riflessioni storie

Oggi ricordati di guardare in alto.

27 settembre 2013
Adoravo andare a cena da sola. Con il lavoro che facevo ero spesso in giro da sola, e trovare il posto giusto, scegliere il tavolo nell’angolo per poter guardare tutta la sala, passare il tempo a studiare le facce delle persone era la mia passione.
Non mi portavo nemmeno un libro, perché quello per me era come il cinema. Anche se non sempre riuscivo a sentire o a capire i discorsi degli altri, mi immaginavo una storia per ognuno.
Amavo sentire i rumori dei ristoranti, guardare negli occhi i camerieri, e poi restare lì a girovagare con la mente in quel microcosmo di vite.
Oggi sono andata a pranzo da sola. Dopo una mattina strana e in un certo senso difficile, sono andata nel dehor del piccolo ristorante che amo, vicino a casa. E mi sono venuti i brividi.
Perché non ho mai guardato davanti a me, ma sempre quella cosa rettangolare che avevo in mano. Ho letto, commentato, aggiornato status. Ho visto le notizie del giorno, ho avuto la tentazione di entrare in polemiche inutili, e poi, solo alla fine del pranzo, ho guardato in alto.
E ho notato che il cielo era grigio.
E ho visto che dall’altra parte della strada c’era un tipo strano che urlava a non so chi.
E mi è passato accanto un passeggino con dentro un bambino dall’espressione buffissima.
E seduta accanto a me c’era una signora con un trolley e boh, chissà se stava tornando o partendo.
C’era un mondo, lì, attorno a quell’iphone che avevo in mano. C’erano storie da osservare e magari anche da raccontare. C’erano voci da ascoltare, e io le avevo perse quasi tutte.
A quel punto mi sono venuti i brividi. Perché non voglio perdermi il mondo che ho attorno, per scoprire cosa ha mangiato a pranzo il mio compagno delle elementari che non vedo da 30 anni.
Non voglio perdere le storie che scorrono in queste vie, per essere aggiornata sull’ultimissima polemica della rete.
Qualche giorno fa, accompagnando Guia a scuola, ho dimenticato il telefono a casa. Ho passato i primi minuti ad avere l’istinto di guardare la posta, twitter, instagram e facebook.
Poi mi sono abituata. E ho guardato le strade svegliarsi, ho osservato le montagne laggiù, e ho ascoltato la musica della radio.
Ma soprattutto, ho parlato con lei. L’ho osservata dallo specchietto, ho giocato a io-vedo, e ho anche cantato con lei. E so perfettamente che non ho fatto niente di straordinario, eppure per me quella mezz’ora è stata speciale. Come la fine del pranzo di oggi.
E non so se avrò mai il coraggio di tornare al telefonino di 8 anni fa che tengo chiuso nel primo cassetto, quello che al massimo mandava gli sms in bianco e nero. Conoscendomi no.
Forse mi basterebbe svegliarmi ogni mattina e ripetere una piccolissima frase.
«Oggi ricordati di guardare in alto»

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18 Commenti

  • Rispondi Loredana Gasparri 27 settembre 2013 at 15:25

    Penso che basti questo invito, fatto tutte le mattine quando ti svegli.
    Quando le tentazioni di stare troppo appiccicata a questi meravigliosi aggeggi infernali mi sopraffanno, e mi lascio catturare, mi fermo e mi domando: “ho guardato qualcos’altro, che non sia questo schermo?”
    Mi basta per rendermi conto di aver passato troppo tempo con la tecnologia, chiudo e passo ad altro. E se sono fuori, mi attardo ad osservare il profilo di una foglia, o l’angolo di un mattone.

  • Rispondi Mimma Zizzo 27 settembre 2013 at 16:18

    In realtà molti lo chiamano il male del secolo, un fenomeno tremendo ma diffuso, appunto da essere chiamato look at up..
    comunque hai perfettamente ragione. Ma lo sai che l’altro giorno mio marito ha partecipato a un meeting dove a parlare c’era il ministro del tesoro americano e ascoltare qs persone è un gran privilegio, ma questa volta ha detto una cosa apparatemente banale ma importante, che a noi ha fatto riflettere. quel rettangolo ci da più informazioni o accesso a informazioni di quanto non le avesse il presidente d’America Kennedy. Quindi demonizziamolo, ma resta uno strumento utile, dobbiamo solo usarlo meglio. Non trovi?

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 28 settembre 2013 at 11:29

      Sì, Mimma, sono d’accordissimo. In effetti io lo dico sempre: da quando c’è il web, e gli smartphone, io sono molto più informata, e anche più curiosa di prima. Solo che bisogna saperli usare con saggezza! 🙂
      Ciao!

  • Rispondi Patatofriendly 27 settembre 2013 at 16:26

    Eh…già… 🙂

  • Rispondi ElizabethB 27 settembre 2013 at 16:39

    Tu pensa che invece io giro ancora con un jurassicmobile e vorrei, prima o poi, comprarmi uno smatphone. Solo che poi ho sempre spese più importanti da fare….forse forse più resisto, meglio è!

  • Rispondi Sabina 27 settembre 2013 at 18:50

    Controindicazioni della tecnologia…
    Sai che faccio io? Ogni tanto lascio apposta l’iphone a casa! E così mi invito “a guardare in alto”…

  • Rispondi francesca rossi 30 settembre 2013 at 9:51

    Quanto è vero. A me fa paura soprattutto quando vedo che diventa la mia unica risorsa per ingannare le attese: dal dottore, al parco quando tommi gioca per conto suo, in fila alla posta… quando invece, come dici tu, ci sarebbe tutto un paesaggio di persone e luoghi da scoprire…

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 ottobre 2013 at 12:16

      E’ vero, Franci, ormai anche per me è la mia unica risorsa per ingannare le attese. Quel giorno mi sono venute in mente anche le sigarette: io ho smesso e ne sono felice, e ovviamente fanno malissimo, però pensavo…almeno con la sigaretta guardavo davanti a me! 🙂

  • Rispondi gra 30 settembre 2013 at 13:01

    io so solo che se sto più di 5 minuti al telefono cellulare mi viene mal di testa!
    il mio medico dice che sono sensibile alle radiazioni emesse dalle apparecchiature.
    quindi io ho proprio una vera “controindicazione” all’uso del malefico apparecchio! 🙂
    e cmq davanti al taglia e cuci mentale che posso farmi osservando e origliando senza vergogna le conversazioni altrui non c’è iphone che tenga! 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 ottobre 2013 at 12:17

      Sai che anche a me dopo un po’ viene il mal di testa? Forse ho lo stesso problema…

  • Rispondi Francesca 30 settembre 2013 at 22:56

    facevo le tue stesse riflessioni qualche giorno fa in metro: eravamo tutti a testa bassa a guardare nel telefono e a perdersi tutta la vita che c’era intorno…..

  • Rispondi raffaella 2 ottobre 2013 at 7:49

    Hai ragione, ma spesso la vita fuori non la si sceglie e quella in rete si…così sembra in qualche modo di controllare la realtà. Io rido tanto con Daniele, faccio le torte di fango e cerco di insegnare il giusto equilibrio tra i-pad e fantasia. Almeno ci provo…non so se riesco.
    Raffaella

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 ottobre 2013 at 12:18

      E’ vero anche questo, Raffaella. La vita in rete si sceglie. Ecco, allora dovrei semplicemente limitarmi come orari…Però non ci avevo mai pensato, hai proprio ragione!

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