passato storie

Il rumore delle onde dell’oceano

18 novembre 2014

Le idee che arrivano di notte sono come le luci al neon che sfarfallano. Stanno lì, ad accendersi e spegnersi, finché poi arriva il sonno a impastare tutto, e tu ti svegli la mattina con l’ombra di quelle luci ancora nelle palpebre.

Mi sono svegliata per un secondo, attorno a me silenzio e buio e poi, all’improvviso, quel rumore di tanti anni fa.
Una ragazza con le mani nelle tasche dei jeans. L’hanno portata a vedere l’Atlantico ma davanti a lei è tutto nero. Guarda in alto. Le stelle si mischiano al filo di lampadine che va da un albero all’altro. Come sottofondo, da quando ha messo piede sulla sabbia, quel rumore, quello delle onde dell’oceano.
Ventitré anni colorati di passione, due valigie rosse sotto il letto con il materasso troppo molle, e mille foto appese al muro.
Ripartirà fra undici mesi e in quelle valigie rimetterà le stesse foto più cento altre scattate lì. Dietro ognuna, pezzi di vita e di muro giallo.
«Chissà come si arrabbierà il proprietario quando vedrà la parete scrostata» le dirà la sua amica alle cinque del mattino, prima di accompagnarla al treno.
«Poi fammelo sapere» sorriderà la ragazza.

Si può respirare la libertà? Si chiede entrando in quel bar fatto di legno e tavole da surf.

Ordina un whisky perché le hanno detto che sa di fiori, ma la realtà è che sa di donna grande.
I suoi due nuovi amici le parlano della città, le dicono che il giovedì si esce sempre tutti insieme, che bisogna stare attenti ai ragazzini nelle vie più scure, e poi ancora altre mille informazioni che impallidiscono pian piano e si impastano con il rumore delle onde dell’oceano.
Ha le palpebre pesanti e la bocca che sa di fiori.
«Andiamo a casa?»
Uno dei suoi amici finisce il drink e dice «Certo, sarai stanca». Lei annuisce e sorride come una bambina.
Su quella strada a picco sull’oceano si addormenterà più volte. Darà risposte vaghe a domande che sentirà a metà.
Poi entrerà nella sua stanza nuova, chiuderà la porta cigolante e passerà ore a cercare di scrivere su un foglio quel rumore, proprio quel rumore in mezzo al nero, per poi farlo risuonare nella sua notte di donna grande, sedici anni dopo.

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3 Commenti

  • Rispondi Il Frutto Della Passione 22 novembre 2014 at 13:02

    Piacerebbe anche a me saper scrivere l’oceano. Ci ho anche provato qualche volta, senza successo.
    Adoro leggerti Vale.

  • Rispondi Drusilla Galelli 4 dicembre 2014 at 7:44

    Le tue parole così ben scritte mi fanno dimenticare la realtà e viaggiare con la fantasia.

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