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La musica

18 giugno 2013
La musica che ascolto poco, perché mi dico “Ci vuole tempo”, e invece il tempo per quel tipo di musica ci dovrebbe essere sempre.
La musica che sentivo passarmi attorno, volteggiare fra i capelli quando, giovanissima, lavoravo ai concerti dell’Orchestra Sinfonica della Rai a Torino.
La musica che a volte mi annoiava, e allora mi portavo un libro, e passavo due ore a leggere, immersa nell’ovatta di Beethoven, o nella potenza di Mahler. O nell’allegria di Mozart.
La musica che a volte urlava più forte di tutto il resto, e allora mi costringeva ad alzare la testa, a mollare tutto, libro, sonno, pensieri, e a osservare rapita la voce squillante dei violini, la sensualità dei violoncelli, e l’allegria impetuosa delle percussioni.
La musica, che nutre le anime, e fa passare più in fretta il tempo, quando l’aereo è in ritardo.

La musica, che suona come un addio, e fa piangere. E ti fa venire voglia di entrare nello schermo, fermare il video, e dire «Tutto, ma la musica no. La musica lasciatecela, per favore».
La musica, che comunque, forse un giorno tornerà a suonare. 

La musica che arriva all’improvviso e si fa spazio fra le proteste e i lacrimogeni. La musica che accarezza, asciuga le lacrime, e abbraccia un popolo stanco.
La musica che non ha paura di suonare. Come tutti quei ragazzi, quelle donne e quegli uomini, che non hanno paura di urlare, e di pretendere il futuro che vogliono costruire. 
La musica che suona in una piazza buia, e sembra illuminarla a giorno. 
La musica che racconta cambiamenti. La musica che fa piangere, ma di commozione, di gioia, perché qualcosa è cambiato. La musica che è fatta di un solo violoncello e di un immenso musicista e direttore d’orchestra. La musica che arriva, si siede e suona. E migliaia di persone emozionate per un sogno che non osavano nemmeno più sognare. E io, io che avevo 13 anni e non mi rendevo conto di cosa volesse dire esattamente un muro che cade, ma sentivo benissimo il peso di quelle pietre, e il ticchettìo dei picchetti, e il rumore della libertà che esplode.

La musica, che dopo dieci anni, torna per festeggiare. La musica che viene organizzata e diretta da Mstislav Rostropovich, che ho avuto l’immensa fortuna di conoscere 13 anni fa, proprio con la Sinfonica, e che ho avuto la fortuna di accompagnare in giro per Torino per qualche giorno. La musica che con lui diventava profonda, e sembrava quasi parlare. Come faceva lui, con tutti. Con la semplicità e la simpatia degli uomini grandi.
La musica che non ha paura di mischiarsi con altri tipi di musica, perché sa che quello che importa è far suonare l’anima.
Quello che importa è far suonare la speranza.

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24 Commenti

  • Rispondi Marta 18 giugno 2013 at 10:48

    Grazie Vale per aver condiviso questo post e questi video. Ne avevo visti un paio in rete e mi avevano molto colpito. Che grande magia la musica!

  • Rispondi Pellegrina 18 giugno 2013 at 11:39

    Anche io avevo un gran voglia di dire lasciatela, lasciateli suonare.

  • Rispondi TOMETOO... 18 giugno 2013 at 11:46

    A Berlino c’è quasi sempre il concerto della domenica all’aperto e gratuito. Perchè spesso fanno openair le prove della Berliner Filarmoniker.
    Anche col freddo, la gente si mette lì, chi col plaid, chi con delle sedie pieghevoli portate da casa, e la piazza si trasforma in un salotto cittadino!
    La musica ci aiuta in tanti momenti. Forse è la cosa che sorprende di più.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 giugno 2013 at 21:17

      Che bello, non lo sapevo! Ecco, quando lavoravo con la Sinfonica le prove erano il mio momento preferito. Perché i maestri sembravano tutti più veri, più umani, e di conseguenza anche la musica.

    • Rispondi Silvia 20 giugno 2013 at 18:32

      Verissimo! A dicembre ho assistito ad alcune prove alla Fenice di Venezia. E’ stato un momento magico… La musica per se stessa, in un’atmosfera avvolgente e calda. E’ nella classifica dei miei momenti più belli dell’anno passato…con tanto di colonna sonora!!

  • Rispondi Mamma Avvocato 18 giugno 2013 at 12:23

    La musica…quanto mi manca, suonare, ma forse fra un paio di anni avrò di nuovo un pianoforte e la musica non la sentirò soltanto, potrò di nuovo produrla.
    Amo la musica.
    Grazie per questo profondo e bellissimo post e per i video!

  • Rispondi Alice 18 giugno 2013 at 13:19

    Che bello, Valentina. La musica fa da colonna sonora alla nostra vita, come se fosse un film. Non potremmo vivere senza musica, perché riesce a toccare delle corde invisibili che altrimenti non vibrerebbero in quel modo. Grazie.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 giugno 2013 at 21:18

      Non potremmo vivere senza musica, e nel mio piccolo sto cercando di farla sentire sempre a Guia. Speriamo le piaccia anche questo tipo di musica! Ciao Alice!

  • Rispondi paolina 18 giugno 2013 at 14:57

    ahhh la musica, dopo gli odori è in assoluto la cornice dei miei ricordi, della memoria, della vita trascorsa…
    e più degli odori, la musica è anche lo sfondo dei progetti, delle idee, dei sogni e delle speranze…!
    Grazie vale

  • Rispondi Gibivi 18 giugno 2013 at 15:55

    La musica quella allegra,
    che dovresti ascoltare per contrastare l’umore calante e i pensieri e la malinconia e che invece scegli,
    con un moto di consapevole masochismo,
    tra album vecchi, tra playlist dolorose, tra devastanti link a youtube.
    E dopo stai meglio perché stai peggio, perché hai scavato e sei arrivata esattamente lì dove soltanto quelle note potevano condurre i pensieri.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 giugno 2013 at 21:19

      Ecco. Questo è quello che faccio anche io, spesso. E poi mi chiedo anche perché: mi dico ma perché andare così a fondo, perché voler provare dolore ascoltando una canzone? E poi la verità è quella che scrivi tu: per scavare e arrivare lì. Grazie!

    • Rispondi Gibivi 19 giugno 2013 at 18:07

      Macché, grazie a te.
      Perché ritrovare così “tanta roba” simile a se stessi qui è un piccolo grande dono.
      E, comunque, no, spesso non è davvero il caso di andare a fondo. Ma la leggerezza è un’altra lontana meta cui tendere..

  • Rispondi franci mammacanta 19 giugno 2013 at 7:56

    La musica che ti sostiene, che ti consola, che ti fa ridere, ballare, sognare, ricordare, incontrare. La musica che nelle scuole dovrebbe occupare un posto importante, la musica che e`diventata povera e fatica a sopravvivere, la musica che ha sempre meno spazio, mannaggia!

  • Rispondi (RubyBlue)Lu 20 giugno 2013 at 23:46

    Senza musica non vivrei (nonno e papà pianisti), senza musica non vivrebbe la mia canterina figlia (ho conosciuto mio marito suonandoci insieme).
    È il suono della gioia, il sollievo nel dolore, la carica per la ribellione.
    Per me la musica è vita, letteralmente!
    (Rostropovich? Che fortuna!)

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 24 giugno 2013 at 9:47

      Ma quindi siete una famiglia di musicisti! Bello!
      Sì, Rostropovich…uno dei ricordi più belli della mia vita. All’epoca facevo l’assistente ai direttori che venivano a fare concerti a Torino con la Sinfonica e per tre giorni dovevo stare sempre con loro, portarli a vedere la città, ecc. Lui è stato il più gentile, il più simpatico, il più tutto. 🙂

  • Rispondi Veronica 21 giugno 2013 at 12:53

    ciao Valentina. io della musica amo anche il fatto che è per tutti, è democratica. Non ci vogliono grandi mezzi per fruirne.
    E mi stupisco ogni volta di quante corde sappia smuovere: ballare, cantare, godere di una melodia, certo, ma anche ricordare, risvegliarci e rimetterci in ascolto su parti un pò dimenticate di noi stessi. A volte metto una canzone perchè ho voglia di essere triste e non riesco a tirare fuori questo sentimento senza una canzone.
    Io, come mama, vorrei solo che nella scuola pubblica venisse data una vera importanza alla musica, smettendola di proporre un’ora a settimana trascorsa con un flauto plasticoso e le note di Fra Martino. Sarebbe un investimento pazzesco per i bambini, la loro formazione e creatività.
    Buon we

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 24 giugno 2013 at 9:48

      Ciao Veronica, hai ragione, nella scuola c’è sempre meno spazio, ed è tutto (o quasi) affidato alle famiglie. E’ un vero peccato!

  • Rispondi thesunmother 21 giugno 2013 at 23:10

    Ogni singolo momento della mia vita accompagnato da una canzone come colonna sonora.
    La musica che mi accoglie e abbraccia sempre come una vecchia amica.
    Bellissimi e struggenti i video, fanno voglia di essere lì. E come vorrei esserci!
    Un abbraccio di note musicali

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