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In viaggio di nozze in 3, parte 3: Portland. E l’Oregon

13 settembre 2013
Siamo partiti di mattina, e io mi sentivo un po’ come quando eravamo piccoli noi, e non c’erano ancora i seggiolini e a volte stavamo inginocchiati sul sedile guardando le automobili dal lunotto posteriore. Nella testa io facevo ciao ciao con la manina a Seattle, alla sua musica e ai suoi volti, e pensavo «Io qua un giorno o l’altro tornerò»
Ci aspettavano Portland, e l’Oregon.
Portland, la città dei ponti, la città futuristica, la città dei porches. Portland, che ci ha accolti con un cielo azzurrissimo e con l’aria allegra di un luogo ritenuto da tempo uno dei più vivibili degli Stati Uniti. Portland, che è considerata una città del futuro per la grandissima attenzione alla politiche di sostenibilità ambientale. Per fare un esempio, il suo primo progetto di bike sharing è datato 1994.
Anche lei è una città timida. Perché sì, il centro è bello, fatto di palazzi non altissimi, ognuno ricamato dalla sua scala antincendio, ma gran parte del suo fascino lo scopri quando attraversi uno dei suoi ponti e vai a vedere le sue strade fatte di insegne che sembrano arrivare direttamente dagli anni ’50, di casette colorate e di portici dove ti immagini a bere una limonata al tramonto.

A Portland ho mangiato il sushi più buono della mia vita: se vi capita di andarci non perdetevi Bamboo Sushi. A proposito, in questa parte degli Stati Uniti quasi tutti i ristoranti giapponesi dichiarano di scegliere il pesce solo secondo criteri di sostenibilità (evitando di depredare il mare, insomma). Sarebbe bello se succedesse anche in Italia.
Altra tappa imperdibile a Portland: Mother’s, ovvero la miglior colazione della vacanza. L’autentica colazione americana. Quella con il succo d’arancia, il caffè lungo, le uova fatte in tutti i modi possibili, i pancake con la banana dentro, i bagel con il cream cheese…insomma, quella che vorrei tutte le mattine.

E poi, l’Oregon, sulla strada. Ed è stato come tuffarsi in un mare blu e verde, blu come l’Oceano che ti corre accanto e come il cielo che sembra avvolgerti, e verde come la cornice di alberi che ti accompagna sempre.
Qua il Pacifico è maestoso, e ha una voce che non ti scordi.
Da Portland ci siamo diretti verso Gleneden Beach, e quando ci siamo tolti le scarpe e abbiamo attraversato l’enorme spiaggia per arrivare fino a lui, fino all’Oceano, ho provato quel senso di timore e rispetto che ti investe quando ti ritrovi di fronte alla Natura, e tu ti senti minuscolo, e infinitamente limitato.

E poi, il giorno dopo, c’è stata tantissima altra strada. Alberi, ponti, e sempre lui, l’Oceano, accanto a noi, ad accompagnarci in questo viaggio verso il sud. Il cielo grigio, l’aria fresca, noi stretti nelle felpe, e il fascino di un luogo quasi misterioso. Quella sensazione che provo solo in montagna, quando mi sembra che tutto quel verde abbia assorbito negli anni mille storie da raccontare, e me le stia sussurrando.

Ci siamo fermati a mangiare a Gold Beach in un bistrot che mi è rimasto nel cuore, Rollin in Dough, un misto fra la Francia, l’Italia e gli Stati Uniti, con le torte altissime e la proprietaria che cucina, serve ai tavoli e sorride tantissimo.

E poi, improvvisamente, il cielo grigio si è aperto, come un sipario, ed è diventato azzurrissimo.
Stava arrivando la California.

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9 Commenti

  • Rispondi Carlotta G. 13 settembre 2013 at 10:55

    Ah, quelle strade! Le strade dell’America 🙂 !
    Ciao Vale!

  • Rispondi Paolina Notaro 13 settembre 2013 at 11:46

    ma che viaggio da sognoooooooooo!!!!!!!!!!!!

  • Rispondi francesca rossi 13 settembre 2013 at 17:58

    le tue foto mi emozionano sempre, mi fanno venire voglia di infilare quattro cose in valigia, in fretta e furia, e partire… la prima e quelle in riva al mare, poi, sono favolose!! 😀

  • Rispondi Anonymous 14 settembre 2013 at 23:56

    Che posti meravigliosi che ti rimarranno nel cuore. Il viaggio con le persone più importanti della tua vita.
    Un abbraccio Vale.
    Alessia

  • Rispondi grazia 17 settembre 2013 at 9:24

    Bellissimo percorso! Ho promesso a mio figlio che entro i prox 2 anni saremmo tornati negli usa….mi sa che prenderò spunto! E magari se ci vediamo (io quest’anno no corso intero ma solo qlk lezione!) mi dirai i tempi…siete stati via a lungo? Cmq bellissimo! E poi devo andare a prendere una tazza da mother’s per la mia collezione!!! 😀 (le vendono anche?)

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