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Il vero primo giorno di scuola

28 settembre 2015

Vero primo giorno di scuola

Siamo arrivate davanti al portone e le ho detto «Nelle prossime settimane entrerai da sola, io non ti accompagnerò più fino in classe».

Mi ha risposto «Posso andare da sola già oggi?»

«Sei sicura? Oggi la cartella è molto pesante»

«Me la metto sulle spalle», si è chinata e con cura ha aggiustato gli spallacci e l’ha sollevata. Era pesante, lo giuro, eppure per lei no, non in quel momento.

Aveva negli occhi l’emozione dell’avventura, e chi se ne importa se erano pochi metri: entrare a scuola da sola, trovare i compagni e la classe da sola, non avere più una mano grande che ti accompagna.
Che ne sai tu, che sei stata così tanto tempo fa bambina, delle avventure di una seienne?

Sono rimasta lì a guardarla. Una cartella enorme con due gambe sottili sotto, i riccioli che saltellavano, e il suo cuore – io l’ho sentito il suo cuore, lo giuro – il suo cuore che batteva forte.

C’è questa cosa strana dell’essere genitore, che è il desiderare che un figlio vada verso la sua vita e allo stesso tempo avere la tentazione di non lasciarlo andare mai. Ed è in quell’intercapedine che sta l’amore grande, l’amore che sa proteggere e accompagnare. L’amore che non pensi di essere in grado di regalare, e che invece ti viene naturale, giorno dopo giorno.

L’amore che si è trasformato in lacrime, mentre mi allontanavo, in questo nostro vero primo giorno di scuola.

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10 Commenti

  • Rispondi bimbiuniverse 28 settembre 2015 at 11:54

    Mi sono commossa anch’io nel leggere questo tuo post, come se avessi rivissuto quello che con mia figlia ho vissuto 10 giorni fa. Anche il mio amore si è tramutato in lacrime, lacrime la domenica precedente l’ingresso a scuola e lacrime quando l’ho lasciata da sola in una classe dove lei non riusciva a trovare nessun punto di riferimento e quando me ne sono andata i suoi sembravano dire: “mamma portami via con te, non mi abbandonare”

  • Rispondi Mimma 28 settembre 2015 at 12:16

    Come sai descrivere bene tu poche altre ! Good luck dolce bambina …. Quel cuore lo sentiremo sempre !

  • Rispondi verdeacqua 28 settembre 2015 at 12:24

    ecco. è proprio così.

  • Rispondi Giulia 28 settembre 2015 at 16:19

    E’ da un po’ che ti leggo senza mai commentare ma oggi non resisto! Hai meravigliosamente descritto quello che ho provato venerdì mattina vedendo entrare la mia seienne a scuola da sola… e appena svoltato l’angolo ho pianto perché le cresce e io non sono pronta a lasciarla andare!

    • Rispondi Valentina Stella 29 settembre 2015 at 10:50

      Ciao Giulia! Nemmeno io sono pronta. Proprio per niente…So che dovrò lasciarla andare, ma non so come fare! 🙂

  • Rispondi Estate, tracolli emotivi e biciclette 30 settembre 2015 at 10:55

    […] L’inizio dell’oratorio estivo mi ha dato il colpo di grazia. Vederli andare, autonomi e sicuri, verso quella bolgia di ragazzini, dare loro qualche soldino da gestire in autonomia per la merenda, capire che se la sanno cavare anche in situazioni non proprio protette e tutelate mi ha commosso e mi ha razionalizzare come, d’ora in avanti, faranno sempre qualche passettino un po’ più distante da me. Che è una cosa bellissima ma ci vuole tempo per interiorizzarla lo dice bene Valentina in questo post). […]

  • Rispondi Silvia 7 ottobre 2015 at 11:15

    Primo giorno di Nido, Primo giorno di Materna.. quante emozioni questi cuccioli. Mi hanno stravolto la vita. Un saluto

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