storie

Gli occhi degli altri

22 novembre 2013
L’ascensore era occupato, e allora ho deciso di andare su a piedi.
Le scale in pietra, quando il palazzo è antico e gli infissi pure, e sono antichi nel senso di non ristrutturati, e quindi la pioggia un po’ ci arriva, diventano insiemi di piccoli scivoli, e se hai gli stivali di gomma è un po’ come fare uno sport estremo, ma è anche qualcos’altro.
È un luogo dove fai degli incontri, per esempio. E non è come in ascensore, dove guardi il tappetino sperando che il tuo piano arrivi al più presto possibile.
Saluti. E ti salutano. E a volte ti fermi pure a parlare.
Sembra quasi di camminare in montagna d’estate.
«Buongiorno! Chi è lei, scusi?» mi ha detto la signora del secondo piano, quella con gli occhi azzurri, quella che quando sono tornata dall’ospedale con Guia mi ha detto «Che bello, è il primo neonato del condominio, da quando è nata mia figlia, 45 anni fa»
«Sono la mamma della bambina con i capelli ricci, signora»
«Ah sì, scusi. Non l’avevo riconosciuta con il cappello in testa. Anzi, in realtà non l’avevo guardata negli occhi. Non è vero che non ci si guarda mai negli occhi? E invece dovremmo guardarci negli occhi. Quante cose si imparano dagli occhi degli altri?
E basta, ora basta, ché mi commuovo. Buona giornata!»
Ha aperto la porta, ha fatto entrare il suo cagnolino bianco, e poi si è girata, per lasciarmi ancora un sorriso.
A volte le giornate che nascono grigie possono anche colorarsi d’azzurro. Basta solo guardarsi negli occhi.

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9 Commenti

  • Rispondi Silvietta 22 novembre 2013 at 14:06

    Traspare solo Verità.
    Grazie!

    Buona giornata densa di Sguardi! :-*

  • Rispondi Mamma Avvocato 22 novembre 2013 at 15:44

    Sai che ci penso spesso? In questo mondo in cui tutti pensiamo di essere connessi e ci illudiamo di essere vicini gli uni agli altri, in realtà non sappiamo più fare una cosa tanto semplice e bella come scambiarci un sorriso ed uno sguardo dritto negli occhi.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 23 novembre 2013 at 22:28

      Hai ragione, e ci sto pensando tanto in questi giorni. “Social” forse è una definizione che non ha nulla (o forse ha poco) a che fare con il contatto umano vero. Ciao!

  • Rispondi graziaballe 22 novembre 2013 at 15:58

    Peccato che siano sempre e solo gli anziani a parlare così.
    Noi poi siam d’accordo. Però si va sempre troppo di corsa.
    E quando sentiamo l’esigenza di rallentare, quando “provo a fare io l’anziana” il pensiero che tutt’al più potrebbe rivolgermi il vicino di casa è “anvedi questa, non c’ha proprio niente da fare!” o al meglio lanciarmi uno sguardo patetico, come non avessi nessuno con cui parlare…
    (Giornataccia, iniziata appunto con gente cui tieni la porta con tanto di pazienza e sorriso per 10 min e poi si dilegua senza nemmeno un grazie… )
    :/

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 23 novembre 2013 at 22:30

      Cara Grazia, scusa, rispondo solo ora…però è vero, e io sono la prima a correre sempre e a non guardare quasi mai negli occhi…Un abbraccio!
      ps. ti devo rispondere!!!

  • Rispondi Drusilla Galelli 23 novembre 2013 at 19:35

    Che bello guardare negli occhi le persone…

  • Rispondi graziaballe 24 novembre 2013 at 1:20

    tranquilla! non voglio metter fretta a chi va già di fretta!! 😉
    corricchio anche io sebbene l età stia gia producendo i suoi effetti!
    cmq ti ringrazio molto se troverai un briciolo di tempo! :)))

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