storie

“We hope we helped you today, pal”

2 marzo 2013
Me ne voglio appropriare. L’ho condiviso ovunque, ma voglio che rimanga qua, in questo spazio che è solo mio. Perché era tantissimo tempo che un video non mi toccava così. Nel profondo. Ed è proprio questa la sensazione: come se qualcuno ti aprisse una strada nel cuore fino a quel punto in cui nascono tutte le emozioni, e ti facesse arrivare un fiume di storie, di facce, di voci.
Sono troppo inesperta di Anonymous per parlare di loro. 
Quello che mi interessa sono questi cinque minuti che sembrano un film. E invece le persone sono vere, ed è storia, non è finzione.
C’è tutto: c’è la protesta, c’è il disagio, c’è l’attenzione improvvisa per chi è ai margini della strada.
Ci sono persone con la maschera addosso, ci sono persone qualunque, e c’è un ragazzo che si alza la maschera per parlare con il signore che sta chiedendo l’elemosina. 
Ci sono due donne, che quando lo vedono piangere lo stringono.
Ci sono abbracci gratuiti. 
E c’è questo contrasto fra il rumore, gli slogan e il megafono dei ragazzi e il silenzio di lui, che sembra in un film muto: silenziosamente ringrazia, silenziosamente sorride, silenziosamente scoppia a piangere.
Il mio primo pensiero è stato “voglio essere più utile, tutti i giorni”.
E poi, subito dopo, ho pensato che forse la rivoluzione si deve fare così: protestando ma fermandosi ad ogni angolo in cui c’è qualcuno che ha bisogno di attenzioni. 
E dando un piccolo aiuto, ogni giorno.
Come dice uno dei ragazzi mascherati: “We hope we helped you today, pal”
Guardatelo fino alla fine, se avete voglia. Ne vale la pena. 

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18 Commenti

  • Rispondi La mia vita semplice 2 marzo 2013 at 2:04

    Quello che mi colpisce è la timidezza di quell’uomo, il suo cartello ‘thenk yu veri mach’ e la mano sul cuore quando ringrazia.

    Però quando tutto avviene a beneficio di smartphone e videocamere anche le azioni migliori finiscono con il sembrarmi insincere.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 marzo 2013 at 9:15

      Sì, è vero, ci ho pensato anche io, e in effetti tutti quei telefonini che riprendono sono un elemento di disturbo. Però quello che si percepisce di lui, del signore inginocchiato, mi sembra molto reale. Certo, le intenzioni di tutti quelli che sono attorno potrebbero non essere sincere, ma poi alla fine guardo il risultato: quel signore è andato a casa con tante monete in più. E allora mi dico “meglio così”. Se il modo per dare più attenzioni ai più deboli dovesse passare per tante riprese fatte con lo smartphone ma desse veri risultati, a me andrebbe anche bene…
      Buona giornata!!!

    • Rispondi Alice 2 marzo 2013 at 16:25

      Sono d’accordo con te Vale. A volte un compromesso bisogna accettarlo e se il risultato è buono, vale la pena di lasciar correre. Non sono per “il fine giustifica i mezzi” sempre e comunque, però è meglio far qualcosa di buono piuttosto che ergersi a condottieri senza macchia né paura. Se lo ricordassero anche a Roma in questi giorni!
      P.S. Finto o no, le mie lacrime erano vere, te lo assicuro e se ne è nata un’emozione, qualcosa di vero ci deve essere.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 4 marzo 2013 at 11:20

      Eh, magari se lo ricordassero a Roma…mi sa che hanno tutti la memoria corta!

  • Rispondi Francesca Patatofriendly 2 marzo 2013 at 9:45

    E cosi’ mi sono fatta il mio bel pianto di prima mattina… grazie! 😉
    ps Solo per dirti che ci sono tanti modi per “essere utile”, a volte basta una moneta, a volte un sorriso a uno sconosciuto, altre un video condiviso per riflettere o un post, scritto di getto che pero’ era proprio quello che serviva a qualcuno in quel momento… oppure… una mail… 😉
    Grazie cara e buon we!

  • Rispondi franci mammacanta 2 marzo 2013 at 10:54

    si potrebbe intitolare: un’utopia in Lombardia

  • Rispondi Manuela 2 marzo 2013 at 10:57

    Mi trovi perfettamente d’accordo! Forse se fossimo tra noi più uniti, più leali e disponibili, beh l’Italia avrebbe un altro sapore 🙂

    Un abbraccio, Manuela

    http://pensierinviaggioo.blogspot.it

  • Rispondi Francesca 2 marzo 2013 at 11:07

    bellissimo!! non lo conoscevo e grazie di averlo condiviso;-))

  • Rispondi Francesca 3 marzo 2013 at 23:37

    L’avevo visto anche io. Bello, sincero e spontaneo. Ben vengano gli smartphone che immortalano questi spicchi di vita. Ci sono cose che non andrebbero dimenticate mai, perché fanno davvero bene al cuore.
    Grazie per averci scritto un post 🙂

  • Rispondi marelibera 4 marzo 2013 at 2:06

    Grazie per avermi fatto conoscere questo video! Grazie per questi pensieri belli che entrano nella testa e vanno dritti al cuore 🙂

  • Rispondi francesca rossi 4 marzo 2013 at 12:27

    è una cosa che ha colpito molto anche me. ed è bellissimo quello che scrivi, “che forse la rivoluzione si deve fare così: protestando ma fermandosi ad ogni angolo in cui c’è qualcuno che ha bisogno di attenzioni. “
    grazie 🙂

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