New York passato storie

Meno a metà

7 giugno 2013
Ho commesso un errore. Un errore stupido, che potevo evitare, e invece.
E invece, tutta presa dalla passione, l’ho commesso.
Ho comprato un quadro, un quadro di Ikea, quello che rappresenta il Flat Iron di New York. Quello che trovi nel 70% delle case dei trentenni di oggi. Ecco, quello.
E l’abbiamo appeso al muro l’altro giorno, proprio di fronte alla porta di ingresso, in sala, dove passo la maggior parte del tempo.
E ho fatto una grandissima minchiata.
Perché lì c’è un po’ di me. Perché questa notte non riesco a dormire e sono qua, sul divano, a osservarlo, a scrutare ogni centimetro quadro e non riesco a non immaginarmi lì.
Fra quelle strade.
Mentre vado verso il Village.
O lì, dietro a una finestra accesa. Mentre discuto di un contratto o di una scadenza.
O in uno di quei taxi, mentre torno in hotel e sembra che ci sia la nebbia e invece è solo il caldo umido di Manhattan.
E so che questo è il solito post nostalgico, ma non è colpa mia se ci sono notti così. O forse sì, è colpa mia, e però che ci posso fare.
Notti nelle quali mi chiedo dove mi avrebbe portata la vita, se non mi avesse portata qua, su questo divano.
Notti nelle quali sento davvero, nel naso, il profumo dei panini cucinati in quelle strade che si incrociano perfette come qua a Torino. O sulle guance il freddo ghiacciato del vento che arriva dal Canada. O nella pancia, a metà fra lo stomaco e il cuore, l’emozione del mio primo weekend lì. Completamente sola.
E poi però mi rendo conto che un po’ le luci si muovono. E sì, forse è perché sono le 3.44 e io sono ancora sveglia e probabilmente ho le allucinazioni. Eppure lì, in quel quadro, c’è qualcosa di vivo. Non so nemmeno se sia alba, o sera, o un pomeriggio d’inverno. È buio, e i palazzi hanno tanti occhi illuminati.
E allora mi sembra di vedere davvero una Valentina più giovane, con il vestito azzurro di tanti anni fa, che cammina su quella strada obliqua che va verso Battery Park.
La vedo, e capisco che quella Valentina è rimasta lì. E capisco che la vita non è necessariamente una sola, e che forse lasciamo pezzi di noi nei posti che amiamo. E quei pezzi a volte ricominciano a vivere.
Forse lei è lì, forse lavora, forse ha avuto dei figli, o forse no, forse sta ancora cercando l’uomo della sua vita. Probabilmente ha i capelli corti, e continua a dire “Li farò crescere se e quando vorrò sposarmi”.
Forse è a casa, in un appartamento nel Lower East Side pieno di musica e disordine, e sta guardando una foto di Torino.
E si sta chiedendo che cosa sarebbe successo se non avesse mai accettato quell’incarico a New York. Se la vita l’avesse trattenuta nella sua città in Italia. Se avesse incontrato l’uomo della sua vita e avesse avuto una figlia.
E probabilmente anche lei mi ha vista, e mi sta guardando, fra queste strade squadrate.
E forse fa bene a entrambe osservarci di notte, con un oceano di mezzo. Forse ci fa compagnia. Forse ci fa sentire semplicemente meno a metà.

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52 Commenti

  • Rispondi Francesca 7 giugno 2013 at 7:30

    Cara vale, i tuoi post mi mancavano….e ora che sono chiusa in una camera d’albergo con il mio piccolo malato , le tue meravigliose parole mi entrano dentro l anima e mi commuovono. Grazie!

  • Rispondi Mamma Avvocato 7 giugno 2013 at 9:05

    MI fai venire la pella d’oca…post come questo mi fanno ringraziare internet ed i blog (il tuo in particolare) di esistere…
    Anche io penso spesso ai quadri ed alle foto di paesi e città come “cose vive” e immagino persone, fatti, eventi e vite diverse…in fondo, bastano micro scelte prese per caso per cambiare per sempre la nostra strada.
    Poi, però, si torna a vivere nel presente, magari programmando una vacanza a New York?!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 20:50

      Grazie cara, grazie mille! Sì, in effetti forse portare lei e lui a New York sarebbe un bel modo per chiudere un cerchio! Ci penso…:)

  • Rispondi paolina 7 giugno 2013 at 10:05

    Vale io ho la tua stessa”malattia”, io la definisco così…la città è un’altra è parigi…e la fatidica domanda me la faccio spesso anche io…
    poi ci torno per i week end
    poi ci torno con la mente
    con i ricordi, le immagini, i profumi, gli odori e sento lo stomaco bruciare e l’anima a volte impazzire…
    non riesco a guardare foto e immagini, che scatta subito il click su easyjet
    per tuffarmi in una vita fa…che è un’altra vita e non semplicemente un periodo precedente
    è un po’ un periodo parallelo, perchè io mi ci rituffo ogni tanto
    come in un’isola felice che sta lì. e mi aspetta.
    e intanto verifico gli alert per nuove vacancies… 🙂

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 20:51

      E’ un po’ quella via di fuga immaginaria, quel mondo parallelo in cui rifugiarsi!
      ps: anche io adoro Parigi!

  • Rispondi verdeacqua 7 giugno 2013 at 11:05

    la tua scrittura mi incanta. Mi piace questa visione delle cose… Non si può vivere senza nostalgia, serve a mantenere vivo tutto quello che è stato e quello che avrebbe potuto essere.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 20:53

      Grazie! 🙂 I Brasiliani e i Portoghesi hanno una parola per definire la nostalgia: saudade, che è triste ma anche allegra. La tua frase la rappresenta benissimo!

  • Rispondi Gabriella Carofiglio 7 giugno 2013 at 11:49

    la tua vena malinconica mi piace…è leggera e ti porta a riflettere. E mi fa pensare, tanto, serenamente.

  • Rispondi Ophelinha 7 giugno 2013 at 11:54

    spero le altre Ophelinhe siano allora in giro a vivere tutte quelle vite che non ho avuto il coraggio/la possibilita’ di vivere..quelle appena accennate, appena sognate..
    un bacio a te e Guia

  • Rispondi mammapiky 7 giugno 2013 at 12:31

    Ho fatto lo stesso errore tre anni fa….ma il quadro è ancora li ed io non lo tolgo!!! :-)))))

  • Rispondi Pentapata 7 giugno 2013 at 12:42

    è bellissimo.

  • Rispondi Silvietta 7 giugno 2013 at 12:45

    Le cose che si fanno di note sono di solito quelle di cui si ha più Paura, bisogna solo capire se questa sensazione è mista al Coraggio di Capire tutto quello che c’è più di “quella metà”. Qualsiasi sia, la Tua Vita sognata o quella reale, sogni d’oro, per il Tuo Cammino 🙂

  • Rispondi Biancume 7 giugno 2013 at 13:06

    Bello come sempre.

  • Rispondi Francesca 7 giugno 2013 at 13:33

    È un post bellissimo e consolatorio non trovi?
    Ho sempre voluto prendere quel quadro IKEA. Cosa te lo dico a fare, noi due siamo molto simili e lo sai.
    Ma non l’ho mai fatto: troppa paura di quella nostalgia per NY che ti prende la pancia e non se ne va. Sarebbe stata una tortura averlo sempre sotto agli occhi.
    Invece questo tuo post mi fa riflettere, e fa riemergere in me quello che in fondo ho sempre pensato, e che ho anche scritto in un post su NY, pochissimo tempo fa. ( era “in una sera di settembre”, se non ricordo male): che pezzi di noi sono nei luoghi che più abbiamo amato. E li crescono, sono felici e a volte tristi, aprono un blog, vanno a fare la spesa, s’innamorano. Vivono.

    Grazie, come sempre, per questa malinconia che metti nelle parole. Che a me fa sempre tanto bene.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 20:59

      Grazie a te, Franci. Questa notte ho proprio capito che scrivere mi fa bene. Dopo aver scritto questo post stavo molto meglio. Come se raccontare servisse a esorcizzare, a superare. Mi ricordo del tuo post…io te l’ho detto: dovremmo scriverci i post a vicenda! 🙂
      ps: ce l’ho qua, ora alla mia destra…e sì, è un po’ una tortura. una dolcissima tortura, però, perché un po’ mi sembra di sentire il profumo di quei panini per strada davvero!

  • Rispondi Francesca Taio 7 giugno 2013 at 13:34

    la prossima volta che la vedi quella ragazza dall’altra parte del quadro abbracciala forte forte anche da parte mia!:)

  • Rispondi acasadiclara 7 giugno 2013 at 13:40

    a me succede la stessa cosa per un posto molto più vicino: Tarquinia nel lazio dove ho fatto la tesi e dove acora nel magazzino del museo ci sono i “miei” vasi etruschi con il mio nome di fianco. Ho in soggiorno in cornice una mappa coloratan della città con i suoi palazzi, che mi regalarono dopo una conferenza. la guardo la riguardo. tutte le volte che ci torno, torno a vedere un palazzo antico dove sarebbe stato bello abitare se…se…..se….se…..se…..mille se che non avrnno risposta, grandi passioni che guidano la vita, ma la vita che poi guida la vita. niente da fare, è così.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 21:00

      “La vita che poi guida la vita”…verissimo, è così, la vita scorre e a volte decide lei per noi.
      Io non sono mai stata a Tarquinia!!! Devo andarci!
      Un abbraccio!

  • Rispondi towritedown 7 giugno 2013 at 14:43

    E no, in un periodo nostalgico come questo non dovevo leggerti.
    Ma ti ho letto.
    Non potevo non farlo.
    E le emozioni, per l’ennesima volta oggi, tra l’altro, mi hanno travolto.

    Quella ragazza c’è: e ce ne sono tante altre, come lei, piccoli cloni geneticamente modificati che esistono un po’ dappertutto, dappertutto dove sei stata.

    Che bello poterle riconoscere quando le incontrerai, prima o poi.

    Grazia

    PS: fai quella domanda a chi sai. Subito. Non hai alternative. Come non ne ho io, purtroppo.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 21:01

      Cara Grazia, io ti mando un abbraccio forte, di quelli stretti stretti. E spero che tu lo possa sentire bene. Ho voglia di chiacchierare un po’ con te.
      ps: domande, chiacchiere, e poi ancora domande…

  • Rispondi La mia vita semplice 7 giugno 2013 at 15:29

    anche a me capita a volte di pensare a un’altra me che vive un’altra vita nel mondo delle infinite opportunità dei 20 anni(e magari a Manhattan). Poi realizzo che manco un fine settimana riuscirei a farci, ora che sono mamma.

    (ok, ok, la prossima volta sarà un commento più allegro).

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 21:02

      ahahah, ma no, è un commento allegro anche questo! alla fine io poi guardo i riccioli di Guia e sono felice, felicissima di dove sono e di come sono.
      Un abbraccio!

  • Rispondi Carlotta G. 7 giugno 2013 at 15:40

    Sarà che i tuoi post nostalgici mi piacciono da morire.

  • Rispondi Mamma Che Paura! 7 giugno 2013 at 16:14

    mi piace perché nella tua nostalgia ci trovo una grande tenerezza e forza nel difendere le scelte che hai fatto. Forse mi piace perché mi ci rispecchio molto, moltissimo.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 21:05

      Io un po’ ti invidio, sai? Perché voi vi siete rimessi in gioco ora, essendo famiglia. E vi seguo sempre! Fra l’altro un giorno poi ti scriverò per parlarti di una mia grandissima amica che prima o poi verrà a vivere dalle tue parti!

  • Rispondi Alice 7 giugno 2013 at 17:28

    Non vale, Vale. Così mi fai piangere. Ma sai come sono queste sliding doors…a volte dopo vari giri, portano più o meno dalla stessa parte, da quella parte dove ti dirigi con tutta te stessa.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 21:05

      GIURO, Alice, nessuno mi aveva mai scritto “Non vale, Vale”! Suona benissimo! 😀
      Hai ragione, a volte portano proprio dalla stessa parte…
      Ciao Alice, un abbraccio!

  • Rispondi raffaella 8 giugno 2013 at 0:07

    Chissà, chissà se veramente lasciamo pezzi di noi nei posti che amiamo che vivono di vita propria. Chissà se siamo davvero persone diverse nei posti che abbiamo abitato. Guardandoci da oceani opposti potremmo valutare meglio le scelte fatte, o forse, lasciarsi andare ad addì nostalgici perché non siamo più quello che eravamo la.
    Non so che Vale fosse quella di Ny, ma questa Vale qui, e’ bella un bel po’.
    Raffaella

  • Rispondi Loredana Gasparri 8 giugno 2013 at 19:09

    Potrebbe essere che la Valentina che ha accettato l’incarico a New York, è seduta nel suo soggiorno da Grande Mela e stia fissando una veduta aerea di Torino in cui riesce persino a vedere la strada dove abitava da ragazza.
    Miracoli da Google Earth trasformati in fotografia artistica.
    Per una certa concezione bizzarra del tempo e dello spazio, che teorizza una serie di dimensioni parallele a quella che ci ospita, potrebbe essere che tu sia rimasta sveglia a guardare quel quadro perché l’altra Valentina ha sentito nostalgia per la sua Torino.
    Non penso che tu abbia fatto una minchiata: è un modo di contattare un’altra te stessa, che avrebbe potuto scegliere un’altra strada.
    Sono cervellotica? Può essere…:-)
    Un bacione!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 10 giugno 2013 at 9:14

      Ciao Loredana! No che non sei cervellotica, per niente! E io alle dimensioni parallele credo eccome! Un bacione a te!

  • Rispondi intervistedalmondo 9 giugno 2013 at 6:15

    il tuo blog e’ bellissimo, complimenti
    io sono una ragazza in giro per il mondo, sto spendendo il mio gap year in Australia
    a presto 😀
    antonia

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 10 giugno 2013 at 9:15

      Ciao Antonia, grazie mille! E grazie perché mi hai fatto scoprire il tuo blog! Inutile dirti che ti seguirò con grandissimo interesse…e anche un pizzico di invidia! 😉 Ciao!

  • Rispondi Silvietta 10 giugno 2013 at 0:40

    leggendoti ho scoperto di non essere solo a metà ma proprio a frammenti, lasciati qui e là. adesso mi metto e li e li ricucio tutti, pian piano. intanto grazie e .. buona notte francesca aka silvietta

  • Rispondi lipstikanddummy 10 giugno 2013 at 14:34

    Cara Vale…eccoti ti ho trovata. Mesi per capire che cosa avevo dentro e poi me lo ritrovo qui…nei tuoi post. Mamma da 11 mesi,la carriera prima di tutto pensavo non sarebbe cambiato nulla…che sarà mai un figlio. Tornata ho richiesto il part time all’80%, per ora, ma tanto basta per capire che non ho più tempo per viaggi, cene, presentazioni. Guardo le mie colleghe single con la valigia e sospiro…So che ora il mio posto è accanto al mio bimbo e lui ha bisogno di me quanto io di lui. C’è un tempo per ogni cosa…e ora è il tempo per essere mamma. Ma quella nostalgia, quella valigia sotto il letto, quella fotografia…perchè non riusciamo ed essere dove siamo?

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 10 giugno 2013 at 21:26

      Ciao!!! Quella nostalgia, quella valigia…non so, sai? Secondo me non ci lasceranno mai. C’è stato chi mi ha detto che così si vive male, così si vive sempre con il piede in un altro posto. Eppure per me è vitale. Non riuscirei a fare altrimenti. E sono felice, felicissima dove sono. Eppure pensare a quell’altra me, quella Vale sempre in giro…mi aiuta. Mi nutre un po’.
      Felice di averti qua! Ora voglio scoprire il tuo blog! 🙂

  • Rispondi lipstikanddummy 11 giugno 2013 at 15:28

    ….Accidenti…il mio blog…ho appena iniziato a buttare giù qualche pensiero…più per l’urgenza delle cose che mi frullano in testa che per qualche velleità…cmq mi fa piacere se mi segui. Alla fine leggere blog è come iniziare una, dieci, mille conversazioni interessanti con il vantaggio di lasciar sempre finire l’altro di raccontare. A presto!

  • Rispondi TOMETOO... 11 giugno 2013 at 15:44

    a 30 anni avrei senz’altro compreso la domanda di partenza.
    ora che però ne ho 45, se posso permettermi una considerazione in punta di piedi, la domanda che mi farei è “sono contenta di stare su questo divano?”
    che poi è chiedersi “sono contenta delle scelte che ho fatto finora?”
    se la risposta è si, sorriderei e non mi domanderei più nulla.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 12 giugno 2013 at 9:18

      La risposta è sì, sì, con tutto il mio cuore…certo è che però a volte, di notte, i ricordi si fanno grandi e importanti. Ma per fortuna arriva il mattino! 🙂

  • Rispondi TOMETOO... 12 giugno 2013 at 11:28

    😀

  • Rispondi mammaduepuntozero 12 giugno 2013 at 16:22

    Questo post parla anche di me.

    E’ un’emozione leggere nero su bianco qualcosa che ci riguarda così da vicino e che è così profondo, nel senso che sta là in fondo, dentro di noi, fra i pensieri che non si ha il coraggio di pensare….

    (grazie)
    Silvia

  • Rispondi robedibimbi 13 giugno 2013 at 21:38

    Leggendo ho ritrovato la mia me londinese, quella di cui sento nostalgia ogni giorno e a cui cerco di assomigliare un po’ di più perché secondo me ha un bellissimo modus vivendi!
    Grazie Vale! Yu

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