storie

Volete una caramella?

28 febbraio 2014

Sono arrivati tutti insieme, piedi rumorosi su quelle scale con i muri azzurri pieni di disegni.

Gli zaini ciondolanti e la stanchezza addosso, si sono divisi in file, e io ero lì, appoggiata a uno stipite, a guardare.
Non c’era un nome italiano, nemmeno uno. E tutti parlavano italiano.
E poi c’era lui, ultimo ad arrivare, con lo zaino enorme e una mela verde in mano. Si è fermato accanto a me, ed è rimasto lì a masticare forte. Si è seduto per terra, e mi ha guardata con i suoi occhi scuri, in silenzio. La mela in mano, il grembiule blu.
Una signora è passata con un sacchetto di carta in mano.
«Volete una caramella?» ed erano le caramelle che mi dava sempre mia nonna, quelle frizzanti, a forma di spicchio d’arancia.
Io masticavo e osservavo tutti quegli occhi accesi.
Bambini nati qua, iscritti a scuola qua, eppure non italiani come noi.
E mentre noi parliamo di integrazione e tolleranza, mentre ancora stiamo a chiederci dove sia la verità, mentre discutiamo sporgendoci dai nostri balconcini, loro – i bambini – stanno costruendo il mondo che vorranno. E lo stanno facendo tutti insieme, mano nella mano, con gli zaini ciondolanti e il sorriso dentro. Con il cuore limpido e la voglia di giocare.
Ieri, appoggiata a quello stipite, ho sorriso e ho pensato che forse allora la speranza ancora esiste. Solo che ce l’hanno loro – i bambini – fra le mani. E noi dobbiamo solo cercare di proteggerla, e non lasciare che si spenga.

 

Ti potrebbe interessare anche

10 Commenti

  • Rispondi Uescivà 28 febbraio 2014 at 12:39

    Ci vuole una delicatezza rara a parlare di certe cose in modo così efficace, profondo e discreto nello stesso tempo, vai a spiegarglielo a certa gente…

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 marzo 2014 at 11:53

      Ma poi alla fine mi sembra così semplice da capire…forse certa gente non vuole proprio capire! Ciao! 🙂

  • Rispondi verdeacqua 28 febbraio 2014 at 13:02

    assolutamente. E ringraziarli, per quella loro speranza.

  • Rispondi Francesca 28 febbraio 2014 at 14:09

    Cara Vale hai proprio ragione! il grande problema è che i bambini sono delle spugne ed ho sentito e visto personalmente di genitori che decidevano di non invitare compagni di scuola stranieri alle feste di dei loro figli proprio per puro e semplice razzismo:-(( tutto ciò mi sembra molto triste….

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 marzo 2014 at 11:54

      Allucinante, davvero…Il problema è solo nostro, dei “grandi”. Purtroppo e meno male!

  • Rispondi marta 28 febbraio 2014 at 15:08

    Loro fanno, crescono, costruiscono. Molti adulti, parlano, ingoiano aria e la risputano in forma di frasi che cercano consensi e poi svaniscono. Puf. Per fortuna loro, i bambini, continuano a crescere. Assieme!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 marzo 2014 at 11:55

      Sì, Marta, è proprio vero, loro continuano a crescere e a costruire il loro mondo, al di là di ciò che dicono alcuni di noi…

  • Rispondi icri4 28 febbraio 2014 at 17:42

    Grazie per questo post, davvero. La risposta a tutte le domande, a tutti i dolori del mondo sta solo nei nostri bimbi, a quelli che verranno. Fare la loro felicita, rispettarli, amarli, e crescerli nel rispetto del futuro è l’unica garanzia di sopravvivenza per tutti. #sonotuttinostrifigli

  • Lascia una Risposta