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La leggerezza

9 febbraio 2013
photo credits: Jiruan

Stavo per spegnere la luce. Tutti dormono qua, persino il gatto, quello nero e pazzo che ovviamente di notte non dorme mai.

Avevo appena finito di scrivere una mail di lavoro, avevo tanti pensieri che si rincorrevano in testa. Un ultimo sguardo a Facebook, prima di chiudere tutto. Ed eccola lì, di notte, illuminata, con il fiume sullo sfondo, postata da qualcuno. E lo so, è sempre Lisbona, e qualsiasi mio amico mi direbbe “Vale, hai rotto con Lisbona”, ed è vero, in questi 14 anni (14 anni???) ho raccontato tutto di quella città, e di me laggiù.
Ma stasera, in quell’attimo in cui ho respirato il profumo di fiume che sa di oceano e di vento che arriva da lontano e di sardine alla griglia e vino rosso, in quell’attimo preciso non ho provato nessuna nostalgia per l’erasmus.
Ho vissuto un secondo, un lampo, di quelle notti, quando, andando a dormire, l’unica preoccupazione era di essere felice anche il giorno dopo.
Ho visto di sfuggita le luci dei ritorni a casa a piedi o in taxi, quando le strade sembrano bagnate e invece semplicemente brillano.
Ho ascoltato il silenzio del Rossio alle 2 del mattino, quando le risate rimbombano sulle finestre di chi sta dormendo da ore.
Ho sentito il sapore di birra e sigarette delle chiacchiere davanti al portone quando sta per arrivare l’alba, e l’importante è continuare a parlare.
E ho avvertito per una frazione di secondo la leggerezza dell’anima, quella che sta proprio dentro la cassa toracica, in quell’angolo fra i polmoni lo sterno e il diaframma, quella leggerezza che hai quando sei giovane e vivi solo per te.
E ho pensato a quanto può essere leggera la vita, anche se tu nemmeno te ne rendi conto.
A quanto può essere priva di responsabilità, eppure a te un esame di integrazione europea a risposte chiuse in cui gli erasmus per definizione vengono promossi può sembrare insormontabile.
Ho pensato a quando andavo al castello e guardavo tutto il mio mondo dall’alto e mi chiedevo che cosa sarei diventata da grande.
E nonostante oggi io abiti la vita che ho sempre sognato, ha un che di malinconico, che si appoggia sullo stomaco e un po’ pesa, rendersi conto che c’è stato un tempo in cui ancora tutto era possibile. In cui il futuro era ampio come l’orizzonte che guardavo da lassù.

Ma forse è proprio la leggerezza il segreto di tutto. La leggerezza di immaginarmi sempre, ogni giorno, affacciata al castello a sognare cosa diventerò da grande.
Perché forse grandi si diventa giorno dopo giorno.

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27 Commenti

  • Rispondi mammapiky 9 febbraio 2013 at 10:06

    Il tempo in cui ancora e’ tutto possibile, e’ ora. :-)))

  • Rispondi Francesca 9 febbraio 2013 at 11:10

    La leggerezza è il segreto di tutto: lo penso anche io da sempre. ha volte com’è difficile trovarla….ma il segreto sta tutto li: non smettere mai di cercarla, come non smettere mai di cercare il bello che ci circonda.
    Anche io, come te, sono un po’ nostalgica del passato e mi capita di ripensare a momenti della mia vita, viaggi, persone, fotografie che racchiudono attimi, momenti in cui era un continuo progettare, fare e guardare avanti.
    Lisbona è una città meravigliosa, malinconica, magica dove vorrei tornare ma con la paura di sciupare tutti quei bei ricordi di una vacanza on the road con le amiche di 12 anni fa. Magari dovrei tornarci proprio con quelle 5 fantastiche amiche!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 9 febbraio 2013 at 13:11

      Sì, dovresti tornarci!!! E salutamela…:)

    • Rispondi Francesca 9 febbraio 2013 at 18:35

      forse dovrei tornare anche ha scuola visto come sono riuscita a scrivere “ha volte…” ;-))

  • Rispondi Anonymous 9 febbraio 2013 at 14:40

    Bellissimo 🙂
    Carlotta G.

  • Rispondi Alice 9 febbraio 2013 at 14:50

    Un bel po’ di anni più di te, un lavoro che fino a qualche anno fa mi piaceva, poi la resa dei conti: devo cambiare lavoro, assolutamente. E non perché a breve lui, il mio lavoro, forse cambierà me, ma perché non riesco a pensare di fare lo stesso lavoro anche se in un altro posto. Provo il tuo stesso senso di smarrimento ripensando al passato, quando “il futuro era ampio come l’orizzonte”. Ma forse continuare a pensare al futuro come qualcosa di imprevedibile e non scontato è il segreto per non invecchiare veramente, nonostante le rughe.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 9 febbraio 2013 at 15:56

      Hai perfettamente ragione, Alice, è quello il segreto. Tutto può sempre accadere!

  • Rispondi Francesca Patatofriendly 9 febbraio 2013 at 15:22

    Poesia e malinconia insieme.
    Ho ripercorso insieme a te le magiche strade di Lisbona e sono tornata ai miei vent’anni.
    Prima o poi lo capiro’ cosa faro’ da grande … 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 9 febbraio 2013 at 15:56

      🙂 O forse non lo capiremo mai, e ce lo chiederemo sempre. Forse può anche andare così!

  • Rispondi Francesca 9 febbraio 2013 at 23:13

    Io ho fatto della leggerezza la mia filosofia di vita. Era l’estate del 2001 quando guidavo per S.Francisco coi miei compagni di corso, la musica a palla, il sole. Mi sentivo il mondo in mano, sentivo che tutto era possibile per me, padrona della mia vita. Penso spesso con un po’ di nostalgia a quei momenti ma sai cosa ti dico? Che quella sensazione di poter fare tutto non mi ha mai abbandonata. In fondo, dipende solo da noi.

    T’abbraccio

    Ps. Mi sa tanto che ci scrivo un post, sulla leggerezza.
    Ps2. Sei proprio una ganza, Vale. (sai che io non sono mai stata a Lisbona? ;-))

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 10 febbraio 2013 at 17:31

      Hai ragione, dipende solo da noi!
      ps: S.Francisco…meraviglia. anche per me vuol dire ricordi di tanto tempo fa. bellissima.
      ps2: nessuno mi ha mai detto “ganza”! grazie!!! <3
      ps3: non ci sei mai stata? e allora vieni con me al mio addio al nubilato! 🙂

    • Rispondi Francesca 11 febbraio 2013 at 0:15

      Aspe’….vado a tirare fuori il mio inseparabile trolley blu…

  • Rispondi Mamma Avvocato 10 febbraio 2013 at 23:11

    MI hai fatto venire voglia di saltare su un aereo e andarci, a Lisbona.
    Quanto alla leggerezza..
    l’orizzonte è ancora ampio e anche se ora viviamo anche per altri, oltre che per noi, il nostro fututo è ancora da scrivere…e da vivere..
    solo chi smette di guardare dal castello e immaginare, ha già un destino segnato..
    ma tu questo già lo sai!

  • Rispondi verdeacqua 11 febbraio 2013 at 11:44

    io sono alla costante ricerca di quella leggerezza… un pò la trovo e un pò la perdo…

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 11 febbraio 2013 at 16:21

      ti dirò: la cosa più impegnativa è ricordarsi di cercarla sempre: perché io tendo a perderla spessissimo…

  • Rispondi towritedown 11 febbraio 2013 at 15:04

    Io a Lisbona mi sono persa. Un sant’uomo mi è pure venuto a cercare, per fortuna mia, al Rossio. Ero n un turbinio di gratta e vinci, una confezione di biscotti sotto al braccio, ancora arrabbiata (e decisamente ubriaca).
    Voglio venirci anche io, all’addio.
    G.

  • Rispondi marelibera 11 febbraio 2013 at 17:38

    Leggerezza è la parola che ho scelto quando l’anno è iniziato. Il mio buon proposito.
    Perché mi manca sentirla al centro del torace. Vorrei respirarla di nuovo, nel mio presente. E insegnarla a mia figlia.
    L’avevo già dimenticato…per fortuna ci sono le tue poesie a ricordarmelo:-) Buona settimana!

  • Rispondi Giovanna vanna 12 febbraio 2013 at 8:29

    ciao cara, piacere io mi chiamo Vanna,e sono felice di essere passata da te! trovo il tuo blog molto interessante e quindi mi sono unita, se ti va di venire da me mi fa molto piacere, a presto! http://ledeliziedivanna.blogspot.it/

  • Rispondi Mimma Zizzo 17 ottobre 2014 at 13:51

    Cara Vale la leggerezza è la mia migliore amica. Ci convivo da un po’ . Non tutti la capiscano . Per me fu illuminante leggere il libro l’insostenibile leggerezza dell’essere …comunque sai che proprio oggi dicevo che vorrei andare a Lisbona ? Ti abbraccio

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 17 ottobre 2014 at 14:15

      Mi raccomando, se vai dimmelo: ti scrivo un po’ di consigli! Ti abbraccio anche io, cara!

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