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Una giornata

13 ottobre 2015

Una giornata

Esco la mattina presto quando fa ancora un freddo pazzesco, accompagno la grande a scuola, la guardo entrare, penso «Mamma mia com’è cresciuta», mi rimetto in macchina, rifaccio la stessa strada che però ora è pienissima di gente tutta imbottigliata in questo traffico allucinante, non ascolto nemmeno più la musica ma ascolto gli audiolibri, Tony Pagoda di Hanno tutti ragione di Sorrentino (letto da Toni Servillo, meraviglioso) mi tiene compagnia, arrivo a casa, mi faccio un caffè decaffeinato, allatto la piccola, scrivo mail compilo moduli faccio telefonate, tre ore dopo la allatto di nuovo, mi rimetto la giacca, esco, salgo in macchina, carico la piccola e Tony Pagoda, ferma nel traffico rifletto su questo concetto di ora di punta che qui è diffuso e fluido e si spalma su tutta la giornata, arrivo dalle parti della scuola, parcheggio all’italiana e lascio la macchina arrampicata su un palo che dice divieto di sosta, apro il passeggino, scarico la piccola, vado all’uscita della scuola, prendo la grande, la grande si tuffa nel passeggino per salutare la piccola con mille baci, io le amo da pazzi e mi rendo conto di essere una donna fortunata, risaliamo in macchina, Tony Pagoda lo lascio muto nell’iphone perché con una seienne non è cosa, ascoltiamo le canzoncine inglesi che ormai mi sogno anche di notte, «Com’è andata la scuola?» «Bene» «Cosa avete fatto di bello?» «La ricreazione», arriviamo a casa, pranziamo, allatto la piccola, la grande fa i compiti, risaliamo in macchina, porto la grande a una delle 600 attività alle quali l’ho iscritta in un impeto di mammaperfettismo, vado a fare la spesa, vado a riprendere la grande, parlo con la maestra di danza francese senza capire nulla ma annuendo platealmente, risaliamo in macchina, mi dico che la maternità accresce davvero le tue competenze infatti io ora faccio anche la tassista, torniamo a casa, allatto la piccola, dico alla grande di apparecchiare la tavola, vado a preparare qualche piatto fantasmagorico tipo pasta in bianco o pasta al pomodoro, arriva anche lui, ceniamo, allatto la piccola, poi doccia-denti-vaialettocheètardi-lodicoperlultimavoltavaialettoperfavore, mi siedo sul divano per guardare un film, mi addormento dopo 5 minuti, mi risveglio dopo 10, con uno sforzo sovrumano mi trascino in camera, sto per chiudere gli occhi e mi dico, immancabilmente, ogni sera:

MA LE MAMME DI GEMELLI, NON VOGLIAMO FARLE SANTE?

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2 Commenti

  • Rispondi Marina 15 ottobre 2015 at 18:53

    Sante, e pure subito 🙂

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