10 righe al giorno

10 righe al giorno (ok, non proprio ogni giorno…) (4)

15 agosto 2013
“Una volta ci si guardava. Nelle hall degli hotel ci si guardava. Si osservava quello che succedeva, e ci si guardava negli occhi. E magari si faceva pure amicizia.
Una volta ti poteva capitare di essere avvicinata da un tizio “Ehi, ciao, posso offrirti da bere?”
Una volta andavo all’Hudson Hotel a New York, e fra quelle poltrone bianche studiavo gli esseri umani. I manager in trasferta, con gli occhi cerchiati dal fuso e la voglia di andare a bere lo stesso. Le comitive di americani con il cuscino fra le mani. Perché, perché arrivate con il vostro cuscino, perché? Non l’ho mai capito. Le ragazze con i tacchi e le micro-borse in cui non ci sta nulla. Io, timida ma curiosa, seduta in disparte, con un drink in mano e due occhi così, spalancati a osservare una realtà che non riesco mai a conoscere del tutto.
Una volta, per passare quel tempo morto della hall di un hotel, riflettevi su di te, sul mondo, su quel tizio che è troppo bello per la sua fidanzata, lì, nel tavolino accanto al tuo.
Oggi no. Oggi siamo tutti chini sul nostro telefono. O sull’ipad. E nella hall di un hotel non si vedono occhi, ma fronti. E non ci si guarda.
Ognuno rimane nel suo mondo. Così lontano, eppure così vicino, a confronto con quel tizio che siede lì, a trenta centimetri da te.”
Sta aspettando i suoi colleghi, il telefono in mano, la voce squillante e felice di Sara ancora nelle orecchie, e la sensazione che il tempo, nonostante tutto, passi troppo in fretta. Lasciandola lì, pensierosa, nella hall di un hotel tutto bianco.

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4 Commenti

  • Rispondi Mamma Avvocato 15 agosto 2013 at 22:30

    Aspetto le prossime!

  • Rispondi TOMETOO... 20 agosto 2013 at 15:35

    Imbarbarimenti moderni!

  • Rispondi Sabina Montevergine 19 febbraio 2014 at 11:23

    Ti ho rubato le “10 righe”. Da ieri mi ci sono messa anche io… 🙂

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