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L’amicizia non è una cosa semplice

4 giugno 2013
L'amicizia non è una cosa semplice
Eravamo piccole, e guardavamo il mare. Avevamo 16 anni, costumi orribili tanto alla moda, e due nomi da scrivere mille volte sul diario la sera. Ridevamo per qualsiasi cosa, e piangevamo sempre rigorosamente insieme. Ci abbracciavamo per sentirci ancora più vicine, e sapevamo perfettamente che non ci saremmo mai veramente allontanate. Eravamo capaci di parlare per tre ore dello stesso problema, forse per il gusto di farlo diventare sempre più grande, e per sentirci noi, così, grandi.
Non dovevamo cercarci: c’eravamo. A scuola, e poi a casa, subito dopo pranzo, la nostra telefonata, sempre alla stessa ora, 14.15, per ricominciare un discorso mai interrotto. E poi ancora, a studiare mangiando arance. Un’arancia, una pagina e diecimila chiacchiere.
C’eravamo perché a 16 anni non devi mantenere, cercare, rincorrere un’amicizia: l’amicizia c’è, e basta. C’è nei pomeriggi vuoti, nella nebbia davanti al portone della scuola, nelle prime sere in discoteca.
C’è in ogni scelta, in ogni follia, in ogni pianto. E c’è in ogni litigio, in ogni parola che ti arriva addosso con l’intenzione di essere l’ultima. Così come c’è in ogni abbraccio accompagnato da uno “Scusa”.
A 16 anni non devi rovistare fra un impegno e l’altro per trovare il tempo per gli amici. A 16 anni gli amici scandiscono il tempo, gli amici sono il tempo.
Ci scrivevamo per raccontarci sempre le stesse cose. Io me la ricordo benissimo quell’esigenza di prendere carta e penna e scriverti. C’erano facce, storie, sorrisi che non potevano essere solo vissuti. Andavano raccontati. A te, principalmente. Che poi voleva dire a noi, perché era un po’ la stessa cosa.
Ci dicevamo che non ci sarebbe mai piaciuto lo stesso ragazzo. Amavamo dire che avevamo gusti diversi. E invece forse era solo amicizia.
Che non è una cosa semplice, sai. L’ho capito ora, a quasi 37 anni. Forse un giorno lo è stata, ma oggi no. E quella telefonata delle 14.15 è diventata difficile, impossibile, come 10 minuti per scrivere una lettera a mano.
Abbiamo passato anni a immaginarci grandi, e ora che lo siamo non abbiamo il tempo per raccontarci come siamo diventate davvero.
Ma abbiamo il bene che ci vogliamo. E abbiamo piccoli momenti in cui racchiudiamo tutte le nostre vite, gonfie di notizie.
Abbiamo le scelte importanti, che non smetteremo mai di condividere.
E tu non sei una sola, lo sai. Sei tutte le mie amiche, e i miei amici, quelli dei 16 anni e quelli che ho conosciuto ieri.
Perché l’amicizia non è una cosa semplice, e raccontarla è ancora più difficile.

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28 Commenti

  • Rispondi Alicia 4 giugno 2013 at 6:23

    Anch’io continuo a scoprire cose nuove sull’amicizia anche adesso a 30 anni..no, non e’ una cosa facile ma e’ quello il bello.

  • Rispondi Squabus 4 giugno 2013 at 8:10

    :*
    quella fatica nel “mantenere, cercare, rincorrere” mi pesa come un macigno. Soprattutto trovandosi a ricominciare daccapo.

  • Rispondi Pellegrina 4 giugno 2013 at 9:23

    Che bello questo post intensissimo. Bello come quel due alberi, direi. “Non dovevamo cercarci: c’eravamo.”: vero, l’amicizia fino all’adolescenza è proprio così. Un po’ come imparare a camminare, è una parte della crescita.
    Mi sono chiesta spesso il perché di quel senso di lontananza che si prova poi: in parte di sicuro perché le esperienze diventano diverse, in parte forse per una sorta di inquietudine verso noi stessi, verso ciò che siamo diventati – o non abbiamo saputo diventare – che mal si accorda con la nostra personalità o idee di allora, e verso cui è difficile essere sinceri in primo luogo con noi stessi. Quando l’amica, molto probabilmente, ci abbraccerebbe e basta.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 4 giugno 2013 at 14:36

      Ciao Pellegrina, hai individuato un punto importantissimo: il non essere diventati quello che speravamo/sognavamo di diventare…Grazie!

  • Rispondi Mamma Che Paura! 4 giugno 2013 at 10:05

    momenti gonfi di notizie è proprio come vivo le mie amicizie. Ed è bello averne una manciata che perdersi e basta.

  • Rispondi Loredana Gasparri 4 giugno 2013 at 10:45

    Il fiume dell’amicizia scorre forte e copioso in superficie, a 16 anni: c’è quella, prima di tutto. La scuola, gli impegni, la famiglia, vengono tutti dopo, sono “argomenti”, “accidenti” nelle nostre vite di sedicenni, che viviamo nell’amicizia. Poi il fiume diventa carsico: arrivano gli studi universitari, gli impieghi, gli amori, matrimoni, famiglie nuove in costruzione, e il fiume, senza seccarsi, si tuffa al di sotto di tutto questo, per riaffiorare e dare un po’ di respiro dall’affollarsi di tutti questi strati. Non lo vedi, ma sai che c’è: ascolti il suo mormorio sommesso e continui con la vita, rassicurata da questa presenza “carsica”. 🙂

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 4 giugno 2013 at 14:38

      “Non lo vedi mai ma sai che c’è”…è vero, è così, Loredana. L’amicizia vera rimane sempre!

  • Rispondi ...ma la notte no! 4 giugno 2013 at 10:53

    come è tutto vero… posso vedere ogni cosa che descrivi, con me e la mia amica per protagoniste… e anche se adesso ho amicizie belle e piene niente sarà mai come qull’amicizia!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 4 giugno 2013 at 14:38

      Quell’amicizia, quella delle telefonate delle chiacchierate del passare il tempo sempre insieme…hai ragione, è difficilissima da ritrovare a questa età! Ciao Lucia!

  • Rispondi TOMETOO... 4 giugno 2013 at 11:43

    Leggendo il post quanta nostalgia!
    e poi però una considerazione…che proprio mi manca qualla figlia femmina che non è arrivata!
    perchè in fondo penso che mi sarebbe piaciuto rivivere certe cose anche se da un altro punto di vista…con i maschi credo sia diverso! ce li vedi alle 14.15 telefonare per ore parlando di tizia o di caia, cosa han detto, cosa han fatto, e bibibiecicici e l’organizzazione delle varie feste??? 😀
    ho fatto vedere a Ludo “il tempo delle mele” per dargli un’idea di come eravamo noi da adolescenti…il commento è stato “ma quante feste facevate??? pensavate solo a quello???”. Già…eppure…che emozioni!

    PS: che poi all’epoca quando tenevi tanto occupato il telefono si sentiva la voce materna (o della sorella) “Uffaaaa ma quando liberi il telefonooooo!!?!?” 🙂

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 4 giugno 2013 at 14:40

      Ahahahah mi hai fatto venire in mente il nervoso quando invece a tenere occupato il telefono erano o la mia mamma o mia sorella e io dovevo ricevere proprio QUELLA telefonata importantissima del fidanzatino dell’epoca!!!

  • Rispondi Gabriella Carofiglio 4 giugno 2013 at 11:59

    l’altro giorno ho ritrovato i quaderni che io e la mia amica dei 16 anni ci scrivevamo, scambiandoceli periodicamente…e nelle tue parole rivedo me e lei. 🙂

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 4 giugno 2013 at 14:41

      🙂 Pensa che la mia amica dei 16 anni (quella che mi ha ispirato questo post) mi ha regalato proprio l’altro giorno tutte le lettere che le ho scritto, ordinate e fotocopiate!

  • Rispondi Anonymous 4 giugno 2013 at 14:03

    Ciao Vale,

    post bellissimo come sempre!
    Attraverso i tuoi racconti riesci sempre ad emozionare, a far saltar fuori i ricordi quelli che sono li’ in fondo al cuore quelli che solo a pensarci ti fanno ridere e commuovere perché oggi presi da 1000 cose fai quasi fatica a ricordarteli, perché quelli sono gli anni della spensieratezza dove tutto a volte sembrava difficile, ma dove bastava la tua amica ad alleggerirti con telefonate piene di parole e risate.
    Grazie oggi sono tornata indietro di vent’anni…che meraviglia…l’amicizia.
    Ciao
    Alessia

  • Rispondi Marta 4 giugno 2013 at 14:06

    Che bello questo post, Vale! Mi ci ritrovo in tutto … un caro amico alle superiori mi disse: “finita la scuola io e te ci perderemo”. Non credevo sarebbe stato possibile e invece è andato così. So che nel frattempo ho trovato nuove amicizie, ma quella ti manca e lo senti. No, l’amicizia non è una cosa semplice e a coltivare io non sono bravissima! Spesso mi butto a capofitto nelle cose e mi dimentico pezzi e persone in giro. Non è cattiveria, è il flusso della vita che mi assorbe. Cercherò anche io un po’ di vecchi quaderni, per ricordarmi cos’era la vita a 16 anni.

  • Rispondi robedamamma 4 giugno 2013 at 22:37

    Questo week end, Vale, ci ha viste in posti molto lontani e per motivi molto diversi. Eppure mi accorgo ora che alla base c’è stato lo stesso ingrediente: l’amicizia, quella vera. Quella che non la puoi spiegare (anche se tu ce l’hai fatta sentire forte e chiara con questo meraviglioso post) la puoi solo vivere. Così com’è! Ti abbraccio forte

  • Rispondi Lu 6 giugno 2013 at 15:40

    Bello, Vale, come al solito tornerò a leggere più volte. Ricordo con tenerezza quella simbiosi con un’amica, l’ho vissuta anche all’università (con una tua omonima!) ma la vita ora è diversa.
    Comunque non tornerei indietro a 16 anni neanche se mi pagassero oro! Sono sopravvissuta all’adolescenza è me ne vanto!
    🙂
    Lu

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 6 giugno 2013 at 23:56

      Cara Lu, nemmeno io tornerei a quell’età, sai? Però magari a 24-26 anni…quasi quasi…:)

    • Rispondi Lu 7 giugno 2013 at 17:47

      Facciamo 21, così posso ripartire per l’Erasmus e dopo, con calma,
      innamorarmi di nuovo dell’amore mio! 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 giugno 2013 at 21:07

      Sì, hai ragione, facciamo 21! Ecco, io sceglierei settembre del 1998: partenza per l’erasmus a Lisbona! 🙂

  • Rispondi Maurizio Scaletta 4 aprile 2014 at 17:05

    Capita a pennello, questo post… Proprio ieri mi chiama il mio migliore amico, viviamo distanti da anni, facciamo fatica a vederci, a telefonarci. Beh, mi dice, giovedì prossimo alle 13.30 sono a Torino, vedi di trovare il modo di liberarti per il pomeriggio, è troppo tempo che non chiacchieriamo un pò “da soli”. Rimango zitto un attimo, poi dico solo “va bene” senza neanche guardare l’agenda… e da quel momento fremo per l’attesa!

  • Rispondi Starsdancer 5 aprile 2014 at 13:57

    Che bello, ed è proprio vero. Non bisognava cercare c’eravamo l’una per l’altra e ora com’è difficile. Ma quelle vere, rimangono anche se la lontananza la senti

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