Il cielo su Lisbona Lisbona passato storie

A Lisbona

16 giugno 2013
Qualche tempo fa sono stata a Lisbona. Non ne ho scritto subito. Non ce l’ho fatta. Mi sono serviti dei giorni per lasciar sedimentare tutte le emozioni che ho provato. Come quando rivedi una persona che hai amato tanto e poi devi aspettare un po’ per capire esattamente cosa è successo nella tua testa. E nel tuo cuore. 
Ma qua, a casa mia, non ero ancora riuscita a trovare il modo.
Poi ho ritrovato le righe che ho scritto la prima sera, appena arrivata in camera. E mi sono resa conto che sono il modo migliore per raccontare i miei giorni lì. 

Arrivare e provare una sensazione mai provata: sentirmi nella tua pancia, nutrirmi del tuo cielo, cullarmi nei tuoi rumori in un modo totalmente diverso da 15 anni fa, quando 22enne insicura e allo stesso tempo sicura di tutto arrivai qua, da te, senza sapere esattamente chi tu fossi. E chi fossi io.
Lisbona, terra lontana, terra a metà fra la Spagna e l’Inghilterra, terra di gente profonda e curiosa, che prende il tè alle 5 del pomeriggio e ha come piatto nazionale un pesce che non viene pescato in queste acque. Lisbona, la mia personalissima terra di frontiera, il luogo che mi ha vista morire e poi rinascere, morire adolescente, rinascere ragazza. Lisbona, che non ho mai più osato disturbare se non per brevissimi periodi, per andare in Brasile, per andare in Algarve, come se fermarmi, prenotare un hotel o un appartamento volesse dire macchiare un ricordo immacolato. Macchiare quelle scene perfette in cui la protagonista si inebria dell’amore per se stessa e per la scoperta, e si rende conto che esiste un mondo, oltre al suo, perfetto per viverci, perfetto per rinascere. Ma chissà qual era, a quel punto, il suo mondo, se quello in cui era nata o quello in cui stava rinascendo.

Lisbona, che a quasi due mesi dalla scelta più importante, ho voluto venire a visitare. Come quando chiami la tua amica per dirle che lui ti ha chiesto di sposarlo. È vero, sono passati mille anni, sei cambiata tu e sono cambiata io. Pensa, io ho trovato l’uomo della mia vita che non trovavo mai, ricordi? E sono anche diventata mamma, e ho sempre accanto un esserino di quasi quattro anni pieno di riccioli che non sa nemmeno della tua esistenza. E tu, tu sei diventata un’altra. Oggi per la seconda volta ti ho sentita definire “cosmopolita”. Come puoi essere cosmopolita tu, che fino a ieri eri un immenso e meraviglioso concentrato di portoghesità spalmato sulle rive del Tago?
Forse è meglio parlarsi, vedersi, come fosse una resa dei conti. Come per dirsi «Va bene, ora siamo grandi entrambe, partiamo, andiamo, voliamo».
Io sarò nella tua pancia per altri tre giorni, e già so che vorrei non finissero mai. Vorrei stanotte svegliarmi e trovarmi nella mia stanza in fondo al corridoio a destra, davanti a quella di Carlos. Vorrei avere ancora quei 22 anni magici e frizzanti ma vorrei esserci io lì dentro, la Io di ora, quella che è mamma e fra due mesi si sposa. Vorrei vedere con gli occhi di ora quelle pareti con la mia piccola vita appiccicata sopra, vorrei abbracciare tutti gli altri di rua Castilho con la consapevolezza e la nostalgia di chi coccola quel ricordo da anni. Vorrei fare un giro nella mia vita di quei tempi, e guardarmi allo specchio e dirmi «Bene, Vale, ora vai».

Ti potrebbe interessare anche

13 Commenti

  • Rispondi elle 16 giugno 2013 at 17:17

    Che post intimo, grazie per averlo condiviso.
    Ci sono città con le quali il rapporto non può essere che così.
    Una di queste è proprio lei, la “nostra”.
    Ho letto anche di là, mi fa piacere tu abbia trovato note positive.
    Del resto è difficile non vederle; si notano passi da gigante ogni giorno.
    Io c’ero stata 8 anni fa ed era diversa; sono qui da tre e ogni giorno ne scopro una nuova.
    E’ vero, non smette mai di credere nella bellezza.
    Investe nella sua.
    Riscopre e reinventa i suoi spazi, c’è sempre qualcosa da imparare da questa città.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 16 giugno 2013 at 19:55

      E’ verissimo: riscopre e reinventa i suoi spazi. L’ho trovata davvero impegnata a ripensarsi. Bellissima. Ciao e grazie di essere passata di qua: il tuo parere, dato che la vivi tutti i giorni, è importantissimo! 🙂

  • Rispondi Patatofriendly 16 giugno 2013 at 21:44

    Un post stupendo. Una dichiarazione d’amore.

  • Rispondi Francesca 16 giugno 2013 at 23:54

    Una piccola fuga nel passato prima del grande si;-)))

  • Rispondi Anonymous 17 giugno 2013 at 11:16

    Oh Vale ti capisco benissimo…. anche io sono tornata nella città universitaria che mi ha ospitato prima degli eventi più importanti della mia vita…. è come ricercare l’abbraccio di una mamma perduta…. ho provato quello che provi tu! Ho percorso in silenzio tutte le strade che ero solita percorrere, in lungo e in largo e il rumore della strada non lo sentivo proprio… con tutti i ricordi e le immagini chiuse nella testa.
    Bellissimo il tuo post, mi ci sono ritrovata!
    Stefania

  • Rispondi mammaduepuntozero 17 giugno 2013 at 16:18

    Ci siamo già scambiate le nostre emozioni riguardo a Lisboa. Chissà perchè le nostre sensazioni si somigliano così tanto. Chissà se siamo noi ad essere simili o se è lei a fare l’effetto che fa a chiunque.
    Fatto sta che il coraggio di tornarci ancora non ce l’ho, ma quando ne sento parlare, specie così come ne parli tu, mi assale la saudade, e la voglia di tornare.
    E anche la gelosia. La gelosia per chi la conosce, per chi la gode…mentre io fatico a ricordare il nome della via in cui abitavo…

    (ma poi mi è venuto in mente, lo sai: Calcada da Gloria, proprio perto do Elevador da Gloria)

    Silvia

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 17 giugno 2013 at 23:27

      “proprio perto do…”: sai che mi sono ritrovata a dirlo anche io quando ero lì, pochi giorni fa, istintivamente, come se fosse…italiano? “perto do”. Come mi mancava.
      Noi due un giorno o l’altro dobbiamo vederci e raccontarci tutto! (o magari prendiamo un volo e andiamo a Lisbona insieme!)
      Un abbraccio!

    • Rispondi mammaduepuntozero 19 giugno 2013 at 10:07

      Vale! La seconda!!!!…..
      Sai che a volte ho l’impressione che il portoghese sia svanito dalla mia testa e mi trovo in imbarazzo a cercare di comporre una frase che non esce, volendo magari scrivere un commento a qualche amico lisboeta di FB.. E poi invece a volte se ne escono delle espressioni o delle parole senza che ci stia a pensare.
      Lo so che se ci torno, mi riaffiora tutto alla mente come se non fosse che passato un giorno….

      (comunque sappi che grazie ai tuoi post, che sto leggendo avidamente, su Lisbona e il Portogallo, si sta facendo impellente la mia voglia di un ritorno. Pensa, poco fa ho persino controllato i prezzi dei voli….)

      Un bacio…

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 19 giugno 2013 at 23:54

      Andiamoci!!! 🙂

  • Rispondi robedibimbi 25 giugno 2013 at 21:11

    Intimo e profondo, e dolce.
    Mi chiedo come mai a volte creiamo una relazione così viscerale con una città o un luogo che – spesso – non è la nostra città, intesa come origini, ma dove ci sentiamo perfettamente a casa. O dove ci sentiamo cresciute o cambiate.
    Yu

  • Lascia una Risposta