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In viaggio di nozze in 3, parte 4: i sogni lunghi

18 settembre 2013
La California è arrivata piena di sole e di vento caldo. L’oceano accanto a noi, man mano che ci dirigevamo verso sud, sembrava diventare più sorridente.
Quel giorno abbiamo viaggiato per quasi sette ore, e accanto a noi abbiamo avuto di nuovo tantissimo azzurro e verde. E una straordinaria sensazione di libertà.
Ogni tanto, fermandomi a fotografare l’oceano, mi chiedevo Ma perché? Perché fotografare un’immensa distesa d’acqua? Che senso ha?
E invece il senso c’è. Perché è un’immensa distesa d’acqua diversa in ogni istante in cui la guardi. Perché sì, certo, è acqua, ma in realtà là sotto c’è un universo che dà le vertigini. Perché quando scendi dall’auto e prendi la fotocamera in mano, respiri quell’aria, quel profumo di mare che poi in realtà è profumo di lontano, di immenso, di irraggiungibile.
E senza accorgertene aggiungi qualcosa, un minuscolo qualcosa alla tua vita.

E non è la foto che ti rimane, uguale a centomila altre. Come quando ami qualcuno, e non è il bacio che stai per dargli, che forse ti dimenticherai in fretta: sono quei trenta secondi nei quali sai che stai per baciarlo.
A Lisbona, quando ero triste o quando semplicemente avevo bisogno di guardarmi dentro, andavo a guardare l’oceano. Osservare il blu ghiacciato che non finiva mai mi serviva ad arrivare all’angolo più remoto di me stessa. A provare quel misto di timore e rispetto che mi faceva sentire allo stesso tempo piccolissima e piena di possibilità.
Io stavo lì, seduta su quella spiaggia enorme, a osservare il bianco delle onde, o il glitter della sabbia bagnata dal sole, e tutte le mie idee, le mie tristezze o i miei sorrisi rotolavano verso l’orizzonte, e si perdevano.
E a me restava la leggerezza.
Sono cresciuta in una città chiusa in una corona di montagne. Ho fumato sigarette al tramonto osservando la cima del Monviso, e ho sempre avuto la sensazione che i pensieri, alla fine, non riuscissero a scappare. Che rimbalzassero laggiù e mi tornassero addosso.
E così i sogni.
Chissà – mi sono sempre chiesta – forse quando vivi davanti al mare riesci a fare sogni più lunghi.
A fine giornata abbiamo trovato Eureka ad aspettarci, con le sue casette incantevoli, porte sempre aperte e un tramonto che sapeva di mare. E siamo andati a dormire con gli occhi pieni di azzurro e di glitter.

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14 Commenti

  • Rispondi mammapiky 18 settembre 2013 at 7:20

    Ho sempre pensato che vivere al mare fosse più facile….figuriamoci vivere vista oceano!! :-)))))

  • Rispondi Sabina 18 settembre 2013 at 9:12

    L’oceano regala emozioni incredibili, sempre e comunque! La prima volta lo vidi in Portogallo e non posso scordare l’emozione di quella vista… e adesso che ho la fortuna di viverci in una città che si affaccia sull’oceano, mi godo questo spettacolo ed ogni volta, è come se fosse la prima volta!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 settembre 2013 at 22:34

      Sai Sabina che anche io ho visto l’oceano per la prima volta in Portogallo?
      ps: deve ancora arrivare il mio post su San Francisco…che meraviglia…ti invidio tanto!!!

  • Rispondi Maka Writes 18 settembre 2013 at 9:52

    Queste foto sono meravigliose! Quanto ti invidio Q.Q____________

  • Rispondi Anonymous 18 settembre 2013 at 11:27

    UAOOOOO Che foto!!!! Che mare!!!! Che tristezza non poter essere lì, vivere lì, lavorare lì….Bello, ma allora un viaggio così lungo con 4enne è consigliabile? 🙂 Grazie Annalisa

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 settembre 2013 at 22:36

      Ciao Annalisa, allora, guarda, secondo me dai 4 anni si può fare. Il viaggio in aereo, con pennarelli, giochini, dvd, è fattibile, e anche andare in giro per le città. Ovviamente i ritmi sono diversi (per dire, alle 21.30 spesso eravamo a dormire!), però secondo me ci si diverte molto! Ciao!

  • Rispondi RubyBlueLu 18 settembre 2013 at 11:46

    Ma la prima casa è uscita da un quadro di Hopper?!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 settembre 2013 at 22:36

      …Eh, in effetti!!! Eureka in effetti sembrava un po’ tutta uscita da un quadro di Hopper!

  • Rispondi francesca rossi 18 settembre 2013 at 16:29

    sembra un paese delle bambole!!! 😀

  • Rispondi bonificiesogni 19 settembre 2013 at 12:52

    IO mi sono trasferita da Vicenza a Cagliari e posso confermare: è vero , i sogni al mare sono più lunghi.e nemmeno di poco!…

  • Rispondi Pellegrina 20 settembre 2013 at 21:29

    Il mare ha il mondo già in ogni onda, specialmente quando le prendi e te ne lasci rotolare. Certo quelle dell’oceano sono un po’ grandicelle.
    P.S.: i baci dell’innamorato per me sono sempre indimenticabili. Tutti…

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