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Lasciatemi credere

13 marzo 2015

Che esiste la magia, che quella donna sul palco insieme al mago viene davvero tagliata in tanti pezzettini e poi, dopo un secondo, torna tutta intera, eppure avevo proprio visto i suoi piedini muoversi, lì da soli, lontani dalle braccia.

Che esiste qualcuno che mi ama più di tutti, ancor di più della mia mamma. Che mi accarezza da lontano quando sono triste, che mi ascolta quando parlo senza voce, che legge i miei pensieri e mi manda le risposte in ciò che vedo e provo.
Che l’amore non ha fine, che esistono le crisi e le cadute, e che ci sono coppie che sanno prendersi la mano quando vogliono rialzarsi.
Che il principe che salva con un bacio esiste, e non importa se comunque mi sarei salvata in ogni caso, baciando la mia immagine riflessa nello specchio. Non voglio essere dipendente da qualcuno, ma voglio sapere che c’è qualcuno disposto a sostenermi fino alla fine.
Che c’è chi fa le cose per bontà e non per interesse. Che non c’è sempre un altro scopo dietro. Che ci sono fotografie che vengono perfette anche senza filtri.
Che l’amicizia esiste, ed esistono gli amici che si butterebbero in un fiume per salvarti, ma soprattutto sanno festeggiare insieme a te quando sei felice.
Che non sono tutti cattivi in questo mondo, che la cattiveria è un’eccezione, per quanto forte e affascinante, quando la racconti o ne fai un film.
Avevo quattro anni, e un giorno di dicembre la maestra della scuola materna ci chiamò tutti attorno alla cattedra.
Ci disse «Voi lo sapete, vero, che Babbo Natale non esiste?»
Restammo tutti un po’ sconvolti, e poco dopo arrivò l’ora dell’uscita.
Non dissi nulla fino a sera e poi, a cena, guardai la mia mamma.
«La maestra oggi ci ha detto che Babbo Natale non esiste»
Lei non mi rispose subito, lanciò un’occhiata al mio papà, immagino stesse prendendo tempo per capire cosa dire.
«Ma, sapete – aggiunsi – io non ci ho creduto. Babbo Natale esiste eccome. Altrimenti chi porterebbe tutti quei regali?».
Credo con tutta me stessa alla scienza, quella ufficiale, quella che costa studio e sacrificio, ma almeno lasciatemi credere alle favole a cui voglio bene. Tenetevi per voi il cinismo, quel sopracciglio alzato e quel pensare di sapere sempre più di tutti.
Io voglio restare anche quella bambina di quattro anni, quella che non ha creduto alla sua maestra per poter credere per sempre in un signore con la barba bianca e le renne con i campanelli.

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6 Commenti

  • Rispondi Francesca 13 marzo 2015 at 15:01

    Sono d’accordo completamente…anche io dico sempre che bisogna credere che ci sia il buono e il bello, ma spesso vengo presa x scema…ieri siamo andati a vedere con mio marito e i nostri bimbi Cenerentola e dice che lei non vedeva le cose x come sono ma x come potrebbero essere, lo trovo meravigliose. Riguardo alla tua maestra credo che non tutti siano in grado di insegnare nel vero senso della parola

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 19 marzo 2015 at 14:09

      Francesca, ho finalmente visto Cenerentola! E mi è piaciuta tantissimo quella cosa di vedere le cose non per come sono ma per come potrebbero essere. Bello!

  • Rispondi Luciana fl 13 marzo 2015 at 15:42

    Io a quelle favole lì ci credo. Invece a quelle che inventiamo e ce le raccontiamo noi grandi e da grandi (non tutti) è che faccio fatica a credere.

    A casa mia babbo natale non arrivava ma arrivava lo stesso l’amore per il nostro diritto alle favole e anche tante altre storie che alimentavano di speranze le nostre giornate (i midrashim) , quelle speranze di cui mi nutro ancora adesso.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 19 marzo 2015 at 14:11

      In effetti, ciò che nutre davvero le nostre giornate è la speranza. Se non avessimo speranza sarebbe difficile persino alzarsi dal letto la mattina. Ciao Luciana! 🙂

  • Rispondi AliceOFM 16 marzo 2015 at 16:04

    Con questo post sei diventata ancora più simpatica ad una ragazza i cui genitori, dopo ventisei anni, non hanno ancora rivelato l’inesistenza di Babbo Natale (secondo la credenza dei più, ovviamente).
    Viva l’animo bambino!

    Alice

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 19 marzo 2015 at 14:12

      …Ma guarda, io credo che ci sia un complotto di molti genitori contro Babbo Natale: perché non dovrebbe esistere? Mia figlia per esempio sostiene di aver sentito nettamente il rumore delle sue renne lo scorso 25 dicembre! 🙂

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