizzera da anni ma Torino la penso sempre, credo che quando sei lontanoi la stimi di piu, quando posso ci vengo.. ci sto davvero bene e articoli come il tuo mi riempono il cuore… Forse si dovrebbe cambiare la testa di alcune persone che pur abitandoci non l’apprezzano……

    • Rispondi Valentina Stella 8 marzo 2016 at 9:06

      Hai proprio ragione, Lorenzo!
      …E scusa se non ho approvato il tuo commento prima: sembra una scusa ma…ero malata!!! 😀

  • Rispondi Fabio Dioguardi 24 marzo 2016 at 18:20

    Io ligure, vagabondo di mezzo mondo per nutrire l’anima prevalentemente ROM, ho eletto Torino come mia città principale di riferiemento dopo averci vissuto per 5 anni, quelli post olimpiade. Non conosco gli strani e affascinanti (come li scrivi) aneddoti che racconti (esilarante quello dell’autostrada MI-TO) del pre-olimpiadi ma conosco la bellezza della Torino ritrovata, quella che una volta chiamavano la piccola Parigi. Ogni anno più bella, ogni anno attivissima, promette di essere la città del futuro di questa Italia zavorrata dai mille problemi. Il tuo articolo è bellissimo e merita il riconoscimento.

    • Rispondi Valentina Stella 24 marzo 2016 at 23:43

      Grazie Fabio!!! E hai proprio ragione: promette di essere la città del futuro di questa Italia zavorrata dai mille problemi.
      Ciao!

  • Rispondi Rodolfo 24 marzo 2016 at 22:04

    Brava Valentina bellissimo, solo una precisazione da torinese pignolo, piazza Vittorio indica il nome di una città, non di una persona -Vittorio Veneto- forse proprio perché chiamiamo tutto per nome a volte rischiamo anche noi di fare confusione.

    • Rispondi Valentina Stella 24 marzo 2016 at 23:48

      Ciao Rodolfo, grazie della precisazione! Sì sì, da figlia di maestra veneta sempre pronta a bacchettarmi, so che Vittorio Veneto è dove si è combattuta una battaglia molto importante della prima guerra mondiale…scrivendo “stesso Vittorio” intendevo il nome, non la persona. Comunque grazie, è sempre bene ricordarlo…e poi hai ragione, noi torinesi siamo pignoli!!!
      (Ecco, se poi devo raccontare esattamente cosa è successo durante la battaglia di Vittorio Veneto, comincio ad avere qualche problema 😀 )
      Ciao!!!

  • Rispondi Leela Parvathi 25 marzo 2016 at 7:05

    Sono in Italia da 50 anni.abito a Ivrea. Quanto mi sono stata affascinata dalla Città di Torino. Quando le mie bambine erano piccole le ho portate per i parchi giochi al Valentino. Prendevo il treno da Ivrea per Torino. Poi mi laureai nell’università di Torino. Non potendo perdere di frequentare Torino mi creai uno studio medico in PazzaStatuto. Mi rilassavo durante il viaggio. Dopo 20 anni chiudo lo studio e rimango solo a Ivrea. Ancora ora per poter frequentare Torino faccio di tutto per aver bisogno di qualcosa. Per vedere un paziente, o andare a trovare un amico ecc. Quando vengono gli ospiti stranieri li porto a Torino. Con quale entusiasmo io avevo portato alcuni parenti ospiti Americani ha lasciato dei bei ricordi a loro. Saluti da Leela

    .

    • Rispondi Valentina Stella 26 marzo 2016 at 8:12

      Grazie del tuo racconto, Leela! Tu hai conosciuto anche la Torino pre-Olimpiadi, quella un po’ meno conosciuta ma bella ugualmente! 🙂

  • Rispondi Barbara 25 marzo 2016 at 8:13

    Bello e vero, però la via obliqua è via Pietro Micca, non via Po 😉

    • Rispondi Valentina Stella 26 marzo 2016 at 8:13

      Ciao Barbara! Sì, via Pietro Micca è molto obliqua, ma anche via Po! (Se vogliamo possiamo anche includere corso San Maurizio!!! 🙂 )
      Ciao!

  • Rispondi giuditta girardi 25 marzo 2016 at 14:51

    Grazie è bellissimo questo racconto. Io vivo a Padova da tanti anni ma a Torino ritorno regolarmente
    è la mia città dell’infanzia e dell’adolescenza come posso non apprezzare questo scritto Brava

  • Rispondi loredana 26 marzo 2016 at 13:43

    Ciao io non sono di Torino ma la amo da sempre da quando in eta’ adolescenziale per studio (Istituto d’ arte ” Aldo Passioni via della Rocca) fui catapultata dalla provincialità del paese ( RacconigiCn) alla maestosità della città .Ricordo la paura del perdermi ..fino a quando a scuola non mi spiegarono quella cosa li ..della città romana Cardo e decumano ..mi pare e di li capii quella cosa del giri a destra , poi a destra , poi a destra e da li ..presi il volo .Ricordo la bellezza della primavera sulle rive del Po ai Murazzi …e le serate nei locali dei murazzi …da qui tutto ciò che era Movida degli anni :’ 86/ 90 ..ilBig , hipnoos e i circoli arci per noi giovani Squattrinati ” da Giau” .Ricordo la nebbia che in novembre si tagliava Col Coltello insomma dei ricordi indelebili ed ora ? Con una scusa o un altra appena posso ritorno , a Natale in Giostra , a fare il giro dei mercati al sabato per risparmiare o anche solo per sentire mia una città che amo …perche conosco tutto il bel posto , la brutta zona …per capire in fondo che ..la brutta zona per me non esiste .Non sono mai stata aggredita , ne scippata anzi ho sempre trovato gente che con gentilezza mi ha aiutata ..amo Torino tutto qua

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