Senza categoria

Balliamo

22 luglio 2015

Tetti a punta

Ti abbiamo voluta, attesa, desiderata. Abbiamo avuto paura per te, davvero all’inizio, e poi invece ti abbiamo ritrovata, in quel battito e in quelle parole «Guardate, eccolo qua, c’è il battito». Era una sera di dicembre, quelle sere in cui capisci che le magie di Natale ancora succedono.

Ti abbiamo immaginata femmina fin dall’inizio, almeno fino a quell’ecografia, alla dodicesima settimana «Sembra proprio un maschietto. Ma certo, è un maschietto». E allora Guia ha cominciato a chiamarti Arancio, e noi ci siamo detti «Benissimo, un maschio», mentre io, in fondo pensavo «Un maschio! E io come farò a educare un maschio? Non ho esperienza, non so cosa voglia dire, aiuto».

Sei diventata Arancia qualche settimana più tardi, quando, sempre da quello schermo nero e verde, ti sei fatta vedere meglio, e allora sei tornata a chiamarti Benedetta, come all’inizio.

Oggi mancano 9 giorni. Hai deciso di ballare ogni notte per ricordarmi cosa vuol dire avere un neonato in casa: mi giro da una parte e tu balli, mi giro dall’altra e tu balli, e alla fine restiamo così, sveglie entrambe per ore mentre tutti dormono, a raccontarci come sarà fra pochissimo, a guardare il tuo lettino già pronto e i tetti neri a punta di questa nuova città.
Facciamo colazione presto ed è in quel momento che tu ti calmi e ti metti a dormire, e ogni volta mi ricordi quel mio fidanzato di tanto tempo fa che un giorno in vacanza a Berlino mi disse «Caspita, Vale, quando hai fame tu sei insofferente e nervosa. Poi basta portarti a pranzo e ti calmi e diventi dolcissima».
Tua sorella vuole fare la chef (anzi, la chef che disegna anche i menù, non chiedermi perché), tu ti calmi solo quando mangi, io adoro mangiare: ho già una mezza idea del nostro futuro fatto di sapori pieni e colorati e di tavole imbandite per ore.

Non mi ricordavo più questi ultimi giorni fatti di sonnolenza e riposo, di previsioni e di ansie, di calma sospesa come quando fa caldissimo, guardi fuori dalla finestra e capisci che sta per arrivare il temporale e sai che rinfrescherà l’aria e ti farà respirare ancora meglio. Non mi ricordavo più la paura del parto, la paura del non saper fare, la paura di non essere in grado.
Ma mi sono ricordata benissimo che sei anni fa, nonostante tutto, nonostante il sonno, nonostante la stanchezza, nonostante le difficoltà, avevo deciso di lasciarmi guidare: facevo e imparavo, e imparavo soprattutto da lei, dalla neonata che avevo in braccio, e da ciò che in silenzio o attraverso pianti spaccaorecchie ci dicevamo.

Vorrei fare così anche con te, vorrei che ci lasciassimo guidare e trasportare da quella musica che sarà solo nostra. Vorrei continuare a ballare con te, così come facciamo ogni notte, passo dopo passo, mano nella mano, guidandoci a turno e imparando a ridere, o almeno a piangere sorridendo, quando sbagliamo e cadiamo.

Ti aspettiamo tutti. E ti aspetto io, con il mio abito nuovo fatto di paura e fiducia. Sono in pista, la musica è accesa, e attorno a noi ci sono cieli azzurri, nuvole che corrono veloci e tetti neri a punta che sembrano usciti da una fiaba del Nord.

Ti potrebbe interessare anche

8 Commenti

  • Rispondi Giovanna 22 luglio 2015 at 10:57

    Ti aspettiamo anche noi Benedetta.

  • Rispondi Laura 22 luglio 2015 at 14:35

    che meraviglia!!!!!!!
    <3

  • Rispondi Martha 22 luglio 2015 at 14:44

    Una poesia.
    Forza piccola, e forza mamma bis!

    • Rispondi Valentina Stella 22 luglio 2015 at 16:48

      Grazie Martha! In effetti soprattutto i primi tempi avrò bisogno di tanta forza! Un abbraccio!

  • Rispondi Alice 25 luglio 2015 at 13:01

    Uno dei pochi consigli validi che ho ricevuto è di ricordarsi che nei primi tempi i piccoli mangiano e dormono e tutta l’attenzione va riposta nei fratellini/sorelline. Nel mio caso ha funzionato, evitando la gelosia fisiologica, addolcendo quella sensazione inevitabile della fine di un periodo. Sembra banale, ma è un attimo dimenticarselo in quei primi momenti.
    Forza che ci siamo!
    Un abbraccio.

  • Lascia una Risposta