conciliazione

Una domanda su Marianna Madia

26 febbraio 2014
Domanda: per caso qualcuno si è chiesto se uno dei ministri uomini del governo Renzi ha un figlio in arrivo nei prossimi mesi?

No?
Ecco, allora prima di parlare di conciliazione famiglia-lavoro, prima di dimenticare che ogni persona (non solo ogni donna) dovrebbe essere libera di scegliere ma soprattutto dovrebbe avere i mezzi per scegliere, prima di dimenticare che Marianna Madia ha un compagno che forse potrà prendersi cura del figlio, prima di tutto questo, magari sarebbe meglio cominciare a fare ragionamenti sulla genitorialità, non solo sulla maternità.

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20 Commenti

  • Rispondi Giuana 26 febbraio 2014 at 9:51

    Hai ragione Vale, ragione da vendere. Anch’io ieri ho fatto una riflessione sull’argomento, riflessione che dovrei aggiornare di ora in ora perché ogni volta trovo nuovi punti di vista. È vero, Marianna Madia ha un compagno che forse potrà prendersi cura del figlio, ma fatico comunque a staccarmi dall’immagine di mamma alle prese con le preoccupazioni e la stanchezza delle prime settimane. Forse sono troppo condizionata dalla mia esperienza, non so. La mia riflessione però verteva di più sul mondo del lavoro e sul fatto che un’azienda non assumerebbe una donna incinta di 8 mesi.

  • Rispondi Vale - Bellezza Rara 26 febbraio 2014 at 9:54

    Guarda, io all’inizio ho subito pensato “Io non avrei mai accettato”. Perché anche la scelta che ho fatto quasi due anni fa testimonia la mia voglia di stare con mia figlia, rallentare sul lavoro, ecc. Poi mi sono pure detta “Dai, dì la verità: non avresti accettato di fare la ministra???”. 🙂
    Non so, onestamente, cosa avrei fatto. Mi stupisce solo che ci si stia concentrando solo sull’essere mamma e non genitore…
    Ciao cara!

  • Rispondi Giuana 26 febbraio 2014 at 10:09

    Quello stupisce anche me, ma credo sia un problema di mentalità diffusa e radicata. Purtroppo dobbiamo ammettere che la nostra società, per quanto ci sforziamo di cambiarla, è ancora vecchio stampo: la mamma fa la mamma e il papà lavora. È un concetto riduttivo e che non contempla le migliaia di sfumature che grazie al cielo lo stanno modificando, ma è così. O sbaglio? Altrimenti, perché stupirsi? Giustamente, come dici tu, se Renzi stesse per diventare papà non ci porremmo la stessa domanda.

  • Rispondi Elena J 26 febbraio 2014 at 11:19

    Vale ho pensato le stesse cose che hai pensato tu. Ho anche pensato che se da una parte è un messaggio positivo dall’altra può penalizzare tutte quelle donne che all’8 mese di gravidanza, giustamente, se ne vogliono andare in maternità.

    E comunque le dipendenti delle piccole aziende quando vanno in maternità diventano un costo nel bilancio, a volte difficile da gestire per gli imprenditori che comunque devono anticipare le spese, quindi è sempre punto a capo: bel gesto la Madia come ministra, ma non tutti possono permettersi di fare la stessa scelta, non per tanto per pregiudizio, ma per bilancio economico.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 26 febbraio 2014 at 23:12

      Questo è sicuro, Elena: non tutti possono permettersi una scelta del genere. Verissimo.

  • Rispondi Anonymous 26 febbraio 2014 at 11:47

    Ciao Valentina! Io sinceramente da mamma mi sono subito soffermata sul pancione della Madia…é tutto vero quello che scrivi, ma é anche vero che un piccolo neonato soprattutto nei primi mesi ti assorbe completamente e ha bisogno sioprattutto della mamma: questo é naturale! E poi tutte le mamme che si fanno la maternità sono allora meno in gamba?? Nel senso che messaggio passa? Intanto comunque in bocca al lupo alla Madia. Un abbraccio buona giornata Elisabetta

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 26 febbraio 2014 at 23:13

      Ciao Elisabetta! No, assolutamente, io non vorrei che passasse il messaggio “Marianna Madia è fantastica, e invece chi sta a casa con i bimbi no” (anche perché, per dire, io sto tanto a casa con mia figlia!), però credo che bisognerebbe rendere più responsabili i papà, quando nasce un bambino. Anche a livello di opinione pubblica. Ciao, buona serata!

  • Rispondi Mamma Avvocato 26 febbraio 2014 at 12:00

    Hai ragione, come al solito.
    Però a me questa scelta continua a puzzare di pura propaganda e questo non mi piace.
    Non mi piace che si usino le donne, le future madri, per fingere un cambiamento di mentalità che è lontanissimo dalla realtà.
    Magari farà come l’altra ministra e si farà una nursery nel Ministero solo per lei, a spese della collettività, dicendo alle altre donne che dovrebbero prendere esempio da lei anzichè piangersi addosso. Magari no, lo spero.
    Intanto, mi dolgo per la strumentalizzazione della sua figura.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 26 febbraio 2014 at 23:15

      Io spero davvero che non faccia proclami tipo “Fare la mamma lavoratrice è facilissimo”, ecc…
      Staremo a vedere!
      Ciao! 🙂

  • Rispondi verdeacqua 26 febbraio 2014 at 13:16

    concordo in pieno. Io quando l’ho vista ho solo pensato, che bella con quel pancione!

  • Rispondi Paolina Notaro 26 febbraio 2014 at 14:15

    Vale sono d’accordo con te su tutta la linea, eppure c’è una considerazione specifica che vorrei fare…
    Nell’ultimo mese di gravidanza e nei primissimi post partum, l’impegno di una mamma fisico ed emotivo è ben diverso da quello di un padre. Fermo restando che la genitorialità è condivisione di tutto..alcune specifiche dinamiche sono proprie della mamma, che partorisce e allatta. E secondo me avrebbe bisogno di tranquillità e intimità nei primissimi mesi … un incarico da ministro non lo ritengo “conciliabile”. Perché ecco, la prima vittoria è pensare che non sempre si può far tutto.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 26 febbraio 2014 at 23:18

      Questo è anche vero…certo che però io mi sono anche detta: “ma se – per fare un esempio assurdo – all’ottavo mese di gravidanza ti avessero proposto di fare il lavoro dei tuoi sogni (che ne so, la regista di un super film meraviglioso), tu cosa avresti risposto?” Io avrei risposto sì. Non so, ci sono casi e casi. Comunque, il punto è che i papà andrebbero responsabilizzati molto di più di quanto si faccia ora in Italia. Ciao Paolina! 🙂

    • Rispondi Paolina Notaro 27 febbraio 2014 at 13:03

      la risposta è si. 🙂 Anche nello specifico della proposta come Ministro 😉 E sulla responsabilizzazione dei papà sai di trovarmi totalmente schierata con il tuo pensiero…e oltre ad una modifica che li investa in quanto “singoli”, è necessario proprio questo spostamento dell’asse da “maternità” a “genitorialità”, come ho più volte scritto
      http://italia2013.org/2012/10/22/conciliare-vita-e-lavorovolendo-si-puo-per-tutti-papa-compresi/#more-2259
      http://deseario.blogspot.it/2013/08/linefficacia-dei-vouchers-per-i-servizi.html

      “non è questione di vogliamo tutto/non possiamo avere tutto. E’ che, semplicemente, vorrei poter volere quello che voglio, e non quello che mi si chiede di volere”

  • Rispondi Torino Style 26 febbraio 2014 at 14:31

    Utopia.

  • Rispondi francesca rossi 26 febbraio 2014 at 14:33

    Al di là di tutte le polemiche sulla competenza o meno di Marianna Madia, in questi giorni mi hanno fatto molto molto MOLTO arrabbiare tutti quei commenti sul fatto che era facile per lei dire di fare il ministro e poi spassarsela in maternità, sul fatto che non è giusto che lei lo possa fare mentre altre non vengono assunte o non hanno la maternità. Cioè, se l’idea è questa allora non lamentiamoci se poi ci vengono proposti governi di soli uomini o con donne oltre la menopausa!!
    Io credo semplicemente che la Madia si prenderà il tempo che vorrà e di cui avrà bisogno per la sua maternità e in quel lasso di tempo il suo lavoro verrà svolto da altri… mica è da sola o l’unica competente in quel campo eh?!?
    E il problema che altre non abbiano NIENTE per la maternità (per inciso rientro anche io nella categoria, io ho preso nemmeno mille euro lordi… e avrei dovuto viverci per cinque mesi!) o che non vengano assunte è altra cosa: bisognerebbe estendere questo tipo di tutele a tutte, non toglierle a chi ce le ha!

  • Rispondi raffaella 28 febbraio 2014 at 0:31

    Hai assolutamente ragione sulla necessità di responsabilizzare i padri, sul bisogno di veicolare messaggi che tendano a mettere padri e mad r i sullo stesso piano lavorativo. Francamente però, ricordando mi all’ottavo mese ripenso solo a quanta voglia avevo di passare con mio figlio. Di eliminare ogni altro dettaglio e concentrarmi su di lui. Ricordo come uno strappo il mio rientro a lavoro. Quanto si riesce ad essere concentrate ad un mese dal parto o con un bimbo apena nato? Non so.
    Raffaella

  • Rispondi elisabetta 15 marzo 2016 at 11:50

    hai ragione valentina!
    ragionare sulla genitorialità non solo sulla maternità!!!!
    la conciliazione è questione legata all’essere genitori. riguarda il papà e la mamma. deve cambiare la mentalità della società e i ritmi di lavoro. siamo noi che siamo diventati genitori a cominciare a dire no. pronunciare e mettere in pratica il cambiamento. nella mia azienda sono tutte tornate a tre mesi dal parto…e hanno lavorato fino all’ottavo mese…ma perché e per chi? per non avere critiche? (tranne esigenze particolari su cui non discuto…). io ho lavorato fino al settimo, e sono tornata dopo aver utilizzato tutti i mesi di maternità facoltativa più due mesi di aspettativa non retribuita per coprire il mese di agosto e settembre di inserimento al nido. ritorno non facile a lavoro ma a testa alta. soddisfatta di aver potuto allattare sei mesi la mia bimba 🙂 e di aver “vissuto” personalmente il suo svezzamento! ora le otto ore in ufficio mi stanno strette e sto ragionando sul da farsi (sulla stessa mia scia una collega mosca bianca come me – ha ottenuto intanto una misura di conciliazione)…una babysitter (adorabile per nostra fortuna) che va a prendere la bambina al nido e che sta con lei fino alle 19 quando torno io a casa, è la soluzione attuale alla mia permanenza in ufficio…ma non so quanto durerà.
    dicevo ragionare sulla genitorialità. sulla conciliazione. dicevo non avere paura di “chiedere il part-time”, non temere le critiche di chi è tutelato, ha nonne ha disposizione, ha babysitter a oltranza. lottiamo per quello che vogliamo veramente. perché il cambiamento siamo noi! il tempo da trascorrere con i propri figli è oro!

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