futuro

Con le ginocchia sbucciate

18 aprile 2013
Avrai capelli più ricci dei miei, e occhi più profondi. Guiderai un’automobile con targa italiana o forse viaggerai in metropolitana e vedrai sguardi tutti i colori.
Ti piacerà studiare o forse capirai il primo giorno di scuola di essere nata per altro.
Amerai i gatti, la parola “magari” e probabilmente il basket.
Saprai difenderti da sola, con l’indice puntato verso l’alto e la voce ruvida di rabbia, oppure avrai un’amica, o un amico, che correranno in tuo aiuto quando ne avrai bisogno.
Piangerai senza preoccuparti del mascara che cola, oppure ti chiuderai in bagno, davanti allo specchio, per poi sciacquarti il viso poco dopo.
Non sopporterai la voce del tuo compagno di classe, per poi scoprire un universo dentro di lui.
Ti ricorderai di un’infanzia in una città difficile e incantevole, dipinta dentro una cornice di montagne.
Avrai sogni che arrivano fino al mare e piccoli desideri da raccogliere immediatamente.
Ti addormenterai con i libri in mano e il cuscino ripiegato dietro la testa, e una persona che amerai osserverà incantata lo stesso sorriso che ho fotografato ieri con i miei occhi.
Avrai la forza di chi sa lottare con le parole e ti guarda dal basso verso l’alto, aspettando la ragione, proprio come oggi.
Non posso dirti che sarai felice, perché ogni giorno sarà uno di quei salti che adori fare al parco. Prendendo la rincorsa, trattenendo il respiro e guardandomi alla fine, soddisfatta o con le ginocchia sbucciate.
Ma posso dirti che continuerò a combattere perché tu non ti debba mai vergognare del Paese in cui sei nata. E so che farò di tutto per farti conoscere il mondo, ma allo stesso tempo per insegnarti che per una terra si può e si deve lottare, ora dopo ora. Passo dopo passo. E non avrò paura di scendere in strada, fosse anche tutti i giorni, per chiedere ad una classe politica allo sfascio di trattenersi dal compiere il reato peggiore: togliere la speranza ai nostri bambini.
A costo di tornare a casa tutti i giorni con le ginocchia sbucciate.

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26 Commenti

  • Rispondi Anonymous 18 aprile 2013 at 16:14

    Ho cusiosato per caso ed ho iniziato a leggere… leggere ed ad aver voglia di leggere. Racconti storie in cui è facile riconoscersi, ma il modo in cui riesci a farlo è sorprendente.
    Dopo aver letto ho pensato ad una frase letta a parigi anni fa ed è adatta a quello che stai facendo tu “Les mots ont une vie”… forse perchè racconti storie di vita o forse perchè riesci veramente a dare alle parole una loro vita.
    Continua SEMPRE a fare attenzione ai particolari, sono i particolari a fare la differenza. Ho letto in un libro che un fatto lo si può dimenticare un particolare no… ed è il particolare a riportare alla luce tutto l’episodio… ma questo già lo fai! la tua ricezione funziona perfettamente.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 aprile 2013 at 18:41

      GRAZIE di questo commento, di cuore! Mi fai davvero felice. Scrivo quello che mi capita e quello che osservo e in effetti adoro fissarmi sui particolari. E mi rendo conto che, come dici tu, i particolari possono raccontare tutta una storia.
      Ciao! 🙂

  • Rispondi cily75 18 aprile 2013 at 16:42

    Brividi….non solo per la poesia del tuo stile ma per il concetto profondo che vi è nascosto dentro. E lo dici delicatamente, ma io so che dentro è un urlo. Lo stesso che è dentro di me, e di tante altre persone. perchè no, il futuro, la speranza, e la voce non possiamo farceli togliere, e soprattutto, non ai nostri figli. E io sono con te, con la voce alta e le ginocchia sbucciate. Un abbraccio grande Vale 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 aprile 2013 at 18:43

      Dentro è un urlo, davvero. Grazie di essere con me: continuiamo a parlarne e a protestare. Magari un giorno riusciremo a farla davvero la rivoluzione!
      Un abbraccio!

  • Rispondi raffaella 18 aprile 2013 at 17:09

    Bello, un post bellissimo. Come è bellissimo il commento di anonimo. Bravissima, mi hai emozionato.
    Raffaella

  • Rispondi Fab 18 aprile 2013 at 17:11

    Copiona: http://www.youtube.com/watch?v=7M6yMRGdCgQ

  • Rispondi MammaInSE 18 aprile 2013 at 22:22

    Difficile commentare, io da quel paese sono scappata e lo guardo da lontano con malinconia e rabbia. Tanta, tantissima rabbia.

  • Rispondi Themoon 18 aprile 2013 at 23:52

    Come sempre mi incanto…

  • Rispondi Mamma Che Paura! 19 aprile 2013 at 12:06

    è bello immaginare i nostri figli grandi. Tante volte penso a quello che vorrei dirgli quando sarà più grande. A trasmettergli la voglia di combattere per se stesso e quella determinazione di volerci riuscire ad ogni costo, sapendo che quelle ginocchia se le dovrà sbucciare per raggiungere i suoi obbiettivi.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 19 aprile 2013 at 14:06

      Le ginocchia sbucciate e quella voglia che hanno di rialzarsi sempre sono il primo passo! Ciao! 🙂

  • Rispondi Marta 19 aprile 2013 at 12:30

    Avrai una figlia orgogliosa di una madre che la sta crescendo e amando, che non sta rinunciando ai suoi sogni, che spera che i suoi si realizzino … qui o altrove!

  • Rispondi Giorgia 19 aprile 2013 at 15:16

    Oggi ho scritto un post sulla scrittura…tu sei tra quelle che mi fanno scivolare sulle parole portandomi sempre a riflessioni interessanti.
    Magari bastasse un ginocchio sbucciato a cancellare l’amarezza!

  • Rispondi annamaria gimigliano 19 aprile 2013 at 21:38

    Con le ginocchia sbucciate e con un biglietto di sola andata per scappare da questo Paese…

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 aprile 2013 at 15:42

      A volte davvero viene la tentazione di scappare…ogni giorno di più, a dire il vero.

  • Rispondi acasadiclara 22 aprile 2013 at 17:22

    l’anno scorso ho twittato una frase tipo questa “sbucciarvi le ginocchia, vi renderà liberi”. lo credo ancora. perchè è inutile proteggerli ad oltranza i nostri figli, prima o poi cresceranno comunque. ed è meglio che crescano saggi e autonomi. Il mio tweet era riferito a bambini a cui le mamme fanno indossare i pantaloni lunghi all’oratorio es-t-i-v-o altrimenti si sbucciano le ginocchia. E invece mio figlio è tutto l’i-n-v-e-r-n-o che va agli scouts in calzoni corti. Fa la differenza, sbucciarsi le ginocchia. Tanta tanta differenza!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 aprile 2013 at 18:09

      Sai Clara che un po’ di tempo fa a Torino faceva freddissimo e tornando a casa ho visto un gruppo di scout e ho proprio pensato “grandissimi, con i loro calzoncini corti!”. io continuo a dire a Guia che quelle sbucciature sono tutte medaglie! 🙂

  • Rispondi francesca rossi 24 aprile 2013 at 21:14

    non ho nient’altro da aggiungere. perfetto.

  • Rispondi acasadiclara 6 maggio 2013 at 23:02

    ciao Vale non era solo un tweet il mio era proprio un post (me n’ero dimenticata!!) eccolo qui http://acasadiclara.blogspot.it/2012/06/sbucciarvi-le-ginocchia-vi-fara-liberi.html

    ciao!!!!

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