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La brava mamma

16 maggio 2014
Diventare mamma non è solo generare un paio di occhi, di gambe, di braccia e un cuoricino che sembra sempre battere velocissimo.
Diventare mamma, che tu lo voglia o no, è diventare qualcosa. È acquisire un ruolo diverso nella vita e nel mondo. E allora tu quel ruolo lo vuoi e lo devi svolgere al meglio, e soprattutto devi dimostrare a tutto il coro greco che ti vive attorno e che sembra quasi attendere con aria speranzosa la tragedia, che sei brava, tranquilla, perfetta e che non hai mai un minimo cedimento.
A completare il quadro, hai sempre accanto la tua prova del nove vivente: tuo figlio, che con le sue urla, il suo non dormire o non mangiare sta a dimostrare a tutto il mondo se sei o non sei un’autentica brava mamma.
Tu quel giorno vai in ospedale sapendo che ti aspetta il lavoro più difficile del mondo, sapendo che ti attendono notti insonni e pomeriggi di stanchezza feroce, ma non sai ancora che stai per entrare in uno stadio pieno di persone sedute sugli spalti, pronte ad applaudire estasiate o a darsi di gomito e dire «Eh, però non si fa così».
Le altre mamme sono accanto a te ai blocchi di partenza, e tu quasi lo sai già che saranno tutte più pazienti, più intelligenti, più sagge di te.
Poi a un certo punto i neonati diventano bambini e diventano mini-persone, con i loro modi di dire, le risate che solo a loro vengono proprio così, e le loro visioni del mondo.
È in quel preciso momento che diventano certificati stampati, che con molta più precisione raccontano – sempre a quel coro greco che ti porti dietro le spalle ogni giorno – se hai passato gli esami della brava mamma o no. Se ti stai impegnando o no. Perché ora possono anche mangiare con un braccio che penzola sotto il tavolo, possono non dire grazie-prego-perfavore, possono avere reazioni scomposte e a volte persino urlare al compagno di scuola «Ti mordo!»
E allora tu sei lì che ti chiedi da dove abbia mutuato questo istinto, quando in casa avete sempre parlato con serenità, e però senti un brusio lontano dietro le spalle, e se fai attenzione senti che qualcuno nel coro sta dicendo «Povero piccolo».
A quel punto non hai nemmeno la forza di girarti e spiegare, un po’ perché devi andare a prelevare tuo figlio dal ring in cui si è cacciato, e un po’ perché sai che ogni parola sarebbe inutile e muta, e poi soprattutto sai che nessuno del coro ripeterebbe mai ad alta voce la frase che ha appena sussurrato.
«Ma sì, sono bambini, capita» sentiresti dire, leggendo in quegli occhi Capita ai figli di mamme cattive.
A volte il brusio del coro diventa quasi assordante, e tu non riesci più ad allungare l’orecchio, non riesci a distinguere le parole, e l’unica cosa che vuoi fare è prendere per mano tuo figlio, correre a casa e stringerlo forte guardando E.T. e mangiando un gelato.
Ed è in quel silenzio salvo, fatto di tenerezza anni ’80, che capisci di essere non una brava mamma, ma l’unica mamma che saresti mai potuta diventare nella tua vita. E sai che anche tu hai un cuore extraterrestre che si illumina nel petto, e anche tuo figlio ce l’ha, e quando vi stringete, quel rosso accende tutta la vostra vita e i vostri occhi, zittisce il coro e annulla ogni rumore di sottofondo.

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6 Commenti

  • Rispondi Ophelinha 16 maggio 2014 at 12:16

    alla fine, il test piu’ difficile da superare e’ vedersi specchiate in quei piccoli occhi..
    baci Vale*

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 maggio 2014 at 13:31

      Hai ragione, Manu. E cercare di osservarli sempre con attenzione, quei piccoli occhi…
      Baci!

  • Rispondi mammapiky 17 maggio 2014 at 11:11

    Il coro, il brusio ci sarà sempre proprio perché non c’è un modo solo di essere mamma ma così tanti che le troppe voci si sovrappongono. Posso pure buttarci l’orecchio se costruttive ma se sono solo un brusio di certo no, e spesso e purtroppo e’ così. Io so di non essere perfetta per gli altri ma so anche di esserlo per i miei figli, questo mi basta. :-))

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 maggio 2014 at 13:32

      È così, e non è facile non ascoltare il brusio, ma più passa il tempo più ci si rende conto che l’importante e capire cosa pensano i nostri figli! Ciao! 🙂

  • Rispondi Anonymous 19 maggio 2014 at 2:36

    Purtroppo a volte questo ruolo di ‘coro’ impietoso è svolto dalla propria madre. Perdona l’anonimato 🙂

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 19 maggio 2014 at 10:49

      Figurati, capisco l’anonimato 🙂 ! Hai ragione, a volte purtroppo succede. Forse (spero) per troppa foga nel cercare di aiutare una figlia alle prese con la maternità…

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