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Rabbia

26 marzo 2013
A Torino è arrivata la primavera. Fa freddissimo, il cielo varia da un azzurro con nuvole stile Constable come quello della foto a un grigio chiaro come quello di oggi, ma tecnicamente è arrivata la primavera. L’ho capito oggi, tornando a casa dopo aver accompagnato Guia a scuola. Perché il centro è pieno di bus che scaricano classi di ragazzi in gita. E di bimbi della materna e delle elementari che se ne vanno in giro, tutti in fila per due o per tre, per andare a visitare Palazzo Madama, o la Mole Antonelliana.
Oggi, passando accanto ad un bus fermo davanti al Teatro Regio, ho rallentato il passo e li ho osservati da vicino: i ragazzi, con l’espressione annoiata e allo stesso tempo furbetta dei liceali in gita. Con l’entusiasmo per l’uscita dalla routine e probabilmente l’ansia per le mille spiegazioni da sentire. Con quegli occhi curiosi ma solo dei dettagli che vogliono loro, e quella bellezza di qualcosa che non ha ancora trovato un’identità.
E ho guardato i professori, intenti a raggruppare gli alunni, stretti nei giacconi in questa giornata insolitamente fredda, con gli occhi bene aperti a far andare tutto per il verso giusto.
E poi, dall’altra parte della piazza, una classe di bimbi che avranno avuto sì e no 6 anni era ferma al semaforo, con 3 maestre giovanissime attorno. Davanti la strada deserta, ma loro erano fermi lì, dritti come piccoli gabbiani sulla spiaggia, in attesa del verde.
E mi sono venute le lacrime agli occhi. Non per la tenerezza, non per la nostalgia: sono troppo lontani i giorni della mia gita a Londra per sentirne la mancanza.
Mi sono venute le lacrime agli occhi per la rabbia. Perché ho pensato alla responsabilità, pesantissima, del portare i figli degli altri in giro per l’Italia, o per l’Europa. Ho pensato alla passione che i professori devono avere per decidere di partire, lasciare le loro famiglie per qualche giorno, sopportare masse di ragazzini scalmanati che non vedono l’ora di fregarli e sgattaiolare fuori dalla camera dell’hotel per ritrovarsi da qualche parte tutti insieme, e tutto in nome della voglia di insegnare loro qualcosa. Tutto per permettere a ragazzi che ancora non sanno cosa vogliono diventare, di vedere un po’ di mondo, imparare un po’ di storia, e capire dove andare ad atterrare un giorno.
Ho pensato alle maestre di Guia, che fanno l’impossibile per creare un ambiente accogliente per i bimbi che ogni giorno le salutano con gli occhioni grandi. E si arrabattano, e, pur nelle mille difficoltà di una scuola comunale in grandissima crisi, si inventano ogni giorno un modo – primo fra tutti la tenerezza – per essere utili ai nostri figli.
E poi ho pensato ai genitori, ai tantissimi genitori che giustamente si lamentano quando qualcosa non va, e lottano anche loro per fare sì che il sistema non crolli, e vanno a ridipingere i muri delle classi e a sturare lavandini perché se no nessuno lo fa, e poi però ho pensato anche ai genitori che se la prendono troppo, troppe volte, con gli insegnanti. E sono spesso troppo pronti ad andare a lamentarsi, ad andare a difendere ciecamente i figli, e a pretendere ciò che un maestro non può dare.
E ho pensato con tantissima rabbia che questo è un Paese dove ci sentiamo tutti professori, e poi però ci dimentichiamo di mettere al primo posto chi insegna veramente ai nostri figli, tutti i giorni, nelle scuole. Questo è un Paese nel quale una maestra riceverà sempre uno stipendio non all’altezza delle responsabilità che ha. Questo è un Paese che non capisce che sono i nostri bambini, insieme ai loro insegnanti, a costruire il futuro. A costruire quello che è veramente importante.
Questo è un Paese che ha affrontato una campagna elettorale senza quasi nominare la parola scuola.
Questo è un Paese miope, che cerca di rattoppare un presente che è già passato, senza capire che il futuro non è lontano, ma si crea ogni giorno, ogni mattina, in ogni banco di scuola.

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15 Commenti

  • Rispondi filobabyP 26 marzo 2013 at 17:46

    Grazie da una prof un po’ spersa, in effetti.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 26 marzo 2013 at 18:22

      Prego, cara. ps: un giorno ti chiederò i racconti delle gite dal punto di vista dei prof.

  • Rispondi Silvietta 26 marzo 2013 at 18:27

    Grazie da una giovane che sta puntando a far qualcosa della sua vita per migliorare tutto questo.

  • Rispondi Mamma Avvocato 27 marzo 2013 at 10:57

    Concordo sul fatto che i genitori criticano troppo e troppo spesso e questo fa male, ai bambini/ragazzi, ai professori, ai genitori stessi. L’autorità degli insegnanti non va minata, va protetta.
    Non sono d’accordo sul fatto che il loro lavoro sia così pesante e meriti una diversa retribuazione, almeno non per gli insegnanti di una volta. In rapporto alle ore, non mi pare affatto male, nè credo sia più pesante o di responsabilità di altri mestieri. Anche i medici e gli infermieri hanno enormi responsabilità ma nel pubblico sono maltrattati e sottopagati ed è solo un esempio.
    Che poi ci mettano tutta questa passione, è vero per pochi, purtroppo.
    Per loro, swì, mi fa rabbia, per tutti gli altri che ecercano solo un posto “sicuro” e con poche ore..no. Rispetto,sì, certo, ma non certo ammirazione o rabbia.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 27 marzo 2013 at 12:44

      Non so, io ho incontrato sempre insegnanti molto appassionati, forse dipende proprio dalle esperienze. Credo anche che siano decisamente sottopagati: è vero che a scuola restano poche ore, ma è pure vero che lavorano anche da casa (compiti da correggere, lezioni da preparare, ecc). E la loro responsabilità (almeno, ai miei occhi) è enorme, proprio perché devono gestire quasi tutto il giorno MIA FIGLIA, che è il tesoro più grande che ho. Detto questo, è verissimo che ci sono altre professioni sottopagate, gli infermieri in primis, poi i poliziotti e altri. Sui medici non sono tanto sicura…anche qua, vedendo le mie esperienze 🙂
      Comunque, secondo me (e anche secondo molti paesi, tipo i paesi scandinavi) gli insegnanti dovrebbero essere la categoria meglio trattata in un Paese. Da loro dipende il futuro di tutti. Ciao! 🙂

  • Rispondi francesca rossi 27 marzo 2013 at 20:38

    Quanto è vero quello che dici…
    Desolatamente – ogni giorno che passa lo sono di più – non ho proprio altro da aggiungere…

  • Rispondi Ilaria e Dintorni 28 marzo 2013 at 0:55

    Che bel post e quanta rabbia. Mi figlio tra pochi giorni compirà 6 anni, due dei quali passati ad essere pestato, maltrattato ed umiliano da 6-7 delle sue insegnanti, gli altri passato ad essere capito, sopportato, consigliato, istruito da altrettante maestre, stavolta splendide, che con un’enorme fatica e pazienza, hanno dovuto, e stanno tutt’ora provando a convincerlo che il mondo è un bel posto e che la scuola è un luogo dove si può non aver paura! Ho quindi conosciuto gli estremi delle due facce della medaglia. Sicuramente le insegnanti fanno uno dei mestieri più complicati e pieni di responsabilità…ma purtroppo è anche vero che troppo spesso, questa responsabilità non viene capita, dalle insegnanti e dalle istituzioni che queste insegnanti non le premiano quando sono da premiare, e non le controllano o puniscono quando sono da punire….Pistoia è una cittaducola in confronto a Torino, eppure negli ultimi 4 anno anni, solo in questa piccola provincia, contiamo almeno 4 casi di maltrattamenti gravi in strutture scolastiche, che per uno dei bimbi ha voluto dire morire. Quindi credo che le istituzioni ed i genitori dovrebbero monitorare con più discernimento questa importantissima e fondamentale figura, preoccupandosi invece che di cose futili, di intuire la bravura delle insegnanti, lo zelo, la passione…premiando le ed avendo e cura, quando, nella maggioranza dei casi per fortuna, sono persone ottime e piene di bravura e professionalità, ma denunciando senza paura o indugi, quando invece, questo mestiere così fondamentale per il fututro dei noi nostri figli, venga svolto non al meglio…So che sono dura, vi prego di capirci…la vita non è solo piena di rose e persone che c’è la mettono tutta nonostante tutta, ma purtroppo contiene anche tante persone, che con la vita di tuo figlio in mano, giocano alla roulette russa…è visto che sono immersa ahimè, in tantissime storie come questa, purtroppo ha davvero tanta rabbia, e forse un po’ di sana invidia per non avere avuto la fortuna di incontrare solo insegnanti meravigliose come è successo a voi!
    Di nuovo complimenti per il bellissimo post…sembrava di vedere quello che racconta i…
    Un abbraccio…Ilaria

    • Rispondi Ilaria e Dintorni 28 marzo 2013 at 0:58

      Perdonate gli errori…il t9 del mio telefono non va d’accordo con la mia impulsività quando parlo di queste cose!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 28 marzo 2013 at 1:22

      Ilaria, grazie, grazie mille di avere scritto il tuo pensiero. La rabbia che ho descritto qua non è nulla in confronto al male che avete attraversato voi. E lo dico anche perché in quei giorni, quando tutto è scoppiato, avevo Guia piccina ed ero sconvolta, e ora continuo a seguirvi con La Via dei Colori e, anche se da lontano, faccio sempre, costantemente il tifo per voi.
      Sai, credo che il punto sia proprio che da parte dello stato non c’è abbastanza cura, abbastanza attenzione nei confronti del sistema scuola. Poi gli insegnanti purtroppo sono anche tremendi, me ne rendo conto. Ma lo stato dovrebbe essere garante sempre. Dovrebbe assicurare – come dici tu – il controllo della situazione, oltre ai fondi, l’organizzazione e tutto il resto. E invece non è così purtroppo. Per questo credo che sia uno stato miope. Perché la scuola non è fra le sue prime preoccupazioni.
      Non sei dura, cara Ilaria, anzi. Come sempre hai saputo dire quello che pensi con grande equilibrio. E, credimi, io non ne sarei in grado.
      Ti mando un abbraccio forte. Grazie ancora.
      Vale.

    • Rispondi Ilaria e Dintorni 28 marzo 2013 at 15:25

      Grazie a te Vale, finchè ci saranno mamme che guardano con attenzione ed amore, con la voglia di discernere senza paura il bene dal male, La Via dei Colori avrà una qualche speranza di trovare un modo per prevenire, e dove non si possibile curare, queste situazioni orribili capaci di radere al suolo decine di famiglie e futuri brillantemente spensierati!
      E’ per questo che invito all’attenzione ed al coraggio di guardare, cercando di restare obiettivi, senza farsi prendere da pregiudizi, stereotipi o intimidazioni di nessuna natura, cosicchè sia possibile chiedere un premio per una maestra particolarmente brava, o sporgere esposti o denunce nei confronti di qualcuna che abbia fatto meno del suo dovere…senza per forza arrivare a realtà aberranti….grazie di scriverne…grazie di stimolare le coscienze delle mamme…grazie perchè sei una mamma coscienziosa ed attenta…e grazie di nuovo per questo bel post. Un abbraccio. Ilaria

  • Rispondi Princi 28 marzo 2013 at 20:28

    Passi un attimo da me? c’è una sorpresa per te;)

  • Rispondi Francesca 19 maggio 2017 at 23:32

    Cara Valentina, più ti leggo più sorrido…e sono prof! Prof giramondo, è purtroppo ti confermo che in Francia è uguale, è in Marocco pure…,

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