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Ci si affeziona

16 dicembre 2015

Ci si affeziona1

Alla signora che abita di fronte a noi, quella che pulisce sempre i davanzali, ogni giorno, e ogni giorno riceve la visita di uno dei figli. E mi dice moyen e subito dopo bonjour e mi sorride. Non so nemmeno se parla il francese, succede che qua gli anziani sappiano solo il lussemburghese e il tedesco. Non lo so, forse un giorno me lo dirà. Per ora i nostri discorsi sono fatti di sorrisi.

Al signore che sta all’entrata della scuola di Guia. Io davvero non so come faccia, so solo che conosce tutti i bambini, e conosce i relativi genitori. Saluto anche lui con uno dei miei bonjour sottovoce, da buona piemontese che non sa bene se salutare o andare avanti.

Alla luce, quando arriva, qua al Nord. Potente, prepotente, impetuosa. Io magari sono stata in casa tutto il giorno a lamentarmi del cielo grigio e poi è un attimo, esco fuori e girato l’angolo c’è il sole. E quella luce, che sembra un coltello, mi ferisce gli occhi. E mi riempie il cuore. Quanto può essere bello un paesaggio illuminato all’improvviso.

A tutti gli stranieri che incontro ogni giorno, perché è vero, Lussemburgo non è una capitale affascinante come altre, ma ha questa cosa preziosa, questo essere un luogo in cui tutti, o quasi, sono sradicati, e cercano un appiglio. Ci si può affezionare anche a questo essere disorientata in mezzo a gente che è disorientata più o meno come me.

Ai nuovi riti. Al caffè guardando il verde del giardino. Al sushi il sabato sera. A tutte quelle cose che a Torino non erano riti, e non so perché.

Ai nuovi amici, e a quelli che ho ritrovato qua.

Alla nostalgia. Perché anche alla nostalgia ci si può affezionare. A quel leggero batticuore di quando penso che fra poco sarò in Italia, e lo penso qua, seduta sul mio divano in questa casa che amo tanto, e che mi fa ancora più apprezzare i ritorni.

Ai punti di riferimento. In macchina, in autobus, a piedi. A tutti quei dettagli che sono emersi in questi mesi, e che prima erano piatti, nascosti nel paesaggio.

Alle tre stazioni radio che ascolto, una portoghese, una francese e una inglese. Tutte parlano del Lussemburgo.

Mi hanno detto che all’inizio è tutto bello. Che hai l’adrenalina del cambiamento, e che poi, dopo un po’, arriva il down, e allora la nostalgia diventa tristezza e voglia di scappare.
Io non so se succederà anche a me, forse sì, chissà. So che per ora sto sperimentando questa cosa nuova, questo affezionarmi alle cose più piccine, che poi forse è ciò che aiuta a vivere sereni, un passo dopo l’altro.

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11 Commenti

  • Rispondi stefania 16 dicembre 2015 at 10:13

    Ciao Valentina
    leggerti è sempre un piacere.
    Tanti auguri di Buon Natale

  • Rispondi Ophelinha 16 dicembre 2015 at 12:33

    Un cuore grande per te, G&B

  • Rispondi Fabio 16 dicembre 2015 at 13:13

    Vale, da lussemburghese per ben 3 volte, mi ritrovo con le tue sensazioni. Ne fai una poesia, calda ed avvolgente. Cogli le sfumature del cambiamento di paese. Non tutti sanno farlo. E perdono qualcosa. Perchè la felicità è in quelle cose eppure, spesso, la si cerca da un’altra parte dove non si può essere. Però ti dò una bella notizia per ringraziarti di questa poesia. A me il down non è mai venuto. Sempre stato un crescendo di emozioni e di scoperte. Senza tralasciare il beneficio per le mie due figlie, nate in Lussemburgo nel 98 e nel 2000, cittadine del mondo, quattro lingue perfette, sognano di vivere in UK o US e non si sorprendono della diversità

    • Rispondi Valentina Stella 5 gennaio 2016 at 21:35

      Fabio, sai che non avevo visto questo commento? Grazie. Mi fai felice, perché a volte un po’ la nostalgia di casa prende il sopravvento, ma alla fine è per questo che sono qua: per scoprire, per vivere una nuova vita, e per regalarne una bellissima alle mie figlie.
      Ciao!

  • Rispondi Vita da expat: riflessioni e divagazioni di una mamma italiana a Parigi – 21 dicembre 2015 at 8:53

    […] il post della mia amica Valentina Stella mi ha fatto venir voglia di mettere nero su bianco qualche pensiero in libertà sulla mia […]

  • Rispondi Top post dal mondo expat #14.12.15 | Mamma in Oriente 28 dicembre 2015 at 3:01

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  • Rispondi Flavia 11 gennaio 2016 at 23:44

    Lussemburgo è fantastica e l’amerai anche fra 3 anni, come ancora l’amo io.

    E se vuoi sentire un pò d’italiano alla Radio c’è la trasmissione su Radio Ara il sabato mattina e la fanstastica (;)) trasmissione di Notte Italiana il giovedi sera dalle 8:15 alle 10 su Radio Latina…questo giovedì si parlerà (se nn ci sono controordini ;)) dello spettacolo in italiano che ci sarà il week end prossimo 23-24 Gennaio all’Abbazia di Neimenster…

    Ora vado che devo scrivere a quelli della piscina chidendogli di dividere la piscina del nuoto libero in corsie…ecco, a questo no, non mi ci sono ancora affezionata…;)

    • Rispondi Valentina Stella 12 gennaio 2016 at 12:08

      Ciao Flavia! Grazie mille dei consigli, non ne sapevo nulla!
      E magari un giorno ci incroceremo 🙂
      Ciao!
      Valentina.

    • Rispondi Valentina Stella 14 gennaio 2016 at 22:04

      Flavia, ho visto la piscina del nuoto libero senza corsie!!! Ma come si fa???

  • Rispondi Vie d’expat: digressions d’une maman italienne à Paris – 19 gennaio 2016 at 11:04

    […] le billet de ma copine Valentina Stella m’a donné envie de mettre noir sur blanc mes libres réflexions sur mon expérience de vie […]

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