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In viaggio di nozze in tre, parte 6: San Francisco

15 ottobre 2013
Eravamo arrivati da poche ore ed eravamo in Union Square. Il cielo era azzurrissimo, e non sono riuscita a stare zitta.
«E allora diciamolo, che sei sempre una delle città più belle del mondo».
Sapevo che sarebbe stato un colpo al cuore tornarci. Ma non immaginavo che all’emozione si sarebbe sommato l’impatto della bellezza, quella che ti colpisce quasi fisicamente. Che ti fa restare senza fiato, con il naso all’insù, e ti fa sentire semplicemente innamorata.
San Francisco è stato il mio primo incontro con gli Stati Uniti. Era il 2004, e io dovevo andarci per lavoro. Avevo organizzato tutto: tre giorni con la mia collega, e poi il weekend solo per me: io, da sola, in un hotel un po’ fuori dal centro, senza nessuno a cui telefonare in Italia, a parte la mia famiglia. Con la sicurezza dei 28 anni ma senza l’esperienza dei 30. Con la sensazione che tutto il mio mondo fosse lontano anni luce, e che il fuso orario non fosse solo una questione geografica.
Valter, il mio amico dell’Erasmus, stava studiando a Berkeley.
Bisognerebbe avere un amico in ogni città che si visita.
«Ti sono venuto a prendere in macchina ma, Vale, dovresti guidare tu per andare a ballare»
«Perché?»
«Perché mi hanno ritirato la patente ieri»
Noi due, un’amicizia fatta di mille notti a Lisbona e di mille risate in una lingua strana che andava dall’inglese all’italiano passando per lo spagnolo. Noi due, dieci anni dopo, come se non fosse passato nemmeno un attimo. In una città così lontana eppure così simile, come se quel ponte rosso potesse chiamarsi, a scelta, Golden Gate o 25 de Abril.
Non è perché mi sono ritrovata a ballare al Mezzanine con la parrucca blu di un tizio che avevo accanto. E non è perché al Ruby Skye Valter ha pronunciato una frase che non ho mai dimenticato.
È che in quella notte del 2004 sono entrata per la prima volta negli Stati Uniti e a San Francisco. Nei tre giorni prima avevo stretto mani e avviato powerpoint, ma quella sera, quella notte, io ho capito di esser lì davvero, a migliaia di chilometri da casa e da quella che ero sempre stata. In una città che sa risplendere di una bellezza abbagliante, e allo stesso tempo raccontarti la povertà di tutti i senzatetto che ci vanno ad abitare. In una città che – la senti proprio – ha il fervore e l’impazienza di tutti i giovani che su quelle strade, negli anni, hanno manifestato e camminato per pretendere uguaglianza e giustizia.
In una città che non ti dimostra solo di esser bella, ma ti racconta quello che sa, quello che ha vissuto, e quello che vorrebbe diventare.
Ho amato follemente San Francisco anche quest’anno, nove anni dopo quella notte. Ho adorato il suo cielo azzurro e i suoi palazzi colorati. North Beach, con le sue voci in italiano, così uguali eppure così diverse da quelle dei turisti. Chinatown, che in realtà è come prendere un volo e ritrovarsi a Hong Kong, e poi sbucare in Union Square, di nuovo negli Stati Uniti. Castro, e la voglia di rinascere per andare ad abitarci a 18 anni.

Ho adorato San Francisco, ancor di più questa volta, in compagnia della mia vita più bella. Ho adorato San Francisco, e tutto quello che ci ho letto dentro. 

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12 Commenti

  • Rispondi Marina - La mia vita semplice 15 ottobre 2013 at 9:56

    E’ il primo posto che vorrei vedere se dovessi tornare negli USA 🙂

  • Rispondi elle 15 ottobre 2013 at 9:57

    Anche per me fu amore a prima vista.
    Una città che sa cosa sia la Bellezza.

  • Rispondi Anonymous 15 ottobre 2013 at 12:31

    grazie per le tue parole, sei una gioia da leggere e i tuoi pensieri hanno riacceso eco di viaggi lontani… Ora sono qui ad accarezzare la nostalgia condita dal desiderio di ritornare anche io a San Francisco 🙂

  • Rispondi Sabina 15 ottobre 2013 at 23:59

    Mi sembra tu l’abbia ritratta perfettamente…
    A volte, anche dopo un anno e mezzo di vita qui, mi accorgo che i miei occhi catturano l’essenza della città e ciò che più mi impressiona, sempre e comunque, è la qualità della luce che offre un’inedita atmosfera a San Francisco… pura magia!

  • Rispondi Pellegrina 16 ottobre 2013 at 0:05

    San Francisco per me è un film bellissimo: La donna che visse due volte.
    Bellissima dev’essere quella casa dai muri verdi.
    E tremendo l’ossimoro dei senza tetto che vanno ad abitarvi.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 16 ottobre 2013 at 16:09

      Sai che ce ne sono tantissimi? Mi hanno spiegato che vanno lì perché il tempo è sempre clemente, e anche dormire per strada non è un problema. E poi perché ci sono 35 milioni di turisti all’anno (35 milioni!!!), ed è più facile raggranellare qualche dollaro con tutti questi turisti nelle strade.

    • Rispondi Pellegrina 20 ottobre 2013 at 12:13

      Santo cielo. Mi mancano le parole, davvero. Molto interessante questa informazione.

  • Rispondi gra 17 ottobre 2013 at 15:48

    berckley mi immalinconì con i suoi hippies a vender cianfrusaglie… come un vintage umano, un epoca che x dare i frutti migliori si lascia indietro dei cadaveri, fantasmi di sale.
    ma fu l unica botta de tristezza perche per il resto san Francisco è colore, calore, vita, musica, librerie ricchissime…
    sempre belle e sensibili le tue immagini!!

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