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Il 30 sera

30 dicembre 2015

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Il 30 dicembre sera mi sono sempre divertita molto di più del 31 notte.
Il 30 sera in montagna c’era sempre una festa bellissima, quella festa in cui tutto poteva accadere, di norma nella solita discoteca immersa nella neve, quella davanti alla quale facevamo la fila senza giaccone per evitare di fare la fila anche al guardaroba. Non potevamo aspettare. Dovevamo entrare, ballare, chiacchierare, vivere.
Ricordo un 30 sera ghiacciato di metà anni ’90, io in abito bianco con le spalline, quel ragazzo che mi piaceva tanto, il tepore che diventò subito caldo tropicale appena entrata, e la bellezza delle notti quando hai vent’anni.

E poi ricordo i buoni propositi che facevo, le intenzioni scritte nella pietra che rimanevano, appunto, scritte su qualche agenda che poi non andavo mai a rileggere.
Non sono mai stata in grado di mantenere fede a un buon proposito di fine anno, e se l’ho fatto, forse non me ne sono resa conto.
Oggi – vent’anni, un marito, due figlie e tanta vita dopo – ho fatto pace con me stessa e ho smesso di fare elenchi. Ho bene in mente ciò che devo fare, e cerco di farlo passo dopo passo (con pochi successi, lo ammetto), senza dire niente a nessuno, per non rischiare di sentirmi dire «Ah ma non l’avevi già detto l’anno scorso?».

E poi, dopo un anno come questo, ho solo voglia di dire grazie.

Per l’arrivo di Benedetta. Per il suo entrare nel mondo con grazia, per quella notte magica in cui l’abbiamo abbracciata per la prima volta, per quell’odore fra i suoi capelli che non dimenticherò mai.

Per il nostro cambio di vita. Per questa città strana in cui siamo tutti stranieri e per l’occasione che ci è stata offerta di fare un viaggio insieme, noi quattro in una navicella e tutto il mondo nuovo attorno a noi.

Per la mia famiglia e per i miei amici, che ci sono sempre, anche se litigo con whatsapp e mi dimentico di rispondere e per tutte quelle persone che sopportano il mio esserci a metà, il mio dire «ti richiamo fra cinque minuti», sparendo per una settimana (anche cambiare questa cosa fa parte dei buoni propositi ma non lo dirò mai 😀 )

Per quella bambina di 6 anni che nelle scatole del trasloco ha deciso di non mettere la timidezza, e ha invece messo la curiosità, la voglia di fare amicizia e la pazienza.

Per noi due. Per il nostro amore, che è tutto.

Per un sogno che si realizzerà ad aprile del 2016 ma che è quasi pronto, e che si chiama Il resto è ossigeno. Il mio primo romanzo.

Io questa sera non andrò a ballare da nessuna parte ma addormentandomi, un po’ penserò a quella ragazza infreddolita di fronte al Black Sun di Sestriere. E forse dirò grazie anche per tutto il divertimento che la vita mi ha regalato. Per le risate, per i baci, ma anche per gli errori e le lacrime. Perché avere dei ricordi che possono tornarti in mente senza graffiarti il cuore è una grandissima fortuna.

E allora buon 2016 a tutti, soprattutto a chi ha meno grazie da dire per questo 2015. Alle mie amiche in difficoltà, a chi ha perso un amore e meriterebbe un amore enorme, a chi ha un nemico da combattere ma ha un cuore da supereroe, e a chi aspetta di trovare la sua strada.

Buon anno, di cuore.

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3 Commenti

  • Rispondi Vale N. 31 dicembre 2015 at 1:10

    Buon anno a te e alla tua famiglia ‘navicella’…
    Hai avuto un 2015 ricco di cambiamenti….
    Che il 2016 vi porti quello che più desiderate!

    • Rispondi Valentina Stella 4 gennaio 2016 at 9:10

      Buon anno a te! Grazie di cuore e che il 2016 porti anche a te tutto ciò che desideri! 🙂

  • Rispondi Top post dal mondo expat #21.12.15 | Mamma in Oriente 7 gennaio 2016 at 14:23

    […] “Il 30 sera” del blog “Bellezza rara” dal […]

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