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Conto alla rovescia

14 maggio 2015

Conto alla rovescia 1

Fra 79 giorni nasce la nostra seconda figlia, Benedetta. Sono emozionata, impaurita, accaldata, stanca, ma soprattutto felice. Guia dice che dovrà per forza assomigliare a me perché, dato che lei assomiglia tanto al suo babbo, non vuole che io sia LA DIVERSA della famiglia. Mi ha detto che secondo lei avrà i capelli lisci e gli occhi verdi. Speriamo solo che non erediti anche il mio carattere perché, davvero, essere lasciata a dodici anni sentendosi dire «Sei antipatica a tutti miei amici» è un’esperienza che non consiglierei a nessuno.

Fra 45 giorni ci trasferiamo fuori dall’Italia. Non fuggiamo: è solo un’esigenza di lavoro. Amo l’Italia, amo Torino con tutto il mio cuore e rimarrà sempre casa mia, e sono felice che Guia abbia le sue radici qui. Farò di tutto perché anche Benedetta si senta italiana e torinese, anche se poi alla fine spero che entrambe si sentano prima di tutto europee (come succede a me). Andiamo a vivere più a nord, in un posto in cui il cielo non è proprio sempre azzurro, ma ormai ho negli occhi il regolatore della saturazione delle immagini, quindi l’azzurro lo troverò, in qualche modo. Sto annegando nella burocrazia, faccio richieste di documenti che non pensavo nemmeno esistessero, mi preparo al secondo trasloco incinta, ma sono felice. Ho voglia di mettermi e metterci alla prova in un luogo diverso dal nostro, in un posto in cui tutto sarà nuovo, e mi accompagna la sensazione di quando ero a Lisbona, quel succedersi di sorprese e novità che erano cose piccine ma che riuscivano a sorprendermi ogni giorno.

Fra 40 giorni Guia finirà la scuola materna. Ho la sensazione che quella data segnerà la fine del suo essere piccola e l’inizio di un viaggio diverso, più impegnativo per lei e per noi. Lo so, sono banale, ma mi sembra che il suo ultimo giorno di nido sia stato ieri, mi sembra che tutto sia successo troppo in fretta ma ho i suoi occhi a raccontarmi ogni minuto di questi anni, e ho la sua mano che ancora sta tutta nella mia, che mi cerca quando ci alziamo dai sedili del tram per andare all’uscita, ma allo stesso tempo cerca un appiglio diverso perché è grande, e sa anche tenersi da sola.

Quando, dopo la cerimonia, sono arrivata al luogo che avevamo scelto per la festa del nostro matrimonio, ho incrociato il deejay e gli ho detto «So che queste ore passeranno alla velocità della luce. Voglio vivere tutto minuto dopo minuto, voglio rendermi conto di ogni sorriso e ogni faccia che incontro, non voglio perdermi nulla».
Il tempo di uno (o più) spritz, un’oliva all’ascolana, mille abbracci, un bacio meraviglioso e centomila balli e mi sono ritrovata con lui, alle 4 del mattino, a chiacchierare seduta su un muretto, l’abito bianco sporco di fango e la voce roca, mentre il catering smontava i tavoli e gli ultimissimi ospiti se ne andavano con le scarpe in mano.

Vorrei che la vita funzionasse in modo diverso, che esistesse un tasto pause e anche un tasto rewind per godersi alcuni momenti fino in fondo, e magari tornare indietro, per rivivere le emozioni più belle. Oppure vorrei che la vita viaggiasse solo un po’ più piano, ma so che non è possibile, e che il ritmo è questo, veloce, da quando le giornate sulla neve organizzate dalla mia scuola elementare passavano in un soffio, e io avevo aspettato per settimane quei momenti, quel viaggio in pullman, quei panini mangiati al sole con tutti i miei compagni di classe.

L’unica cosa che so, in questo periodo di confusione e di mille appuntamenti da rispettare, è che non devo impedire alla vita di correre, ma devo imparare a correre con lei, scattando foto con gli occhi e con il cuore a tutti i momenti meravigliosi che ho la fortuna di vivere.

Cammino per Torino amandola più che mai, amandola come ami a sedici anni quel fidanzato meraviglioso che lasci sulla spiaggia a fine estate, mentre gli dici «Ci vediamo il prossimo anno», amandola come puoi amare solo la tua terra, quella che ti ha cresciuta, ti ha regalato tanto, con la quale hai anche discusso e litigato, ma con la quale alla fine hai sempre fatto pace, lasciandoti abbracciare dai colori che – soprattutto in questo periodo – la rendono una delle città più belle d’Italia.

Osservo Guia e la sua voglia di giocare e scherzare come una bambina ancora piccola e combatto contro la tentazione di dirle «Fra poco andrai alle scuole elementari», e la lascio in quel mondo ancora privo di impegni e appuntamenti, le accarezzo i riccioli mentre lei mi bacia la pancia chiedendomi – come se potessi saperlo – dov’è la guancia di Benedetta, e cerco di non pensare al fatto che fra pochi mesi dovrà mettersi alla prova con una lingua diversa, sapendo che i bambini hanno molte più risorse di noi, prima fra tutte quella risata che scoppia all’improvviso anche nei momenti più difficili. La vedo abbracciata alla sua amica Bea perché loro hanno la colla del cuore, e mi chiedo quanto soffrirà quando non la vedrà più tutti i giorni. Poi però mi dico che la nostalgia è un animale affascinante che bisogna imparare a conoscere prima o poi.

Fatico a dormire con questa esserina che balla soprattutto di notte e che non è mai contenta della mia posizione ma so che mi mancherà la pancia quando lei deciderà di uscire. Sopporto sorridendo chi mi dice «Ma che pancia grande!», perché so che in quell’appartamento ha già abitato una bambina ed è normale, gli appartamenti con il tempo si modificano, e chi se ne importa se sembra che io stia per partorire, l’importante è che lei, Benedetta, stia bene lì dentro, e che sia felice quando sua sorella cerca la sua guancia per darle un bacino.

Sogno ogni notte la casa in cui abitavo a Lisbona, mi succede sempre quando la mia vita sta per cambiare. Ogni notte è diversa, i muri di ogni colore, e le porte, le porte cambiano da moderne ad antiche e a volte non ci sono nemmeno. Dentro ci sono sempre io, con la mia pancia, Guia e l’uomo che amo. Corriamo insieme a questa nostra vita che sta cambiando colore, portandoci comunque negli occhi un po’ dell’azzurro di questo cielo.

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12 Commenti

  • Rispondi Mammainse 14 maggio 2015 at 13:21

    Ecco, io latito dal web per mesi e mesi e tu che fai? Un’altra bimba en un espatrio! Grande donna coraggiosa! Ma e’ temporaneo o definitivo? E soprattutto DOVE???!!!!??

    • Rispondi Valentina Stella 19 maggio 2015 at 10:30

      Ciao cara! Ma è vero: latiti! Come mai???
      Comunque sì, partiamo, e direi in modo abbastanza definitivo. Andiamo a Lussemburgo. Che è un posto piccolo e poco conosciuto ma che a me piace tanto!
      Un abbraccio!
      Vale.

  • Rispondi marta 14 maggio 2015 at 13:56

    Che meraviglia, buona vita.
    Buon inizio di tutto.

    Martha

  • Rispondi gab 14 maggio 2015 at 21:57

    con il nuovo logo il blog si è visivamente vestito di poesia 🙂
    in bocca al lupo per TUTTO TUTTO!
    Un abbraccio speciale 😉

    • Rispondi Valentina Stella 19 maggio 2015 at 10:31

      Grazie Gab! Sono felice che ti piaccia!
      Un abbraccio grande a te e alla ricciolona! 🙂

  • Rispondi Federica 14 maggio 2015 at 22:55

    Ogni volta che ti leggo mi emoziono quasi alle lacrime.
    Ora le tue emozioni sono più intense che mai, non oso immaginare, il trasloco, la gravidanza, Guia che cresce… Ce n’è abbastanza per scrivere un romanzo. (Lo stai scrivendo? ^_^)
    Ti abbraccio virtualmente e so che tutto andrà bene perché hai un cuore talmente bello che ovunque andrai porterai l’azzurro con te.
    Ciao
    Fede

    • Rispondi Valentina Stella 19 maggio 2015 at 10:37

      Ciao Fede!
      Sai che un romanzo in effetti l’ho già scritto? Ed esce (cartaceo proprio!) a inizio 2016! In effetti dovrei anche scrivere di questo spostamento…per ora lo sto vivendo profondamente, cercando di annotare tutto.
      Grazie di cuore per le tue parole!
      Un abbraccio grande!

  • Rispondi Sabina 18 maggio 2015 at 10:20

    Mi mancherai tanto tanto.

  • Rispondi Elena 19 maggio 2015 at 10:16

    Accidenti mi hai fatta commuovere..sono qui che piango e ripenso al momento in cui ero incinta di Paolo e Stefano era come Guia, finiva l’asilo per iniziare un’altra avventura, e ora è già in seconda elementare e sta finendo la seconda…aiut. Anche io sogno quel tasto rewind ogni tanto. Un bacio e tanti auguri per questa nuova splendida avventura. Vedrai, hai una figli che da quello che capisco è un po’ come il mio Ste, attenta e premurosa e saprà aiutarti benissimo. La gelosia un po’ arriverà perché è normale, ma la supererà come sta facendo il mio grande ometto e sarà bellissimo essere in 4. Un bacio

    • Rispondi Valentina Stella 19 maggio 2015 at 10:39

      Grazie Elena! Spero che vada tutto bene e sì, hai ragione, Guia è proprio così, è attenta e premurosa. Poi so che ci sarà un po’ di gelosia. ma per ora è lì che aspetta tutta felice!
      Un bacio a te!

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