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Profumo di blues

25 luglio 2013
Era un’estate calda, forse come questi giorni, ma chissà, non ne sono sicura: ogni volta sembra sempre che quella di quest’anno sia la peggiore. Io avevo una pancia grandissima, e tu eri lì dentro, già abbastanza bambina per uscire, ma ancora troppo comoda per farlo.
«Signora, non si allontani troppo. Ecco, non le consiglierei di andare in vacanza su un’isola sperduta». E così siamo arrivati qua, in questo paesino che mi aveva vista correre in costume e prendisole con le frange per tutta la mia infanzia, e mi aveva persa negli anni del «No vabbè, che noia la Liguria».
Avevamo una minicasa in affitto, il bicarbonato per ogni tipo di verdura mi passasse nel piatto, e tantissimi libri.
Tu la notte ballavi, e io non riuscivo a dormire, e allora passavo il tempo a risolvere misteri con l’Alligatore di Massimo Carlotto. Il rumore delle automobili sull’Aurelia, il vento che entrava dalle imposte verdi, e il profumo di whisky misto al suono del blues che arrivava da quelle pagine.
La mattina andavamo in spiaggia prestissimo, ci sdraiavamo sui nostri lettini, leggevamo un po’, chiacchieravamo, poi andavamo a fare due passi nell’acqua bassa, e poi tornavamo all’ombrellone, facendo letteralmente lo slalom fra palette, secchielli e bambini di qualsiasi età.
C’era una bimba, avrà avuto 4 anni, Letizia. Aveva due bellissimi occhi azzurri e un caschetto di riccioli neri, e io ogni tanto dicevo “Che bello sarebbe se Guia avesse i capelli ricci”. Poi tornavo al mio libro, e mi perdevo, per poi riemergere dopo un po’, giusto in tempo per un altro bagno, la doccia e il pranzo a casa.
Capitava che qualche papà o qualche mamma della spiaggia ci rivolgesse la parola, e la seconda frase, dopo «quanto manca?» era immancabilmente «riposatevi più che potete, ora!». Io sorridevo, e poi però pensavo «Guia dormirà tantissimo», e non avevo ancora capito che non è questione di ore di sonno, o meglio, è anche questione di ore di sonno, ma è più il modo di vivere, di dormire e di riposare che cambia: quando diventi genitore, semplicemente cambi livello di attenzione. È come se imparassi a dormire con un orecchio o un occhio aperto. Quelle notti in cui sprofondavi in un mondo parallelo dal quale risultava difficilissimo uscire, diventano notti nelle quali sai che c’è una parte di te che potrebbe chiamarti, piangere, o venire a dormirti addosso. Non è né meglio né peggio. È semplicemente diverso.
La sera mangiavamo spaghetti alla bottarga e poi ce ne stavamo seduti sul muretto come due vecchietti, a guardare le persone che passavano e la mia pancia che si muoveva. Io tenevo d’occhio anche il cielo e a lui raccontavo di quella bizzarra leggenda metropolitana per la quale nelle notti di luna piena si partorisce di più. Così bizzarra che in effetti tu sei nata proprio sotto un cielo quasi illuminato a giorno da un enorme disco giallo.
Aspettavo te, in un tempo sospeso fatto di musica anni ’60, profumo di blues e bambini urlanti, e sapevo che un giorno ti avrei tenuta per mano, e ti avrei fatta camminare su quel muretto di mattoni rossi.

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16 Commenti

  • Rispondi Eva 25 luglio 2013 at 17:58

    …”una parte di te che potrebbe chiamarti, piangere, o venire a dormirti addosso”…non l’avevo mai pensata in questo modo. Niente di più vero!

  • Rispondi francesca rossi 25 luglio 2013 at 19:45

    🙂

  • Rispondi Mamma Avvocato 25 luglio 2013 at 21:20

    Incantevole…ricordi dolci e intimi.

  • Rispondi gemellinablog 26 luglio 2013 at 9:55

    Ma che bello questo post, molto romantico e dolce…

  • Rispondi paolina 26 luglio 2013 at 10:54

    come sempre,
    mi emozioni!

  • Rispondi mammamanager 26 luglio 2013 at 12:10

    la gravidanza è sempre un momento di magica attesa…:-)

  • Rispondi acasadiclara 26 luglio 2013 at 12:18

    dormono proprio addosso. e quando fa caldo sembrano stufette o zainetti-panda.

  • Rispondi Francesca Taioli 27 luglio 2013 at 13:52

    magnifico blues questo tuo post…

  • Rispondi Vale - Bellezza Rara 29 luglio 2013 at 10:16

    Grazie! 🙂

  • Rispondi bussola 29 luglio 2013 at 10:45

    Nicolò nascerà a Settembre e vivo quest’estate un pò come tu l’hai descritta nei tuoi ricordi

  • Rispondi mammaduepuntozero 30 luglio 2013 at 16:08

    Che bel mese deve essere stato… Che bella l’attesa in un posto così.
    Già mi manca, ma so che tornerò presto, perchè anche qui c’è una bimba che ha una passione speciale per le passeggiate sul muretto di mattoni rossi.

    🙂

    Silvia

  • Rispondi valewanda 1 agosto 2013 at 12:06

    sempre dei bellissimi post Vale, complimenti davvero… un abbraccio

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