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Granchi e camaleonti

5 maggio 2014
Camminare a Parigi e rendersi conto che la primavera sta arrivando, lassù, a cavallo di una di quelle nuvole che corrono veloci.
Respirare il profumo di qualcosa che non è casa ma ci assomiglia, e sa di sciarpe calde, birre ghiacciate, risate ragazzine e viaggi in treno a osservare gli occhi degli altri.
Passare ventiquattro ore da sola, e ripetere quella parola nella testa mille volte: ventiquattro, ventiquattro, ventiquattro. I suoni, tutti per me. I cieli, i volti, le luci, tutti per me. Chiacchierare con me stessa come una volta, stando ben attenta che il mio vicino di tavolo non mi legga nel pensiero. E poi parlare con il cameriere in portoghese e avere la sensazione di essere nella mia culla perfetta: un ristorante di Lisbona nel Marais, a Parigi.
Rendersi conto che bisognerebbe sempre saper lasciar andare. Le persone, le cose, il passato. Per poter pensare al futuro. E per non ferirsi gli occhi e il cuore.
Fare quattro piani di ascensore (dopo un aperitivo) con due sconosciuti, mia figlia e un camaleonte di plastica spezzato e spiegare con grande serietà ai due adulti che presto quel camaleonte verrà operato e cucito. Salutare, tenere aperta la porta e ridere.
I pomeriggi con tanto sole da avere mal di testa.
E la voglia di ridere, quando torna il freddo, davanti a un bicchiere che disegna colline.
E scoprire che gli anni scorrono come i treni sui cartelloni delle stazioni, e io sono lì, con il naso all’insù, e un po’ vorrei sempre partire.
Avere la testa piena di pensieri, e non riuscire ad acchiapparne nemmeno uno, mentre con il retino, appollaiata su uno scoglio con una manina nella mano, cerco di braccare un granchio. Per finta.
La Isla Bonita, cantata a squarciagola davanti al cielo rosa bianco e blu con persone speciali, e i bambini che vanno a giocare in un’altra stanza, perché facciamo troppo rumore.
L’amicizia, quella bella.

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3 Commenti

  • Rispondi grazia 6 maggio 2014 at 15:40

    mi hai fatto venire voglia di prendere il treno e andare a trovare i miei nipoti! che mia sorella vive a parigi e io non vado mai a trovarla perchè più spesso è lei a tornare in italia….ma sai che ti dico? prendo i biglietti e le appaio nei prossimi giorni alla porta di casa! 😀

  • Rispondi thesunmother 12 maggio 2014 at 23:03

    Sai che so tutto il testo de La Isla Bonita a memoria? è stato la mia prima AUDIOCASSETTA.
    😀

  • Rispondi valewanda 14 maggio 2014 at 14:20

    mi aspettavo questo post. E avevo voglia di leggerlo…Un abbraccio

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