il cielo su Torino Torino

Amo Torino

5 dicembre 2014

Quando ami, riesci a vedere il bello anche nei difetti. Magari ti lamenti, discuti, e minacci anche di andartene quando quella persona fa quella cosa che ti fa stare male, ma poi torni ad amarla, provando anche a riderci su.
Io ho questo rapporto con Torino. La amo, non sopporto alcuni suoi difetti, mi innervosisco, a volte la odio, e poi, però alla fine la riabbraccio sempre.

La amo perché è la mia città, ma non solo.

Amo Torino perché è una città che ha saputo cambiare pelle più volte, mantenendo però il sangue sempre dello stesso colore. La amo perché ha rischiato di perdersi, e non ha reagito lasciandosi andare, ma rialzandosi e cambiando il futuro con le sue mani.

La amo perché ogni giorno ti sbatte in faccia la sua anima sabauda e poi, però, dopo due isolati, tu capisci che è solo timidezza, ed è quell’aria che arriva dalle montagne, che riesce a raccontarti un po’ di inverno anche d’estate.

La amo perché ne abbiamo passate tante insieme, e la amo anche perché è una città che – nonostante tutti i problemi – conosce ancora il significato della parola accoglienza.

La odio quando incrocio qualcuno che non vedo da anni, ci vediamo da lontano e poi guardiamo dall’altra parte per non salutarci e nella mia testa risuona la frase dei Subsonica ti guardo se mi guardi, non so se salutarti o fare finta che non sia già tardi. Poi però mi rendo conto che l’ho fatto anche io, che non ho detto ciao per prima, e allora capisco che spesso è solo quella famosa timidezza. Quella paura di disturbare. Quell’educazione che ti fa entrare in punta di piedi ovunque nel mondo.

La detesto quando mi sembra che ci stiamo tutti lamentando troppo, con il solito modo torinese di protestare, e poi però so perfettamente che domani torneremo tutti a lavorare e a dare l’anima in ufficio o in fabbrica o in negozio, perché nascere in una città operaia ti insegna che a un certo punto bisogna smettere di parlare e riprendere posto sulla linea. Per te, per la tua famiglia e per chi verrà dopo.

La amo a Natale, quando arrivano le luci d’artista, e potrei essermi anche stufata dopo sedici anni e invece no, ogni volta è un colpo al cuore, ogni volta è un’immagine che archivio nella mia testa, e quando vedo che anche mia figlia ormai riconosce “il signore che fa il circo” o “la filastrocca nel cielo”, sono felice.

La odio perché entrare in confidenza con qualcuno in questa città è un’impresa titanica, e poi però la amo perché quando ci riesci, è nata una vera amicizia, non un salutarsi superficiale.

La amo perché il suo cielo ha una tonalità di azzurro che non ho mai trovato in nessuna città, e la amo perché quando non c’è una nuvola guardo verso ovest e mi sembra di avere le montagne lì, a due passi, e quasi vorrei raggiungerle a piedi.

La amo per il rumore delle macchine sul pavé del centro e per quello del Po quando cammino sul ponte della Gran Madre.

La amo per i dehors (sì, qua li chiamiamo così, alla francese: dehors) dei suoi bar e dei suoi ristoranti, che anno dopo anno, senza fare rumore, si fanno più grandi, e ogni volta mi viene in mente quel dicembre del 1998 a Siviglia, quando ho pensato «Che bello sarebbe se anche a Torino la gente stesse per strada a bere e a divertirsi come qua». Poi sono tornata, e in pochi anni abbiamo imparato a farlo anche noi: in centro, nel quadrilatero e a San Salvario.

Ma soprattutto la amo quando ripenso ai nostri 38 anni passati insieme. E ripenso al grigio degli anni ’80, ai colori che cominciavano a intravedersi negli anni ’90, e poi alle notti bianche immersi nella neve e nel freddo nel 2006, quando un po’ siamo rinati tutti insieme a lei. E la guardo ora, e a volte la odio perché non sa vendersi come dovrebbe, e poi la amo con tutta me stessa, perché è bella da togliere il fiato.

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14 Commenti

  • Rispondi Pensieri rotondi 5 dicembre 2014 at 15:45

    Forse l’hai appena postato, per questo non ci sono ancora commenti. Ma forse, o così sarà, sei tu che ci hai tolto il fiato. Perché è di una bellezza incredibile il ritratto che hai fatto. Il racconto di un amore, di una città che scorre, nutre, si ferma, riparte, nasce: anche nelle tue parole. Grande!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 dicembre 2014 at 18:03

      Grazie! Grazie di cuore. Ogni tanto mi viene proprio da dedicare qualche parola alla mia città, è proprio un istinto! 🙂

  • Rispondi Anonymous 6 dicembre 2014 at 9:49

    Ciao Vale
    come sempre sai farmi rimanere a bocca aperta. Quello che racconti un po’ mi appartiene. Io arrivo dalla provincia ma come hai descritto tu Torino e’ una cosa
    meravigliosa. Con le tue parole hai dipinto un quadro della città. Quella città che amo tanto e mi manca e che quando ci torno mi fa tornare indietro nei ricordi.
    Ti abbraccio.
    Alessia

  • Rispondi Pellegrina 8 dicembre 2014 at 13:07

    Be’ una bella dichiarazione d’amore. Che condivido per quanto riguarda le luci, belle accanto alle architetture: quelle d’artista, scoperte nel 2006 in un momento che avrebbe dovuto essere di gioia ma divenne per me terribile; tuttavia le amo come te ancora adesso e non m’importa che siano sempre le stesse, anzi; per la luce speciale del sole pura per l’aria dei monti, per come appaiono i monti quando si esce da Mirafiori per andare verso il traforo e la loro catena ti mozza il fiato di gioia e di euforia, o forse è l’idea della liberté, e la bellezza rilassante, come spesso la bellezza sa essere, di certi caffè dove non posso entrare.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 9 dicembre 2014 at 12:24

      Che belle le tue parole, Pellegrina! Grazie, hai raccontato la Torino che amo tanto anche io!

  • Rispondi Luciano 8 dicembre 2014 at 23:13

    Torino è sempre speciale. Ogni volta che ci vado mi si apre il cuore. Non ci sono stato mai per più di qualche giorno ma fa parte di me.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 9 dicembre 2014 at 12:25

      Luciano, è bellissimo che un non torinese la trovi speciale! Allora non sono mie allucinazioni causate dall’affetto per la città in cui sono nata! 🙂

  • Rispondi valentina 13 dicembre 2014 at 2:58

    A me manca tantisssimo, non solo ovviamente per glia effetti che sono rimasti lí…mi manca proprio la cittá i portici, i viali (anzi i corsi), la collina…

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 dicembre 2014 at 10:36

      Ciao Valentina! Non ho mai vissuto lontano da Torino, se non quando avevo 22 anni e solo per un anno, ma immagino possa mancare tantissimo!

  • Rispondi Anonymous 16 dicembre 2014 at 16:03

    Ciao.
    Sono torinese come te e amo questa città visceralmente.
    Ti dedico la frase che dico spesso a chi visita per la prima volta Torino: anche gli occhi ingrassano con tutta questa bellezza!
    Grazie per aver raccontata la nostra città in questo modo.

    Chiara

  • Rispondi Francesco 24 maggio 2017 at 8:56

    “Guardarsi per strada, girare la testa e non salutarsi”. Questa e` Torino!

    • Rispondi Valentina Stella 28 maggio 2017 at 15:04

      🙂 Sì, è questa, e questo non salutarsi a volte mi dà fastidio, altre volte mi fa sentire a casa…è una sensazione strana!

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