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Caro Ciclista, ti scrivo

8 febbraio 2014
Caro, carissimo Ciclista,
sai, io ti stimo. Ti stimo perché la tua è una scelta che fa bene a te, all’ambiente, e a tutti. Ti stimo, e ti invidio pure, perché hai il coraggio di salire su una bicicletta e andartene in giro in queste città italiane a misura di automobile, con minuscole piste ciclabili che spesso si trasformano in parcheggi tappezzati di luci d’emergenza accese.
Però.
Però, caro Ciclista, io sono un pedone. Non sono quasi più un’automobilista, perché da quando ho tutto vicino, evito di prendere la macchina. Non ho una bici. Cammino.
E, caro Ciclista, ho una preghiera da farti: ti prego, non sfogarti su di me. Per favore.
È vero, sono stata un’automobilista incallita, e, lo ammetto, in passato ti ho un po’ odiato, quando viaggiavi in mezzo a un controviale senza lasciarmi passare, e mi rimbombava in testa la frase del mio istruttore di guida «Attenta ai ciclisti, ché se li stiri li paghi come nuovi».
Ma ora non è più così. Ora sono un pedone, e ti voglio bene.
Quindi, caro Ciclista, per favore, non facciamoci la guerra.
Se per caso io sono su un marciapiede e sto camminando serena, e tu pure, con la tua bici stai passando di lì, per me non è un problema ma, per cortesia, non arrivare ai cento all’ora per poi inchiodare sui miei talloni e scampanellare come se io fossi un tir Scania parcheggiato di traverso su una pista ciclabile.
Il marciapiede è dei pedoni. Poi, per carità, usalo pure, però, ecco, non dico chiedere permesso, ma magari abbi un po’ di pazienza.
Come le strisce. Sai, le macchine dovrebbero fermarsi per far passare i pedoni sulle strisce. Ma anche i ciclisti. E io so che tu ti senti magrino, non sei largo come un’auto, e quindi magari se sto passando tu pensi di farcela, però, ecco, se passo prima io e ti costringo a fermarti, non guardarmi con il fumo che esce dalle narici: sono sulle strisce pedonali, ecco tutto.
E poi, caro Ciclista, parliamo delle vie pedonali. Si chiamano pedonali perché sono riservate ai pedoni. Poi, certo, non sono vietate alle biciclette, però…però, ti prego, anche qua, abbi un po’ di pazienza. Io capisco che per te sia il paradiso sfrecciare in queste vie strapiene di telecamere dove le auto non osano entrare, ma, ecco, vedi, mi puoi investire. Ma non solo! Puoi investire anche mia figlia, e persino quei bimbi di un anno e qualche mese, che stanno imparando a camminare e non hanno la prontezza di riflessi di un adulto.
E ci sono i passeggini. Come quella volta in cui stavo attraversando una via pedonale con Guia sul passeggino, e tu, Ciclista di più o meno quarant’anni, arrivavi velocissimo e hai inchiodato a un centimetro da noi. Io, dopo una frazione di secondo di infarto, e dopo aver controllato che Guia stesse bene, ho alzato gli occhi già con l’aria di chi dice «Non si preoccupi, tutto a posto», e, appena appoggiato lo sguardo su di te, ti ho sentito urlare «Ma vaffanculo, va!», per poi vederti ripartire arrabbiato come il peggiore degli automobilisti stressati.
Il fatto è, caro Ciclista, che qua finisce per essere come il pesce grande che mangia quello medio, che mangia quello piccolo. E noi pedoni, mio caro, siamo pesci minuscoli. Con le ruote delle auto e delle bici costantemente sulle punte delle scarpe.
Quindi ti prego, caro Ciclista, dato che so che sei una bella persona che ha a cuore l’ambiente e quindi le persone che lo abitano, per favore, facciamo amicizia. E se proprio devi prendertela con qualcuno, prenditela con gli squali, non con noi povere acciughe.photo credits: askya  

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5 Commenti

  • Rispondi graziaballe 8 febbraio 2014 at 18:43

    😀

  • Rispondi Mamma Avvocato 8 febbraio 2014 at 19:40

    Sei fantastica!!!!

  • Rispondi Vale - Bellezza Rara 10 febbraio 2014 at 11:35

    :)))

  • Rispondi Indecisa 10 febbraio 2014 at 12:49

    Hai ragione sai? da ex-ciclista devo dire che i pedoni vengono spesso dimenticati o presi di mira da noi (ex)ciclisti.
    Però sai perchè succedono queste cose? Perchè, parlo per Milano dove vivo,delle piste ciclabili non si vede nemmeno l’ombra, oppure te le mettono li su un ritaglio di strada o di marcepiede (dove di solito parcheggiano le macchine o passeggiano i pedoni imprudenti) e allora tu rischi la vita e respiri smog e ad ogni pedalata ti monta una rabbia per l’ingiustizia che ti fan vivere quelli che vanno in macchina e che suonano il clacson perchè non sei veloce abbastanza e poi il pavè che rischi di morire a ogni metro, e poi i binari del tram, arrivi a un punto di saturazione tale che…. io ho smesso di andare in bicicletta e vado a piedi! Ciaoo e che bello che sei tornata a scrivere, mi piace leggerti.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 11 febbraio 2014 at 16:02

      Hai ragione! Infatti io non ho il coraggio di andare in bici! Ciao e grazie mille! 🙂

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