Bookblog Salone del Libro

Laggiù, in fondo al Bookstock Village

19 maggio 2013
Oggi ho deciso di perdermi al Bookstock Village. Ho girovagato senza una meta, e mi sono resa conto che questo è davvero il posto più bello del Salone del Libro.

Sono andata al Laboratorio Selvaggio e ho visto un’opera di Magritte proiettata su uno schermo, e tanti bimbi che la osservavano, e ho ascoltato Margherita Loy raccontare il rumore di un treno che esce dal camino, il movimento di tanti uomini in cielo e la parola ispirazione, cos’è l’ispirazione? «L’ispirazione è un brivido che bisogna ascoltare sempre, da piccoli e da grandi», ha detto. 

Sono andata poi a vedere la parte più lontana del Bookstock, quella che magari non si vede subito perché si viene rapiti dalle voci che arrivano dall’Arena, e ho trovato il Digilab: un grande banco con tanti ipad sopra, e la richiesta di usarli insieme, non da soli. Giocare con un tablet ma senza dimenticarsi gli amici accanto. E incontri per raccontare il digitale ai bambini (e agli adulti).
E poi mi sono ritrovata nel laboratorio di A spasso con le dita, sempre al Bookstock: cartoncini, stoffa, forbici e barattoli di colla. E faccine impegnate a ritagliare la figura di un pesce, con le labbra strette e caparbie, e attorno a loro i genitori distesi sui cuscinoni a leggere e appese alle pareti 12 opere ispirate alle parole della solidarietà. Il tutto in collaborazione con Casa Oz, che è una onlus, una casa che accoglie a Torino le famiglie dei bambini malati. 
“Coro” di Michela Grasselli e Giuseppe Vitale
Ma non è finita qui, perché a due passi c’è un mondo di libri piccoli e belli, e sembrano tante casette, e all’inizio – lo ammetto – non ho capito. E poi, invece, mi sono resa conto che proprio lì, fra quelle due realtà, batte il cuore più bello del Salone. Vietato non sfogliare è una mostra di libri accessibili per bambini con necessità speciali: libri tattili, libri in lis o in caa, libri ad alta leggibilità, audiolibri, tutti raccontati e spiegati da Area Onlus, che dal 1982 si occupa di sostegno alle famiglie con bambini disabili. 
E lì a destra “Indagine alla PMI”, di Anna Lo Piano!
E poi, prima di andare a sentir leggere Fenoglio da dieci bellissime voci, sono passata dalla redazione più giovane della città, Bookblog, il giornale dei giovani: 80 studenti fra i 12 e i 18 anni che raccontano il Salone prima durante e dopo, coordinati ogni giorno da un giornalista de La Stampa in una vera e propria riunione di redazione. Bookblog è nato nel 2010 come giornale del Salone, ma è diventato nel 2012 una realtà continuativa che racconta anche altri eventi letterari, come il Festival di Internazionale a Ferrara.
 I muri della redazione di Bookblog – 1
I muri della redazione di Bookblog – 2
Le scrivanie della redazione di Bookblog

C’è chi dice che con la cultura non si mangia. Io non sono d’accordo. Di sicuro di cultura ci si dovrebbe nutrire tutti. Fin da piccoli.

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10 Commenti

  • Rispondi Marta 19 maggio 2013 at 21:04

    Avevo visto la mostra Vietato non sfogliare pù di un anno fa alle spalle del Teatro Regio e anche io ero rimasta colpita da quelle casette piene di libri speciali. Nel padiglione 2, nello stand collettivo per ragazzi, c’è una casa editriche che si chiama Becco Giallo dedicata proprio ai lettori “speciali”. Il mio posto preferito resta la stanzetta di Nati per Leggere! Grazie come sempre del bel resoconto!

  • Rispondi raffaella 19 maggio 2013 at 22:19

    Che meraviglia, avrei voluto essere li’ ma non sono riuscita. sostengo da sempre l’importanza della lettura sia da piccoli. Mio figlio l’ho portato ad un corso di lettura a sei mesi ed è stata un’esperienza bellissima. Genitori che leggono avranno bambini che leggono, il più delle volte.
    Raffaella

  • Rispondi ...ma la notte no! 20 maggio 2013 at 15:47

    da una parte in questi giorni ti adoro perchè mi fai vedere tante cose belle e me le racconti. da un’altra ti odio… muoio di invidia per ogni torinese che ha la fortuna di avere il salone del libro in casa! Spero di poterlo visitare prima o poi… il pupo adora la biblioteca comunale dei piccoli dove c’è uno spazio apposta peri bambini dagli 0 ai 6 anni… da un posto come il bookstock village lo dovrei portar via a forza!

  • Rispondi Mary playgroundaroundthecorner.com 20 maggio 2013 at 22:33

    quello che mi spaventa dei tablet in mano ai piccoli è proprio il loro “estraniarsi” dal mondo con un piccolo schermo, il fatto di utilizzarli da soli senza alcuno stimolo di relazione con altri.. bella l’iniziativa del Digilab, che centra proprio questa problematica. belle tutte queste iniziative perché io credo che di cultura sì che si mangia.. e l’Italia potrebbe mangiare molto più di quanto ha ora se solo sapesse valorizzare al meglio il suo patrimonio culturale in tutte le sue forme ( e qua arriviamo a questo discorso http://playgroundaroundthecorner.com/2013/05/19/images-of-places-that-never-change/ , se ti va di darci una letta e dormi cosa ne pensi molto volentieri!)

  • Rispondi annamaria gimigliano 24 maggio 2013 at 14:45

    Con la cultura non si mangia… ma ti rendi conto il nostro Paese come ha dovuto sopportare? Ma forse non lo ha supportato, è rimasto schiacchiato… ed è per questo che è tanto difficile risalire la china

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 27 maggio 2013 at 9:06

      Sì, Annamaria, purtroppo è vero: è difficilissimo risalire la china. Ma dobbiamo farlo, soprattutto per i nostri figli! Ciao!

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