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Dove va a finire il passato

20 marzo 2013

Un pentagramma con note e parole, una canzone scritta per me quasi vent’anni fa da una persona che all’epoca non amavo e per la quale poi però ho perso la testa poco tempo dopo. Erano parole e note blu che sembravano saltellare su quelle cinque righe, allegre nonostante il titolo: “Mille lacrime”. La vita è strana, perché più tardi, in un marzo di pianti e disperazione proprio a causa di questa persona, decisi di tatuarmi un simbolo per ricordarmi quello che è veramente importante: “Ridere”.

La lettera che la mia amica Anna mi scrisse intorno al 2001, il racconto di un’amicizia speciale e glitterata, fatta di intuizioni e risate, di numeri pensati e indovinati, di orchestre sinfoniche e film ad occhi aperti. La sua calligrafia folle e allo stesso tempo impeccabile e quella frase sul cielo stellato in montagna, che è uno spettacolo meraviglioso, mille volte più blu e più intenso di un cielo stellato al mare.
La dedica che il mio primo fidanzatino dei 14 anni mi scrisse sul diario, diario che ho ancora, in quell’angolo della libreria che contiene agende e quaderni del mio passato. Quella pagina scritta con una stilografica nera, piena zeppa di citazioni di Bruce Springsteen e così arditamente innamorata da spingermi a strapparla e nasconderla da qualche parte, chissà dove, per paura che qualcuno la leggesse.
Tutte le foto che ho scattato nella mia vita prima di avere una digitale, quelle foto che scattavo sperando venissero bene e che portavo a sviluppare pregando il tizio del negozio di metterci poco. Tutte le foto che, da disordinata cronica, non ho mai messo in un posto preciso, e che ho perso, regalato, prestato, inserito in lettere strappalacrime o in regali ad amici. E quei negativi che chissà dove sono finiti ora, evviva le digitali, anche se poi alla fine non ne stampo nemmeno una.
I ricordi che con il tempo si congedano, fanno ciao ciao con la manina ed escono dalla tua testa, e tu ad un certo punto ti rendi conto che non sai più come è finita una storia. Come hai conosciuto un amico. Come si chiamava quel compagno di scuola.
I rapporti che non ho saputo curare, quei rapporti che si sono persi o spenti, perché forse bisogna avere il pollice verde anche con gli amici.
L’empatia e la sintonia con le persone che oggi non so più capire. E che probabilmente non capiscono me.
Ci deve essere un mondo, un universo parallelo, lo stesso in cui abitano i ciucci, i rossetti, gli elastici per capelli e i calzini spaiati. Un mondo in cui va a finire anche il passato.

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16 Commenti

  • Rispondi La mia vita semplice 20 marzo 2013 at 12:46

    anni fa sapevo ricostruire a memoria un’intera giornata, i momenti e le parole, un anniversario diventava croce e delizia… Anche i ricordi più belli possono diventare una prigione, anche lì credo sia meglio viaggiare leggeri.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 20 marzo 2013 at 22:56

      Hai ragione, anche i ricordi più belli possono diventare una prigione…W la leggerezza! 🙂

  • Rispondi Francesca Patatofriendly 20 marzo 2013 at 12:49

    Bellissimo questo tuo post. L’altro giorno alla radio ho sentito una canzone che mi ha riportata indietro di anni e ho pensato le stesse cose.
    Io ho un tatuaggio che mi ricorda una cosa per me molto importante che siccome spesso dimentico ho sentito il bisogno di imprimerla per sempre nella carne:”la lacrime dell’unicorno curano”
    Per me il mio passato e’ anche un po’ li, ogni volta che lo guardo!
    Un abbraccio
    Fra

  • Rispondi Erika 20 marzo 2013 at 13:01

    che meravigliosa e dolorosa descrizione di quel che è stato o poteva essere. Spero di incontrarti in quell’universo parallelo, insieme a tutti i calzini, a tutti i ciucci, a tutti i se e ma. Perchè credo che in quell’universo ci sia qualcosa che qui non c’è.

    grazie!

  • Rispondi mammapiky 20 marzo 2013 at 14:43

    Dentro di noi….il nostro passato va li.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 20 marzo 2013 at 22:57

      Sì, tutto pigiato dentro di noi. Il problema è solo che a volte si perdono dei pezzi!

  • Rispondi Francesca 20 marzo 2013 at 16:34

    io sono una di quelle che conserva tutto del suo passato: nella casa di campagna dei miei ho cassetti pieni di: letterine di amiche dalla scuola elementare al liceo, foto varie, tutti i bigliettini dei miei compleanni, lettere d’amore, poesie dei miei ex fidanzati, cartoline degli amici, bigliettini di Natale, vecchi diari segreti… e ti confesso che, quando sono li, nei pomeriggi estivi mi piace rileggermi tutto e tornare per qualche momento in quei pezzettini di vita passata per riassaporare quei momenti e perdermi nei ricordi.

  • Rispondi Alice 20 marzo 2013 at 17:14

    Sembrano una cosa da vecchi i ricordi del passato e inevitabilmente viene nostalgia. Invece non c’è futuro senza passato. E i ricordi del passato sono la palestra per costruire il futuro.

  • Rispondi Robedamamma 20 marzo 2013 at 17:58

    Ti confido un segreto: io non ho un tatuaggio ma una cicatrice. Ecco, quella cicatrice viene da un tempo lontano e fa da spartiacque con tutto quello che è venuto dopo. Tipo una seconda vita. Non lo so dov’è andato il mio passato (a volte mi balzano in mente dei ricordi che nemmeno sapevo di avere) ma avere un segno che ci ricorda che c’è stato, un passato, credo sia un bene. Anche quando è un’odiosissima cicatrice. Che poi è come una tatuaggio solo che magari avresti fatto anche a meno di fartela. Però sta lì. A ricordarti che hai avuto un passato. E che per fortuna c’è stato tutto un futuro dopo di lui.
    Ciao Vale e grazie di questo post così pieno di poesia.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 20 marzo 2013 at 22:59

      “E che per fortuna c’è stato tutto un futuro dopo di lui”. Grazie a te, Vale, davvero.

  • Rispondi Themoon 20 marzo 2013 at 18:47

    Anche io ho un tatuaggio che rappresenta il mio passato, un sogno, il mio presente e sicuramente anche il mio futuro.
    In quella traccia su me, c’è tutta la mia vita, tutto il mio ieri, tutto il mio domani.
    Non saremmo qui, non saremmo chi siamo, se non avessimo il nostro passato. Anche se delle volte ci facciamo i conti, anche se delle volte ci fa un pò piangere e delle volte un pò ridere. Anche quando ricordare fa male.
    Il passato siamo semplicemente noi.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 20 marzo 2013 at 23:00

      🙂 E’ vero: una persona molto importante della mia vita mi dice sempre che non bisogna pentirsi di nulla perché tutto quello che abbiamo fatto ci ha portati ad essere quello che siamo. Ciao!

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