amiche amicizia

(Ri)trovarsi

7 aprile 2013
Chissà poi qual è l’elemento principale che fa scatenare tutta la reazione. Chissà se in fondo è una questione di profumi, di sguardi, di colori, di racconti. Chissà se è solo chimica o anche sentimento, o se – più probabile – è un cocktail perfetto di entrambi.
Chissà, forse quella sera di molti anni fa in cui ho cenato sola in un ristorante nell’East Village, è passata accanto al mio tavolo una ragazza alta con un caschetto nero, e senza rendersene conto ha lasciato cadere sulla manica della mia giacca un piccolo granello di sé, che io poi ho portato in Italia, e che ha fatto sì che tanto tempo dopo, leggendola, mi sentissi a casa.
Chissà, forse una notte di 13 anni fa, da quel bancone affacciato sul Po, ho servito un moijto ad una ragazza dagli occhi verdi e profondi come il mare, e forse i nostri sguardi si sono intrecciati per un attimo, per poi sciogliersi e dirsi arrivederci. Arrivederci ad una mail inaspettata letta di fronte al mare, e ad un’amicizia che non ha avuto bisogno di presentazioni per sbocciare.
Chissà, forse c’è stato un giorno nel quale, persa fra le pagine di un libro, mi sono ritrovata catapultata nella storia che stavo leggendo, e ho incrociato una ragazza innamorata delle parole. Magari c’è stato un attimo in cui abbiamo lottato, sperato, amato con il protagonista, e poi, letta l’ultima riga, ci siamo allontanate. Per ritrovarci mille vite dopo.
E chissà poi se è solo un caso, o se è destino ritrovarsi attorno ad un tavolo con tre persone che non hai mai visto e sentirsi come sprofondata nel divano di casa tua, davanti al camino, a parlare con tre delle tue migliori amiche.
Chissà, forse l’amicizia è solo questione di (ri)trovarsi. Nel Monferrato, per 24 splendide ore. 

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11 Commenti

  • Rispondi Francesca 7 aprile 2013 at 21:24

    Una sera di molti anni fa ho cenato in un ristorante dell’East Village, con degli amici. Ero euforica, come solo una che si trovava nella sua citta del cuore poteva essere.
    C’era una ragazza, mora, che mangiava sola a un tavolo.
    Un po’ guardava cosa aveva nel piatto, un po’ ammirava la città ancora viva nonostante fosse tardissimo ormai.
    “Anche lei la ama”, pensai.
    Avrei voluto avvicinarmi, parlarle. Aveva lo sguardo timido e sfuggente, tipico di chi ha tante cose da dire ma non sa come iniziare.
    Ho preferito lasciarla sola, per non disturbare lei e quel pezzetto di NY che in quel momento era solo suo.
    Le sono passata accanto, uscendo. Le ho lasciato un granello della mia vita sulla manica della sua giacca, stando ben attenta a non farmi vedere.
    E sperando lei potesse trovarlo, un giorno.
    Si.
    L’ha trovato.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 8 aprile 2013 at 0:02

      Sì. L’ho trovato. Magari in quel ristorante dell’East Village un giorno torniamo insieme, ti va? 🙂

  • Rispondi thesunmother 7 aprile 2013 at 21:51

    Vorrei dirti tante cose.
    Che sei una persona vera e bella come poche. Che ogni volta che ti ho letta ho capito qualcosa di me stessa.
    E anche tante, tante volte grazie per avermi accolto quando avevo bisogno.
    E molte altre ancora.

    13 anni fa i nostri sguardi si sono incrociati davvero e le nostre vite si sono sfiorate mille volte (se solo fossimo state meno ubriache sono sicura che ce lo ricorderemmo 🙂 )

    Un abbraccio forte
    Cate

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 8 aprile 2013 at 0:05

      Ahahahah, ecco, forse abbiamo pure chiacchierato un sacco ma non ce lo ricordiamo!
      Grazie a te, cara Cate. Di cuore. (ora convinciamo Grace e poi tutte a NY!)

    • Rispondi thesunmother 10 aprile 2013 at 11:56

      SIIIIIIIIIII

  • Rispondi Parola di Laura 8 aprile 2013 at 11:40

    Che meraviglia come scrivi!

  • Rispondi Mamma Avvocato 8 aprile 2013 at 16:08

    non so se mi piacciono più le tue parole o le tue foto, in questo post…sono troppo belle entrambe!

  • Rispondi Rachele 9 aprile 2013 at 10:50

    Bellissimo pensiero!
    un abbraccio

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