futuro storie

Appiccicare

23 luglio 2013
La pensioncina ligure nella quale siamo venute a passare qualche giorno Guia ed io molto probabilmente è stata teletrasferita direttamente dagli anni ’60. Ci sono le chiavi che pesano 7 etti, fatte apposta per non portarsele per sbaglio sulla mondanissima passeggiata la sera, c’è il proprietario che sembra non dormire mai, perché lo trovi sempre seduto sulla poltrona all’entrata, ci sono solo 70 e 80enni, con qualche nipote sparso qua e là, e c’è una piccola parte all’aperto con i tavolini e i dondoli e gli ospiti che giocano a carte.
Si mangia pasta al pesto, scaloppine al limone e gelato al malaga, rigorosamente alle 19.30, non un minuto dopo.
Di mattina andiamo in spiaggia, dove prego sempre che qualcuno abbia avuto la brillante idea di installare la doccia di crema protezione 50, e dove facciamo interminabili bagni in un’acqua che magari fosse stata così pulita quando ero piccola io.
Appiccichiamo appiccichini, mangiamo ghiaccioli, vediamo processioni in acqua, e di notte dormiamo con un’inquietante ventola che nei miei incubi si stacca e ci cade addosso (e poi io ero quella ottimista).
Ho iniziato tanti post, ma ho la mente a riposo da dieci giorni, e dopo mille appuntamenti, mille parole e mille sorrisi ho bisogno di silenzio, di guardare Guia senza guardare anche il telefono, e di fare anche un po’ un bilancio di questo primo anno della mia nuova vita.
Ho voglia di leggere, e ho cominciato da un racconto di Hemingway corto e profondo, ed è stata una cosa strana, perché in un angolo del mio mac ho anche l’inizio di un mio racconto, scritto da me, ma se prima leggi LUI, beh, poi non ti senti tanto in grado di schiacciare dei tasti.
Nonostante ciò, ogni tanto apro la porticina e li guardo, loro, i miei personaggi, seduti chi sul divano, chi sulla poltrona, chi già a cena, e vedo che stanno aspettando che io scriva il resto, e qualcuno mi sta anche lanciando occhiate impazienti, ma non so se riuscirò mai ad andare avanti, o se lascerò arrivare l’autunno, e poi l’inverno, e allora forse si trasferiranno in una casa in montagna, e ricominceremo tutto dall’inizio.
A volte mi sembra di vivere poco e raccontare troppo. Altre volte invece mi sembra che raccontare mi serva a vivere meglio, e ad appiccicare sul quaderno dei ricordi i momenti più importanti, che altrimenti andrebbero persi. Che in passato sono andati troppo persi.
Nel frattempo respiro aria di mare e di pelle di bambina, ripenso a uno dei giorni più belli della mia vita, osservo ventole minacciose che pendono dal soffitto, e alla fine penso che i mondi ce li abbiamo già tutti dentro. Bisognerebbe solo ricordarsi di viverli, e poi raccontarli.

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27 Commenti

  • Rispondi Giuana 23 luglio 2013 at 16:48

    Love you.

  • Rispondi ero Lucy 23 luglio 2013 at 16:51

    Gia’. E’ cosi’ anche per me.

    (A me il malaga piace!)

  • Rispondi Anonymous 23 luglio 2013 at 17:32

    Sei fantastica

  • Rispondi Mamma Avvocato 23 luglio 2013 at 17:39

    Forse anche avere il tempo per viveri tutti.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 23 luglio 2013 at 21:01

      ecco, sì, quello è essenziale. il tempo e la serenità per viverli tutti. ti abbraccio di nuovo!

  • Rispondi gemellinablog 23 luglio 2013 at 17:49

    La pensioncina che hai descritto mi ricorda troppo le mie vacanze in Liguria con i miei nonni, che nostalgia!!! Ci posso venire anche io? Non sai quanto mi piacerebbe sfuggire al lavoro e a questa città soffocante e fare un salto nel passato con il mio cucciolo (che invece è in montagna coi nonni e mi manca da morire…). Bellissima l’immagine di appicciare sul quaderno dei ricordi i momenti più importanti, è lo stesso motivo per cui scrivo anche io!!!

  • Rispondi Francesca 23 luglio 2013 at 22:21

    Ti penso al mare con la tua principessa. E sono felice.
    Ti voglio bene.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 23 luglio 2013 at 23:47

      …In fondo stiamo condividendo un po’ lo stesso mare!
      Ti voglio bene anche io, tanto.

  • Rispondi Marta 23 luglio 2013 at 22:52

    Anche io sono in una fase in cui ho bisogno di silenzio. Di fare spazio tra i ricordi, a volte ingombranti. Forse sono solo un po’ esaurite le batterie. Goditi il mare, la tua bambina, la tua pensione fuori dal tempo.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 23 luglio 2013 at 23:48

      Grazie Marta! Credo sia anche il periodo: si arriva a questo punto stanchi, proprio come i bambini, dopo un anno di scuola. Goditi anche tu il silenzio! Un abbraccio!

  • Rispondi Veronica 24 luglio 2013 at 0:56

    Torno dal tuo stesso mare, stasera crêpes da pacan e parco giochi . Ti auguro dei buoni giorni lenti e semplici. Io pure questa estate ho bisogno di essere più offline e radicata nel presente, di vivere la quotidianità usando i 5 sensi senza troppe distrazioni tecnologiche.ps grosse risate con descrizione pensioncina: non capisco dove sei perché sono tutte così !

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 24 luglio 2013 at 21:02

      Grazie, Veronica! Sì, in effetti qua sono tutte così! E’ tutto fermo agli anni ’60-’70! 🙂

  • Rispondi Anonymous 24 luglio 2013 at 10:00

    “Respiro aria di mare e di pelle di bambina”, non sarai Hemingway ma scrivi benissimo e a me piacerebbe leggerti!
    Stefania

  • Rispondi gra 24 luglio 2013 at 11:33

    bhè, ma mi hai fatto venire voglia incredibile di sapere dov’è e come si chiama questa pensione!!!
    sono anni che cerco un posto del genere! se non chiedo troppo, me lo scrivi via mail per favore? 🙂

  • Rispondi verdeacqua 24 luglio 2013 at 13:27

    vai ragazza, scrivi, respira, non fare nulla… mi sembra un periodo fantastico per te, vivilo come più ti piace! Un abbraccione

  • Rispondi Francesca 24 luglio 2013 at 20:41

    Io sono certa che quel racconto uscirà e non vedo l’ora di leggero ;-))

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 24 luglio 2013 at 21:04

      Caspita, Francesca, speriamo! Spero di avere la costanza e l’ispirazione…Grazie! 🙂

  • Rispondi Alicia 24 luglio 2013 at 22:12

    Si..lo penso anch’io che scrivere, raccontare serva a vivere meglio. Coraggio con quel racconto!

  • Rispondi Grazia 25 luglio 2013 at 11:31

    E’ dai temi del carrello del lesso che sto aspettando di conoscere i tuoi personaggi!
    sappi che la pazienza, la loro come la nostra, ha un limite 🙂

    Grazia

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