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La tua città

4 giugno 2014
La tua città

La tua città – intendo la città dei tuoi giorni più belli, non per forza quella in cui sei nato – dà e toglie.
Ti dà i pilastri. Quelli fra cui viaggi, che a volte sono ingombranti, e però con loro tu sai che ti orienterai sempre.
Nella tua città cammini al freddo, alzi gli occhi e leggi il nome di una via e nello stesso istante pensi a quando ti chiedevi come la tua mamma riuscisse ad andare ovunque senza mai dover aprire Tuttocittà e poi anche a quel bacio, in quell’angolo preciso. O quella sera in cui sei rimasta a chiacchierare per ore con le tue due migliori amiche. O quel pomeriggio in cui hai pianto, e sei entrata proprio in quel bar a chiedere un succo di frutta.
La tua città è un cumulo di ricordi proiettati su ogni parete. Migliaia di piccoli film sgranati che solo tu puoi vedere.

Che bisogno c’è di andare al cinema, quando posso trovare frammenti di me su ogni pezzo di intonaco di questa città?

La città in cui hai pianto per la morte di Freddie Mercury seduta accanto ai tuoi amici, con la testa fra le mani, è la stessa in cui hai osato fumare una sigaretta davanti ai tuoi genitori quel giorno di marzo in cui ti sei laureata.
È quella in cui incontri un amico che non vedi da quasi vent’anni e tu quasi eviti di salutarlo, perché tanto non ti riconoscerà. E poi lui incrocia il tuo sguardo, ti abbraccia e ti chiama proprio con il soprannome dolce di quelle infinite notti passate a parlare del mondo, della vita, e di cosa avresti voluto.
E l’abbraccio – quanto sono importanti gli abbracci – è sempre lo stesso. Stretto, come se vi foste salutati stamattina alle cinque, tornando su dai Murazzi, con l’alba fucsia dipinta sul Po.
Sapete (o temete) entrambi che non vi rivedrete per altri vent’anni, e nello stesso istante in cui lo pensi vorresti invitare lui, sua moglie e suo figlio a cena da te. A conoscere la tua vita di ora.

Vedi che poi alla fine abbiamo trovato anche noi la felicità?

Eppure sembrava impossibile. Perché si è giovani anche per questo. Si è giovani per sentirsi incompleti, per desiderare qualcosa o qualcuno, e per correre dietro a un sogno sgangherato che è bellissimo proprio perché scivola via.

La tua città forse ti toglie anche qualcosa, ma in questa serata in cui mi sono tuffata nella musica e negli abbracci di tanti anni fa, io non ho nessuna voglia di pensarci, e forse mi verrebbero in mente solo dettagli piccini e sbiaditi.

E io, che ho avuto sempre troppa fretta. Fretta di andare, correre e scoprire. Fretta di raggiungere un domani impossibile.
Io oggi ho capito che non ci sarebbe mai stato questo domani che amo, se non ci fossero stati tutti i miei film proiettati sui muri di questa mia città folle e orgogliosa.

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16 Commenti

  • Rispondi Maka Writes 5 giugno 2014 at 9:32

    E’ un post bellissimo, che ha riportato anche me nella mia città “dei giorni più belli”…non ci vivo più adesso, ma ogni volta che ci torno è una botta di nostalgia. Ogni strada, ogni edificio, ogni persona mi risvegliano qualcosa dentro e mi sento felice perché quello che ho vissuto lì rimarrà sempre nel mio cuore.

  • Rispondi grazia 5 giugno 2014 at 10:58

    Torino è magica forse anche per questo!
    Pensa che restituisce anche a me, che la vivo da un po di anni, moltissima vita.
    Non che Roma non lo faccia, ci ho trascorso pur sempre 40 anni, ma come dire?
    Roma è troppo di tutti, troppo mutevole…quell’angolo, quel bar, quella via ormai sono già talmente diverse, talmente percorse da altri milioni di piedi che hanno sbiadito quell’attimo di vita vissuta.
    Forse mi ripeto…ma spero che Torino conservi sempre questa sua identità. Che poi è la sua unicità e salvezza dall’omologo che avanza! 🙂

    PS: maaaa…quel post/racconto di cui attendevamo il seguito? 😀

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 5 giugno 2014 at 23:37

      :))) quello non ha avuto un seguito, ma ne è nato un altro, e ora è qualcosa di…corposo! Ciao Grazia!

    • Rispondi grazia 27 giugno 2014 at 14:42

      wow!!! ma allora…ti troveremo direttamente in libreria? 🙂
      se occorre una lettura antetempo sono a ‘sposizione! 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 29 giugno 2014 at 23:26

      Grazie Grazia! Una “cosa” non sarà in libreria, o meglio, sarà solo nelle librerie digitali…L’altra è ancora un file di word e quando lo finirò cercherò di capire a chi inviarlo! 🙂

  • Rispondi Silvietta 5 giugno 2014 at 14:56

    Hai raccontato il piacere di rincorrere i sogni, i pensieri e le lacrime di Adesso, senza più pensare al Se.
    Sei sempre meglio Vale!
    Abbraccio!

  • Rispondi Mamma Avvocato 7 giugno 2014 at 23:45

    Che bello questo post….e mi trovo a pensare anche alla mia di città, che è più una cittadina, e alla tua, la mia seconda casa.grazie.

  • Rispondi Valentina VK 9 giugno 2014 at 10:32

    ‘ti vedo scritta su tutti i muri
    ogni canzone mi parla di te
    e questa notte questa citta’ mi sembra bellissima”
    🙂

  • Rispondi francesca a 11 giugno 2014 at 5:53

    Complimenti, bellissimo post. Quando non ci vivi da tanti anni apprezzi ancora di più ogni piccolo fotogramma sui muri.

  • Rispondi Il Frutto Della Passione 25 giugno 2014 at 1:05

    Sono tornata da qualche settimana nella mia città natale, in vacanza e come ogni volta, le emozioni prendono il sopravvento. Questo post mi ha emozionato. Conosco e riconosco quei brividi, quelle sensazioni. Le vivo adesso, a tempo determinato. Cambia la città, gli angoli sono altri e così i muri, ma capisco e sento tutto quello di cui parli. È il nostro passato ad averci fatto diventare quelle che siamo oggi.
    Grazie.

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