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Insegnami a darti la vita

13 agosto 2015

Sorelle2«Se non succede nulla induciamo il parto venerdì 7 agosto. Si presenti all’ospedale alle 6 del mattino».

Esco dallo studio del ginecologo sotto un sole cocente, avvolta da un vento caldo al quale i lussemburghesi stentano a credere, la pancia enorme e un appuntamento in testa: venerdì 7 agosto, ore 6. Mi sembra strano avere un appuntamento con la mia nuova figlia, sapere già che quel venerdì vedrò i suoi occhi e vedrò gli occhi di Guia che la conosceranno. Ma non posso fare altro, il tempo passa e in qualche modo bisogna andare a prenderla.

Guardiamo un film in cui una coppia “normale e noiosa del New Jersey” si incasina in una storia di corruzione e criminalità per riscoprirsi ancora più innamorata, sembra quasi un rito vedere un film la sera prima, andiamo a dormire e io – a sorpresa – mi addormento all’istante.

E poi invece è lei a decidere. All’una mi sveglio con un dolore strano alla pancia, e poi un colpo secco e quindi quella frase identica a sei anni prima «Amore, mi si sono rotte le acque».

Passo da Guia, la bacio e le dico che le voglio bene, lei continua a dormire, la lascio con i nonni, saliamo in macchina e sembra che questa notte lussemburghese blu e gialla stia trattenendo il fiato. Sembra tutto sospeso, immobile e profondo.

L’ipod in auto sceglie da solo Morgan che canta a tutto volume Altrove ed è romantico, intenso, bellissimo sentirlo cantare che a volte la follia sembra l’unica via per la felicità.

Ho deciso di perdermi nel mondo anche se sprofondo. Lascio che le cose mi portino altrove. Non importa dove. 

Penso che devo lasciarmi trasportare. Che ha ragione Fiorella che qualche giorno fa mi ha detto «Le nostre bambine sanno come nascere». E allora, Benedetta, accompagnami tu, portami per mano a conoscere i tuoi occhi. Io sono qua, fra poche centinaia di metri arriveremo all’ospedale. Insegnami a darti la vita.

E poi accade tutto in penombra, in una stanza che sembra una stanza di casa, e siamo fino all’ultimo io, lui, l’ostetrica e il ginecologo. Ci sono le nostre chiacchiere fra una contrazione e l’altra, c’è il mio «Il terzo te lo fai da solo» durante la puntura dell’epidurale, c’è il rumore del tracciato e tutto è difficilissimo e semplice, e poi a un certo punto mi sento dire «L’ultima spinta» e in un attimo mi vedo arrivare fra le braccia due occhi e una bambina intorno ancora tutta sporca e con un odore addosso che ancora sento nel naso se ci penso, uno di quegli odori che sono vita e profondità e cuore che non scorderò mai.

È arrivata Benedetta, è arrivata quella piccola magia di Natale, e forse è anche assurdo raccontare un parto, perché non è possibile raccontare una cosa così grande e così strana e così profondamente imbevuta d’amore e di natura.

Siamo a casa ora, stiamo bene, stiamo navigando tutti e quattro nelle acque turbolente dei primi giorni ma è questa parola, “quattro” che ancora a pronunciarla mi fa venire i brividi e insomma: siamo felici.

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14 Commenti

  • Rispondi Fabio Dioguardi 14 agosto 2015 at 9:24

    Quanta poesia, cara Vale, tutta dedicata a Benedetta. Auguri a tutti e quattro

  • Rispondi Federica 14 agosto 2015 at 16:11

    Tesoro augurissimi! Hai ragione, certe cose non si possono raccontare, anche se tu saresti bravissima a farlo, si possono solo sentire nell’intimità di quella splendida casa e nella profondità delle vostre anime. Che bello. Momenti magici che sono sicura saprai goderti in pieno!
    P.S. La tua Benedetta è nata lo stesso giorno del mio Filippo! <3

    • Rispondi Valentina Stella 15 agosto 2015 at 13:17

      Grazie Fede! Ma davvero Filippo è nato il 7 agosto? Allora mi devi raccontare un po’ come sono i bimbi nati quel giorno! 🙂
      Tanti baci.

  • Rispondi Alice 15 agosto 2015 at 17:52

    Un abbraccio e un baciotto alle bimbe.

  • Rispondi Il Frutto Della Passione 17 agosto 2015 at 1:21

    Che bel racconto di vita, quella che tu hai dato mettendo al mondo la tua Benedetta.
    Tanti auguri a tutta la famiglia!!

    • Rispondi Valentina Stella 18 agosto 2015 at 10:10

      Grazie cara! Un abbraccio grande a te e alla tua splendida famiglia!

  • Rispondi speranzah 17 agosto 2015 at 8:09

    Benvenuta alla piccola Benedetta, auguri a tutti voi.

  • Rispondi Martha 21 agosto 2015 at 13:56

    Pelle d’oca e tanta emozione, quanto sa essere bella la vita in momenti così ‘complicati’..
    noi aspettiamo di essere in 4 per dicembre, e questo post me lo stamperò per l’occorrenza!
    Bravissime!

    Martha

  • Rispondi Francesca 23 agosto 2015 at 13:39

    Rivivo nel tuo racconto quanto accaduto appena poco più di un mese prima. Anche noi siamo in quattro ora, e anch’io ho ancora i brividi a pronunciare questo numero. Ben arrivata Benedetta!

    • Rispondi Valentina Stella 23 agosto 2015 at 16:15

      Ciao Francesca! E congratulazioni a te!
      Ho letto nel tuo ultimo post della sensazione di solitudine tipica degli expat…quanto ti capisco! Noi siamo via da poco ma è strano pensare – per esempio – che i nonni vedranno solo ogni tanto le mie bambine, o rendermi conto di non avere più tutte le mie amiche “a disposizione” per un caffè o una chiacchierata veloce…per fortuna c’è internet! 🙂

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