conciliazione quote rosa

La parità di genere inizia a casa

12 marzo 2014

Non ho un’opinione precisa sulle quote rosa. Credo che debba sempre prevalere il merito, ma credo anche che la politica debba essere una guida verso il raggiungimento di una parità di genere.

Credo però soprattutto che la parità di genere inizi a casa. E che la differenza fra uomo e donna, fuori, sia dovuta al tempo che ogni donna deve spendere dentro casa.
Finché la maggior parte del lavoro di cura di anziani, figli e casa sarà sulle spalle delle donne, aziende e istituzioni avranno sempre la tentazione di preferire un uomo a una donna, a parità di merito.
E in questo senso, per aiutare tutti, donne e uomini, credo che ci sia più bisogno di asili nido e scuole materne (con orari più lunghi), di part-time e di telelavoro, che di quote rosa.
E infine, se davvero vogliamo avvicinarci al Nord Europa, forse dobbiamo cominciare a lottare contro la mentalità delle 12 ore in ufficio, e contro il concetto che “presenza in ufficio” voglia dire impegno sul lavoro.
Un mondo giusto e bello ci sarà quando un papà o una mamma, a qualsiasi livello professionale, potrà uscire alle 17.30 dall’ufficio per andare a prendere i figli a scuola senza sentirsi dire (scherzando, ovviamente) «Oggi fai mezza giornata?».

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10 Commenti

  • Rispondi Uescivà 12 marzo 2014 at 12:04

    quoto e sottoscrivo, quello che serve è un bel cambio di mentalità in generale e su più fronti…

  • Rispondi gloria 12 marzo 2014 at 12:16

    oh, quanto hai ragione…passi piccoli ma concreti!

  • Rispondi CosmicMummy 12 marzo 2014 at 12:18

    sono d’accordo. penso però che sia un cane che si morde la coda… finchè le leggi le faranno gli uomini sarà difficile un cambio di mentalità e un investimento vero per pari opportunità e conciliazione. ecco perchè sono delusa dalla mancata approvazione delle quote. finchè ci saranno mogliettine a casa che cucinano e mettono a nanna i figli, ci saranno sempre uomini che possono stare 12 ore in ufficio. deve cambiare la mentalità, ma per farlo bisogna un po’ forzare la mano, partendo dalla politica. se aspettiamo che qualcosa cambi da solo, in un paese retrogrado come il nostro… teniamoci pure le dimissioni in bianco e gli asili a 800 euro al mese. e magari chiediamo anche uno stipendio per le casalinghe, povere eroine della società, che stanno a casa per favorire la carriera dei loro uomini e portano sulle spalle il peso del mondo, cosa che però è considerata dai più come la vocazione femminile per antonomasia.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 12 marzo 2014 at 23:03

      Sai che io non credo che si debbano “obbligare” le donne a lavorare? Mi spiego: per me l’importante è la libertà di scelta. Se una donna decide liberamente di restare a casa a fare la casalinga, non credo che faccia del male alla società. Basta che sia una libera scelta. Non so, io le quote rosa le vedo un po’ tipo riserva indiana, e non le amo molto. Certo è che però attualmente c’è una maggioranza di uomini che decide un po’ tutto…Ma consoliamoci: negli ultimi anni la percentuale di donne in Parlamento è decisamente aumentata!
      Ciao! 🙂

  • Rispondi ...ma la notte no! 12 marzo 2014 at 12:23

    anche io sulle quote ho un atteggiamento non certo e mi spaventano un po’ quelli che partono per la tangete in entrambi i versi, come ho scritto anche oggi sul blog. Sono d’accordo con quello che scrivi. una riflessione. Domenica siamo andati ad una festa in maschera di compleanno. Tutte le bambini erano vestite da principessa. Un po’ mi ha spaventata questa cosa!

  • Rispondi Anonymous 12 marzo 2014 at 16:26

    Ma avete mai visto il ruolo della donna in televisione? Avete mai visto il ruolo delle donne in programmi vari, di ampia diffusione, da Colorado a Bulli e Pupe…Così in generale, avete mai chiesto in giro quanti bambini vedono questi programmi? E avete mai visto le pubblicità per bambine e per bambini? Ma il colmo della stupidità sono io che ancora mi stupisco quando vedo le mamme che comprano le scarpe coi tacchetti alle bambine di 4 anni…O che smaniano per portarle vestite da bomboniere al concerto di Violetta….

  • Rispondi Vale - Bellezza Rara 12 marzo 2014 at 23:07

    @Anonimo e Lucia: io su questo argomento, sull’argomento “pink” e principesse, sono molto tiepida. Secondo me l’importante è che non ci siano SOLO principesse nell’educazione di una bambina. Anzi, vi devo dire che preferisco che i bambini si avvicinino al mondo delle principesse piuttosto che le bambine verso il mondo dei cavalieri e delle spade, le pistole, ecc.
    Detto questo, Anonimo, hai ragione: in TV c’è spesso un modello di donna allucinante (anche se in teoria sarebbe bello che le bambine non guardassero Colorado o Bulli e Pupe…). Riguardo ai tacchi a 4 anni, vabbè, sono assurdi. E pericolosi!

  • Rispondi mammapiky 13 marzo 2014 at 8:22

    Le quote rosa fanno un po’ ridere secondo me e ghettizzano…del tipo “riserviamo dei posti per la fascia debole della popolazione che altrimenti non Sto arrivando! Imporsi in altra maniera”. La suddivisione nei ruoli tra maschi e femmine, dovrebbe essere la norma in ogni lavoro, perché da li arriva il max rendimento.

  • Rispondi Marzia 13 marzo 2014 at 13:07

    Ho sempre avuto un atteggiamento indeciso sulla necessità delle quote rosa, ora sono arriavata alla conclusione che sia una forzatura necessaria, purtroppo la mentalità e la cultura hanno bisogno di troppo tempo per cambiare ed un aiuto, seppur forzato, potrebbe contribuire a velocizzare i tempi. So che in Norvegia molti anni fa c’erano le quote rosa, ora non ce ne è più bisogno!
    Concordo in pieno con Valentina sulla necessità di lottare contro la mentalità delle 12 ore in ufficio!
    Purtroppo con la situazione economica non favorevole mi sembra che le cose siano nettamente peggiorate, le aziende riducono l’organico, chi rimane dovrebbe lavorare meglio per ottimizzare le risorse ed invece si trova solo a dover lavorare di più e ad avere la necessità di dimostrare di essere disponibile a lavorare oltre il normale orario, per paura di perdere il posto! In tutto questo chi ne risente sono soprattutto le donne.
    Che tristezza… e che spreco di energie e di menti!!

  • Rispondi Mamma Avvocato 13 marzo 2014 at 17:00

    Concordo con te. Il cambio di mentalità, però, deve partire anche da noi e dal nostro esempio. come madri e padri.
    Il problema è che, meno soldi e lavoro ci sono, più le donne sono sacrificate.

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