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Non sono pronta (o forse sì)

13 aprile 2015
 Non sono pronta
Lo confesso: ieri ho avuto un piccolo shock. Ero in farmacia con Guia, stavo comprando l’acido folico, lei era accanto a me, brava, tranquilla, con il monopattino e il caschetto in testa.
Poi all’improvviso è entrata una famiglia. Papà, mamma e neonato.
Neonato URLANTE. Ma non urlante, no. Non rende l’idea: STRILLANTE. Avete presente quel tipo di strilli che ti entrano nelle orecchie e arrivano subito al cervello e ti ricordano le lotte dei gatti per strada in primavera? Ecco.
Ho pagato in fretta, poi ho sussurrato al farmacista, che è anche un mio amico: «Non credo di essere pronta», ho preso Guia per mano e sono fuggita via.

Il punto è questo. Non sono pronta.
La sera, prima di addormentarmi, ho provato a elencare le cose che ricordo dei primissimi mesi di Guia.
Domande semplici semplici tipo:
– come si medica il cordone ombelicale?
– come si fa il primo bagnetto?
– COSA FA un neonato quando non mangia e non dorme? gioca? guarda? cosa guarda?
– e la mamma…la mamma COSA FA quando ha un neonato in casa? lo osserva? fa altro?
– come si fa a far addormentare un neonato? quanto ci si mette? ma soprattutto: si addormenta?
– e quanto dorme? quando?
– quanto mangia? quando?

Ecco, con mia grandissima gioia mi sono resa conto che non mi ricordo NULLA.
Ma “nulla” non rende l’idea. ZERO, zero totale, assoluto, forse anche meno di zero.
Tipo che qualche giorno fa ho visto una mia amica dare una delle prime pappine a suo figlio e le ho chiesto, con un vago senso di ribrezzo, «Ma sbava sempre così tanto?».
Lei mi ha risposto «No, di solito molto peggio. Di solito sputa. L’altro giorno mi ha centrato la bocca».

Anche per questo motivo ho preso una decisione. Come forse avrete intuito, in questo blog non ho mai scritto un post sponsorizzato. Non per una presa di posizione, più che altro perché non mi è quasi mai stato proposto un argomento in tema con il momento che stavo attraversando.
Però c’è sempre una prima volta, e questa prima volta oggi avviene con la trasmissione di Real Time, realizzata in collaborazione con Chicco, Ostetriche. Quando nasce una mamma.
Io mamma la sono già, ma diciamo che c’è un abisso fra l’essere mamma di una cinquenne e mamma di una zerenne, quindi quando mi è arrivata la proposta ho pensato «Perché no?» (che poi è la mia filosofia di vita, ma ora questo non c’entra). Un po’ come se mi avessero proposto un ripasso veloce con il bignami «La storia del neonato in 6 puntate».

Quindi ho cominciato a guardare il programma, il giovedì sera alle 22.10.
Prima di tutto ho pianto. Non per l’angoscia – mancano ancora 3 mesi al parto – ma per la tenerezza di quei cosini piccoli nati in tre famiglie diverse, tutti con quelle mani piccole e cicciotte e gli occhi che sembrano incamerare più mondo possibile (forse il fatto che fra me e loro ci sia di mezzo uno schermo aiuta il mio trovarli teneri, un po’ come quando ero solo zia e in quella mezz’ora che passavo con i miei nipoti li trovavo adorabili).
Poi ho cominciato a ripassare. Giuro, a ripassare come al liceo. Bagnetto, allattamento, moncone, nanna.
Poi ho di nuovo pianto. Questa volta a metà fra la commozione e l’ansia del chiedermi «Ma ce la farò di nuovo?»
Mi sono risposta che sì, ce la farò. Ce la fanno tutte, ce la farò anche io, no?
Ho pure sei anni in più della prima volta, mi manca poco ai 40, dovrei essere più saggia.
Dovrei.

ps: A proposito, esiste anche un blog di Chicco dedicato proprio ai primi momenti dei bambini.
E chi ha perso qualche puntata del programma, a questo link può vedere le puntate precedenti.

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16 Commenti

  • Rispondi Mamma Avvocato 13 aprile 2015 at 14:48

    Io Sono certa che non solo ce la farai e farai un ottimo lavoro ma che, quando nascerà, auliche cosa ti tornerà in mente!
    P.s. però prometti che lo racconterai sul blog!!!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 aprile 2015 at 12:07

      🙂 Grazie cara, spero davvero di farcela! E sì, racconterò tutto…ne avrò bisogno!

  • Rispondi Luciana fl 13 aprile 2015 at 14:53

    Cara, è tutto nella norma!
    Le mie amiche hanno scelto di passare nove mesi a cercare mobili-vestiti-biancheria-giochi-quadretti e per lo più, tutto cordinato; io – non mi vergogno a dirlo – ho scelto di passare quei mesi a STUDIARE. Ho comprato differenti tipologie di LIBRI e ho studiato dallo sviluppo di ciascuna settimana fino alla linea pedagogica che mi ispirava di più. Con la seconda, dopo tre anni, qualcosa ricordavo bene ma altre le ho ripassate a dovere! E comunque, per come la vedo io la gravidanza, nessuna è mai pronta del tutto alle urla ma ce la si fa lo stesso… sempre che non si sprechino i mesi a girare per negozi! 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 aprile 2015 at 12:09

      Luciana, sai che anche io durante la prima gravidanza ho un po’ studiato sui libri? Ricordo che uno dei libri che mi erano serviti di più è stato “Il linguaggio segreto dei neonati”. Mi sa che lo tirerò fuori di nuovo! 🙂

  • Rispondi SF 13 aprile 2015 at 16:08

    Già solo il fatto che ti sia posta certe domande significa che sei pronta, o più che altro pronta a esserlo!
    Dai! Che presto mi piacerebbe che mi facessi ripetizioni!
    Baci,
    S

  • Rispondi Pentapata 13 aprile 2015 at 17:47

    Ricordo un tuo vecchio post nel quale raccontavi che alla rugnetta prenanna ( o non so più cosa ) della piccola, ti facevi uno spritz. Fammi sapere piano e numero di camera che ti mando un barman 😀

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 aprile 2015 at 12:11

      Ricordi benissimo!
      Solo che il grande problema è che in allattamento non si può bere nemmeno uno spritz!!!
      Questa cosa bisognerebbe risolverla in qualche modo…

  • Rispondi Anonymous 14 aprile 2015 at 14:01

    Io trovo positivo il fatto che dal primogenito al secondogenito si dimentica tutto, compresi i lati meno “poetici” dell’essere neo-mamma”: a volte questo aiuta a desiderare di fare il secondo figlio!! 🙂
    La quasi-bis-zia.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 aprile 2015 at 12:12

      Ecco, giusto, non ci avevo pensato! Forse la mente lo fa di proposito per non far estinguere l’umanità!
      Ciao quasi-bis-zia! 🙂

  • Rispondi AliceOFM 15 aprile 2015 at 12:06

    Ecco perchè non so se vorrò mai un figlio!
    A parte gli scherzi; hai scritto “lei era accanto a me, brava, tranquilla, con il monopattino e il caschetto in testa”: e chi ha fatto diventare Guia, “Lei”, la bambina brava e tranquilla in farmacia?
    Sicuramente non ricorderai nulla, e sarà tutto diverso perchè è difficile che due fratelli siano uguali; e quindi ci si deve abituare e adattare ed equilibrare.
    Ma andrai benissimo, e lo dico credendoci, riguardando l’esperienza di mia madre: prima me, un angioletto che non mangiava nulla e piangeva tanto (forse per l’Asperger, che ho scoperto solo un anno fa – immagina mia madre, praticamente tentava di sistemare un vaso di cristallo con la colla in stick…) poi mia sorella, chiamata a fagiolo Ariele come lo spirito de “La tempesta” di Shakespeare: mangiava come uno scaricatore di porto in miniatura, dormiva come un puciu e giocava come Attila.
    Ma mia madre ce l’ha fatta.
    E tu ce la farai 🙂
    Buona giornata!

    Alice

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 aprile 2015 at 12:15

      Grazie Alice!
      Sì, Guia è una bambina molto tranquilla, ma proprio per questo ho paura di dover pagare tutte le notti che ho passato serenamente con lei! 🙂
      Bravissima la tua mamma!!!
      Buona giornata a te!
      ps: tu mi eri già molto simpatica, ma ora anche tua sorella, dopo la tua descrizione!

  • Rispondi Anonymous 15 aprile 2015 at 13:42

    Ho sorriso leggendo il tuo post, perché anch’io ho vissuto qualcosa di simile…
    Anch’io ho letto molto (moltissimo) mentre aspettavo la prima bambina (a proposito, “il linguaggio segreto dei neonati” è il regalo che faccio a tutte le mie amiche che partoriscono). La mia seconda bimba è nata l’anno dopo; non mi ero posta il problema di non ricordare nulla, ero CERTA di ricordare tutto. Invece… non ricordavo praticamente niente! In ospedale, quando è nata, non sapevo bene come tenerla in braccio, come attaccarla al seno; ho perfino chiesto alla mia compagna di stanza di lavarla e cambiarla perché non sapevo come fare (considera che l’altra mia bambina, a casa, ancora usava il pannolino…).
    Poi siamo tornate a casa e, come d’incanto, nel giro di qualche giorno, mi pareva di non aver fatto altro che accudire neonati.
    Ce la farai, carissima Vale, e sarai bravissima. Ti scoprirai sicura di te e dei tuoi gesti, come non si può essere con una primogenita, più serena nell’affrontare le prime piccole difficoltà e ti scorderai un po’ dei libri, perché riconoscerai dentro di te le cose giuste da fare.
    E l’amerai alla follia, sorprendendoti ogni giorno di come sia possibile amare entrambe così tanto.
    In bocca al lupo e grazie per le cose belle che scrivi e per come le scrivi.
    Camilla

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 26 aprile 2015 at 20:56

      Camilla, scusa se rispondo solo ora a questo tuo commento ma fra l’operazione di mio marito e la convalescenza sono stata un po’ indaffarata…
      Grazie di cuore. Spero davvero di farcela, e so che ora mi sembra tutto insormontabile ma so anche che poi sarà proprio lei, la piccolina, a farmi capire come devo fare. E magari anche la grande 🙂
      Crepi il lupo!
      Vale.

  • Rispondi Murasaki 20 aprile 2015 at 8:49

    Ce la farai, magari sarà un piccolo tornado ma ce la farai… L’importante è che sia tranquillo il primogenito!
    Noi infatti diciamo sempre che se Sorellina fosse nata per prima sarebbe rimasta figlia unica, ma per fortuna è nato prima Gugo…

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 26 aprile 2015 at 20:57

      Ecco, sai che ho proprio paura di quello? Ho paura che – essendo stati fortunati con la prima – ci verrà data una bella prova con la seconda! 🙂
      Grazie cara, un bacio!
      Vale.

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