futuro mare sogni

Per fare una persona

29 giugno 2014

Lei davanti agli occhi ha quattro riccioli diventati biondi da poco e ha la pelle che appena incontra il sole diventa dorata e rivela il suo essere figlia di quattro regioni ai quattro angoli dell’Italia.

Io ho la pelle bianca che sembra respingere la luce e in spiaggia ho la vitalità di un vampiro svegliato all’improvviso e trascinato per i piedi sulla sabbia fino all’ombrellone.
Lei con gli occhi segue gli occhi dei suoi amici e si fa contagiare dal loro coraggio e affronta le onde, e mi dice «Mamma, guarda, il mare è impazzito!».
Io resto sdraiata sul lettino e ripenso a quando spiaggia voleva dire stare sempre dietro a una bambina che mangiava la sabbia, e riesco persino a leggere libri bellissimi.
Lei a volte rimane a giocare da sola per un po’, lontana da tutti. «Gioco con Cristino, il mio amico immaginario».
Io la osservo da lontano e ripenso a quando alla sua età giocavo con il mio cane lupo nero immaginario, Buck. Chissà che fine ha fatto Buck. Era bello e mi proteggeva da qualsiasi pericolo.
Lei è felice, glielo si legge negli occhi che sorridono.
Io sono felice. Ma soprattutto fortunata, e grata per questi giorni pieni di sale, serenità e amicizia.
Ascolto il rumore del mare e lo amo ancora di più in giorni come questo, quando piove poi c’è il sole poi c’è troppo vento e non si può nemmeno stare in spiaggia.
Adoro del mare la forza delle onde, che mi fa sentire piccina e indifesa.
Così come amo la montagna d’estate, quando cammino, arrivo in alto e mi rendo conto di essere un puntino minuscolo persa in mezzo al verde ma molto più vicina all’azzurro del cielo.

Scrivo tantissimo su due file di word, in uno racconto di me e di altre persone, nell’altro di Sara e Arturo, anzi, di Arturo e Sara, perché è da lui che parte tutto.
Scrivo poco sui social nei quali ho sempre scritto, espresso opinioni, discusso, scherzato. Ho ancora voglia di restare in contatto con le persone, ma non ho più voglia di polemiche che si infiammano subito forse solo perché non ci si guarda negli occhi.
Faccio fatica persino a fare telefonate, perché ho voglia di sguardi, voci, profumi e cose fatte insieme.
Se potessi, andrei a trovare ognuno dei miei amici sparsi nel mondo. E chissà, magari un giorno riuscirò a farlo, magari potrei rispolverare quel sogno che avevo appena tornata dall’Erasmus.
«Non starò mai in un’azienda, viaggerò per tutta la vita» dicevo nel bar dove ho festeggiato la laurea.
Una settimana dopo ero seduta a una scrivania, pronta per il mio stage, felice di iniziare a lavorare.

Ma i sogni sono fatti di un materiale indistruttibile, i sogni restano sempre lì, in fondo al cassetto, a farti ciao ciao con la manina, e sanno benissimo che la loro funzione non è essere realizzati, ma ricordarti quello che eri e che desideravi diventare, anche quando ti guardi allo specchio e fai fatica a riconoscerti i lineamenti.

Qualche giorno fa ho mangiato un’albicocca e mi è sembrato di sentire il sapore e il profumo di un fiore. E poi ho pensato alla canzone di Sergio Endrigo, che cantiamo sempre Guia ed io insieme.

E sì, forse per fare una persona ci vogliono i sogni.

Ti potrebbe interessare anche

17 Commenti

  • Rispondi mammapiky 30 giugno 2014 at 7:46

    Eh si lo credo anch’io perché sono la vera espressione di chi siamo, altrimenti non li avremo?!?!… Ogni tanto però io dal cassetto li faccio uscire ed un pezzetto per volta, li realizzo.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 luglio 2014 at 0:19

      E fai bene! Bisogna farli uscire, e insegnare loro a camminare, un passo alla volta…
      Ciao cara! 🙂

  • Rispondi Silvia Colombo 30 giugno 2014 at 10:37

    …mi ritrovo, sempre e comunque.
    E sorrido, per questa piccola emozione.
    E ti ringrazio, e apro gli occhi.
    E Vivo.

    Ti abbraccio
    Silvietta

  • Rispondi Ophelinha 30 giugno 2014 at 10:38

    “…..sanno benissimo che la loro funzione non è essere realizzati, ma ricordarti quello che eri e che desideravi diventare, anche quando ti guardi allo specchio e fai fatica a riconoscerti i lineamenti”.
    Tra le tue parole trovo sempre qualcosa che mi assomigli.
    Un bacio a te e a G.

  • Rispondi Anonymous 30 giugno 2014 at 17:35

    Ciao cara Vale.
    leggendo il tuo post ho pensato al libro di Mario Calabresi Cosa tiene accese le stelle, dedicato a tutte le persone che hanno liberato i sogni dal cassetto e a quelle che presto lo apriranno.
    ciao Vale
    Alessia

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 luglio 2014 at 0:21

      Ciao Alessia! Sai che è uno dei miei libri preferiti? Ed è un libro magico per me. Se un giorno avremo occasione di conoscerci ti racconterò anche perché. Ciao! 🙂

    • Rispondi Anonymous 7 luglio 2014 at 14:43

      Cara Vale è stupendo. Quando finisci di leggerlo ti riempie il cuore. Spero di incontrarti presto. In agosto andrò a trovare i miei in canavese. Magari un salto a Torino lo faccio. Baci

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 8 luglio 2014 at 10:31

      Sì, mi raccomando, se passi fammi sapere! Puoi mandarmi una mail a valestellaster@gmail.com
      Baci!

    • Rispondi Anonymous 8 luglio 2014 at 14:42

      Perfetto. A presto baci

  • Rispondi Federica MammaMoglieDonna 1 luglio 2014 at 11:43

    Vale che brividi questo post!
    Bellissimo! Inseguire i propri sogni, forse è quella la strada per la felicità

  • Rispondi Mamma Avvocato 1 luglio 2014 at 22:18

    Ogni tanto però, questi cassetti bisogna avere il coraggio di aprirli e realizzare un pezzetto di sogni…solo per crearne di nuovi!!!
    Nei tuoi post, c’è sempre tanta poesia e verità.

  • Rispondi valewanda 3 luglio 2014 at 11:32

    Ti sento molto vicina in qesto post, io da mesi scrivo racconti, sul telefn, ad ogn angolo, poi li salvo e ricomincio. Vivo con intensità e poca voglia di condividere sui social, da mesi. Respiro, guardo il cielo, vivo di attimi. Acolterò la canzone di sergio Endrigo a questo punto. Ti abbraccio

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 8 luglio 2014 at 10:31

      Anche io li salvo sul telefono, e poi a volte me ne dimentico e li ritrovo per caso!
      Ti abbraccio forte anche io, cara Vale!

    Lascia una Risposta