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In viaggio di nozze in 3, parte 5: Lost Coast e Napa

8 ottobre 2013
Siamo partiti da Eureka, direzione Napa Valley, attraverso la Avenue of the Giants, una strada che corre fra sequoie altissime, impressionanti, e che – insieme all’oceano che è a pochi chilometri – ha il potere di farti sentire piccino e pieno di vita.
Poi, poco dopo, siamo arrivati sulla Lost Coast. E io prima di questo viaggio nemmeno sapevo esistesse una “costa perduta” in California. Abbandonata perché lontana dalle vie di scorrimento più veloci, e quindi abbandonata dagli abitanti, nei decenni, eppure piena del fascino selvaggio della natura, quando l’uomo non è riuscita ad addomesticarla.
Sulla Lost Coast vai perché vuoi vedere lei e i suoi paesaggi, perché è come fare un tuffo in un passato lontano, a strapiombo sull’oceano e in mezzo al verde. Oppure vai perché vuoi vedere alcuni dei paesini sparsi su quel pezzo di costa, come Mendocino, che mi è sembrato subito un posto in cui ero già stata, eppure no, io non ci avevo mai messo piede. Solo dopo qualche settimana ho scoperto che lì sono state girate quasi tutte le puntate della Signora in Giallo, che ci ha sempre raccontato di vivere nel Maine.
Abbandonata la Lost Coast con l’impressione di volerci passare tutta la nostra vecchiaia, ci siamo diretti verso l’interno della California, e lì, con il tramonto, sono arrivati i vigneti.
Napa Valley è bellissima, meravigliosa, tecnicamente perfetta. Il panorama, le case, le strade, le visite alle cantine sono perfette. Il bed and breakfast dove abbiamo dormito sembrava uscito da un film degli anni ’60, e i proprietari erano gentilissimi, sempre sorridenti e pieni di informazioni per tutti.
La cura del territorio e l’attenzione nei confronti dei visitatori e in generale l’amore per una terra che viene sfruttata in modo intelligente e – credo proprio – non prepotente, si notano in ogni particolare.
Mi è rimasta la sensazione di voler tornare a Napa, per conoscerla meglio. Perché credo di non essere riuscita tanto a capirla. Probabilmente è l’essere cresciuta a due passi dalle Langhe e dal Monferrato, che sono sì terre bellissime e dal sapore unico, ma sono anche meno perfette e forse un po’ più autentiche. Forse è stato il non poter visitare tante cantine, dato che la stragrande maggioranza non permette l’accesso ai bambini per questioni di sicurezza. O forse sono state quelle 24 ore, che non sono adatte ad un luogo in cui è meglio passare del tempo, non vedere cose. Degustare, osservare, far scivolare i pensieri su quei vini che alcuni intenditori non apprezzano eppure a me piacciono così tanto proprio perché più semplici e anche, a volte, più simpatici dei nostri, che a volte proprio non riesco a capire.
Poi è arrivata la luna, e io sono andata a dormire felice, perché l’indomani avrei rivisto quella che per me è una delle città più belle del mondo, e che merita un post e mille foto a parte: San Francisco.

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8 Commenti

  • Rispondi Silvietta 8 ottobre 2013 at 11:25

    Si intravede nelle parole tutto quello che hai cercato di descrivere. Leggo e mi immedesimo, lì, a guardare quella splendida Luna. Un abbraccio 🙂

  • Rispondi mammapiky 8 ottobre 2013 at 15:06

    San Francisco mi vengono i brividi solo a vederlo scritto. L’aspetto eh?!

  • Rispondi Sabina 9 ottobre 2013 at 4:24

    Quando sono stata in Napa Valley l’anno scorso, mi sono sentita a casa: sarà che quei colli e quelle vigne mi ricordavano tanto i Colli Euganei padovani… fatto sta che mi è rimasta nel cuore!
    La prossima volta ti consiglio una sosta a Calistoga per i bagni termali! SUPER!

  • Rispondi Grazia 9 ottobre 2013 at 9:53

    Sto leggendo l’ultimo libro di Elizabeth Strout, i ragazzi Burgess, ambientato tra New York e un paesino del Maine: con le tue foto mi calo ancor meglio nella lettura.
    Te lo consiglio, comunque, se vuoi ritrovare quelle atmosfere.
    G.

  • Rispondi Giorgia 9 ottobre 2013 at 14:08

    anche io aspetto perchè il prossimo anno siamo li!

  • Rispondi Pellegrina 20 ottobre 2013 at 12:17

    Mi sento molto LC… anche perché sono le mie iniziali. O forse perché vecchia ci sto diventando. Un raffronto Napa Monferrato sarebbe bellissimo da leggere, Vale. Forse quest’autunno ci faccio un salto (in Piemonte, non in USA)

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