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La carriera e la libertà di scegliere

22 febbraio 2013
Sembrano le palme di Los Angeles, vero?…E invece è Laigueglia.
Una volta c’erano gli aerei. E c’erano gli hotel. Bellissimi.
Quanto amo gli hotel. Il momento in cui entri nella stanza, con il trolley accanto, come un cagnolino. Il rumore della porta che si chiude, con quello scatto automatico che rassicura. Il silenzio ovattato dalla moquette. I primi gesti che facevo ogni volta, immancabilmente: guardare fuori dalla finestra, controllare il bagno, sentire il profumo dei bagnoschiuma.
Arrivavo spesso negli Stati Uniti all’ora di cena, il giorno prima di tutti gli impegni, e allora era solo questione di fare una doccia veloce, scegliere il ristorante, chiacchierare con i colleghi per preparare gli incontri e annusare il profumo di New York. O di Los Angeles.
Amavo anche la sveglia mentale alle 5 o alle 6 del mattino dopo, l’avere gli occhi sbarrati e il non poter più riprendere sonno. Perché mi permetteva di scappare a fare due passi in una Manhattan già straordinariamente attiva, o in una Santa Monica piena di sole e di oceano.
C’era la solitudine. Quella bella, quella dei 30 anni, quella che impari a conoscere e a corteggiare.
C’erano le scelte fatte in completa autonomia.
C’era la sensazione di non avere responsabilità se non quella dell’ufficio e dei gatti.
C’erano le cene e le feste in cui si parlava di lavoro, ma divertendosi.
C’erano anche le cene da sola, a volte. E non ero ancora finita nel tunnel di Facebook o di Twitter, quindi c’erano solo i miei occhi.
Adoravo scegliere il tavolo migliore per osservare tutto e tutti. Guardare le persone e immaginare le loro storie. Osservare i dettagli dei ristoranti e ripromettermi di fissare tutto su un quaderno, al ritorno in hotel. Per poi, ovviamente, non farlo mai.
Sentirmi un puntino nell’universo. Da un lato era spaventoso, dall’altro esaltante. Perché ero io al centro del mio mondo, e basta.
Era una vita scintillante. A volte anche glitterata. Una vita stressante ma divertente.
Facevo carriera? Sì, forse. Certo, godevo di alcuni dettagli del farla: la sensazione di essere in corsa, la voglia di arrivare sempre più lontano. La semplice consapevolezza di essere in una vita non disponibile a tutti.
Oggi gli aerei non ci sono più, se non per una vacanza programmata da mesi. E sono corredati di album da colorare, piccoli libri e peluche.
Non arrivo più in aeroporto all’ultimo ma tutto è studiato per non avere mai un intoppo.
Agli hotel preferiamo le case in affitto, quando andiamo via da Torino.
E non c’è più New York, non c’è Los Angeles, o forse ci saranno ancora ma un giorno, non ora.
C’è Laigueglia, e la sabbia e il mare e gli scenari semplici dei bambini piccoli.
Non ci sono grandi tavoli di negoziazione, non c’è l’euforia di un contratto ottenuto con le migliori condizioni, non c’è l’adrenalina di una trattativa pericolosa.
C’è il fruttivendolo qua vicino, che dalle 9 del mattino ascolta musica house e quando ti vede entrare, chiunque tu sia, ti urla “buongiorno!!!” sorridendo con 300 denti, e ti butta addosso buonumore allo stato puro.
C’è il farmacista che adora sua figlia, e quando vede entrare Guia le racconta sempre qualcosa, e lei, molto socievole, ascolta tutto da dietro le mie gambe. Poi però vorrebbe tornare e “regalargli una stellina”.
C’è un lavoro creativo che non ha orari né sedi e non ha il brivido delle super responsabilità, né la sensazione di essere in corsa con altre mille persone, ma ha il calore di qualcosa che ho sempre sognato di fare.
C’è il tempo, che oggi mi sembra il bene più prezioso del mondo, ed è nelle mie mani, pronto ad essere modellato secondo le mie, le nostre esigenze. Anche se questo vuol dire ritrovarsi a lavorare a mezzanotte.
C’è una bambina di 3 anni e mezzo che ogni giorno mi racconta la sua vita, e ci sono boccoli che adoro come adoravo i prodotti per cui lavoravo una volta, che chiamavo, appunto, “i miei figli”.
Il punto è che non c’è un meglio o un peggio. Ci sono momenti no e momenti meravigliosi, e ci sono attimi in cui vorrei fuggire in un’altra vita, esattamente come mi capitava anni fa, quando nel mezzo di una riunione mi guardavo attorno con aria disorientata e mi chiedevo “ma io che ci faccio qui?”.
C’è la felicità che arriva dall’aver capito cosa desideravo esattamente.
Ma soprattutto, c’è la felicità di aver invertito la rotta, di aver affrontato l’ignoto e le paure degli altri, e di essere arrivata su una spiaggia che avevo sempre sognato. Forse senza nemmeno rendermene conto.
Non sempre la carriera vuol dire felicità.
Felicità è avere la libertà di scegliere.

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43 Commenti

  • Rispondi Cappuccio e Cornetto 22 febbraio 2013 at 13:11

    Vedi? Questo post sembra la risposta al mio di ieri. Spero di capire cosa e come scegliere, prossimamente!!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 febbraio 2013 at 16:51

      Sai cosa? Quando è ora di scegliere te ne rendi conto…io ho scelto poco prima di andare completamente in tilt 😀

  • Rispondi Mamma Cattiva 22 febbraio 2013 at 14:32

    Copierei e incollerei ogni parola, punteggiatura, spazio, compresi i sospiri e pagherei pure il copyright per usare a mio piacimento questi pensieri. Questa è esattamente la libertà per cui voglio ogni giorno lottare.

  • Rispondi Mamma Che Paura! 22 febbraio 2013 at 15:04

    Amen. Io ho fatto la tua scelta, proprio per poter arrivare su quella spiaggia. E sentire quel calore. Lo voglio fortemente e sto facendo di tutto per raggiungerlo.
    Anche se ovviamente ci sono tanti momenti. Ma era così anche quando amavo il mio vecchio lavoro.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 febbraio 2013 at 16:54

      Infatti: i momenti no ci sono anche ora, ma almeno so che questa è la vita che voglio. E non è poco…

  • Rispondi Francesca 22 febbraio 2013 at 15:29

    Felicità è avere la libertà di scegliere: ecco questo me lo voglio stampare per sempre nella testa. Che sia di buon augurio per i giorni che verranno.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 febbraio 2013 at 16:55

      🙂 E per tutte le donne/mamme che faticano ogni giorno fra casa, ufficio e tutto il resto! Ciao Francesca!

  • Rispondi La mamma di A 22 febbraio 2013 at 15:38

    Ma che bello!!!!!!

  • Rispondi Mariapaola 22 febbraio 2013 at 15:43

    Bellissimo post!
    E’ proprio così: ognuna di noi dovrebbe poter avere la libertà di scegliere: singletudine, carriera, un compagno, dei figli, lavorare, stare a casa, tutto, niente …
    Felicità è avere le idee chiare, essere determinati a realizzare ciò che si vuole e poi godersi ciò che si ha!
    Grazie per la riflessione

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 febbraio 2013 at 16:56

      Prego Mariapaola, grazie a te. Il punto è anche che spesso in Italia non si è libere di scegliere. Per mentalità, o per problemi nel conciliare tutto. Ciao!

  • Rispondi verdeacqua 22 febbraio 2013 at 15:47

    come sempre tu trovi le parole e sono esattamente come devono essere, sanno esattamente di quello che racconti. E quindi mi piacciono proprio tanto!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 febbraio 2013 at 16:57

      Grazie cara…mi è venuto proprio d’istinto (al ritorno dal verduriere, fra l’altro).

  • Rispondi mammapiky 22 febbraio 2013 at 16:09

    La carriera non vuol mai dire felicità secondo me. Che bel post!!! :-))

  • Rispondi themoon 22 febbraio 2013 at 16:10

    Ma che bello!!!
    Bellissimo post.
    Bellissime sensazioni.
    L’ho letto tutto di un fiato, mi hai regalato bellissime sensazioni e ricordi.
    Grazie.

  • Rispondi sarella 22 febbraio 2013 at 16:47

    direi anche tanta fortuna e tanto per cui essere grati !

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 febbraio 2013 at 17:04

      Ah beh della fortuna di poter scegliere ho già parlato tanto…più o meno in ogni post in cui ho parlato della mia scelta…Ma poi, vedi, per altre persone, magari felicissime di fare carriera, la mia situazione potrebbe non essere una situazione fortunata. Tutto dipende…:D Ciao Sara!

  • Rispondi Starsdancer 22 febbraio 2013 at 17:03

    bellissimo post 🙂
    come sempre sai dar voce ai pensieri in maniera incredibile 🙂

  • Rispondi filobabyP 22 febbraio 2013 at 17:55

    Sfondi una porta aperta, lo sai. E in effetti mi sento così bene in questi giorni perché ho potuto scegliere. E mi sento molto fortunata.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 febbraio 2013 at 18:25

      E’ una grandissima fortuna, è vero. E poi sai, no, che c’è qualcuno di moooolto più in alto di noi che ha fatto la stessa cosa? 😉

  • Rispondi Francesca Patatofriendly 22 febbraio 2013 at 17:55

    Prima o poi devo decidermi a scriverti in privato, se non ti disturbo, perche’ ho davvero bisogno di confronto su questo tema…
    Perche’ io in tilt ci sono gia’ andata e ho rischiato di incasinare la cosa piu’ importante, il nanetto, e ora l’idea di tornare mi spaventa un sacco…
    Quindi attendo, di capire, di essere pronta (per cosa poi?)…e scrivo…di bimbi e di viaggi…ironico per una che si occupava tra le altre cose di Business Travel…;)
    E in certi giorni i miei dubbi e i miei pensieri sembrano davvero fagocitarmi…

  • Rispondi Mammadifilippo 22 febbraio 2013 at 18:29

    Bello. Brava! e il verduriere, lo voglio conoscere anche io!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 22 febbraio 2013 at 18:31

      Ehi!!! Ma ciao!!! Dobbiamo rivederci noi! Come stai? Come state? Quando ci vediamo ti porto dal verduriere techno! 🙂

  • Rispondi Laura 22 febbraio 2013 at 18:30

    l’ultima frase è quanto di più vero esista al mondo! Chissà se un giorno varrà anche per me!

  • Rispondi Marta 22 febbraio 2013 at 23:52

    Mi piace molto quello che scrivi!Mi piacerebbe ci conoscessimo meglio … siamo pure sotto lo stesso cielo!!!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 23 febbraio 2013 at 0:41

      Ciao Marta! E allora incontriamoci! Ci scriviamo una mail?

    • Rispondi Marta 23 febbraio 2013 at 23:53

      Volentieri … martolasa@gmail.com! Grazie per esserti aggiunta tra i lettori del mio blog. Io ti ho messa nell’elenco dei preferiti così sono subito aggiornata quando scrivi qualcosa di nuovo!

  • Rispondi bonificiesogni 23 febbraio 2013 at 17:01

    Ciao. Ti ho trovata seguendo un link da un altro blog… Abbiamo vite diverse ma non so perchè un qualcosa di familiare…il modo di scrivere, di dire le cose, o forse semplicemente come le vediamo…. Insomma, mi sembra di conoscerti. Ora ti sto leggendo navigando quà e là nei tuoi scritti, complimenti ! p.s. Bella Torino !

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 23 febbraio 2013 at 23:51

      Ciao! Piacere di conoscerti! Grazie mille e ora tocca a me andare a leggerti un po’! 🙂

  • Rispondi marelibera 24 febbraio 2013 at 2:11

    Hai scritto i miei pensieri, in pratica. Guardarli scritti da qualcuno che non sei tu, aiuta a comprenderli, in parte. Ma a sentirsi compresi, soprattutto. Grazie!

  • Rispondi Francesca 25 febbraio 2013 at 11:02

    Gli hotel mi hanno sempre fatto sentire a casa. Buffo, no? Già. Guardare fuori dalla finestra, controllare il bagno. Sentire il profumo del bagnoschiuma…e io aggiungo “sedersi sul letto e guardarsi intorno” 🙂
    Aspetto con ansia il giorno in cui volerai verso la tua, la nostra (ma quanto la amiamo???) NY con il tuo lui e la tua riccia. Sarà un’emozione forte, vedrai, super Vale.

    T’abbraccio

  • Rispondi CG 27 febbraio 2013 at 10:49

    Fino a qualche anno fa lavoravo tra Milano, New York e Hong Kong. Non esisteva una settimana senza un viaggio. Dal punto di vista di alcuni colleghi ed amici questo era fare carriera. Dal mio punto di vista ho sempre pensato fosse una straordinaria esperienza.
    Come quella che ha rappresentato per me qualche anno dopo in un’altra azienda – per la quale non ho mai viaggiato ma di cui oggi vedo ancora il frutto del mio lavoro sugli scaffali ed in TV.
    E per l’azienda attuale – in cui non potrei nemmeno resistere se non avessi fatto le esperienze precedenti.
    E oggi al mio team di lavoro non parlo di opportunità di carriera ma di opportunità di fare esperienza. La carriera porta con sé connotazioni quali soldi, successo, riconoscimenti, premi, aerei, benefit… L’esperienza è la vita con le ali.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 27 febbraio 2013 at 11:01

      Che bello “l’esperienza è la vita con le ali”!
      E’ proprio questo che ho amato e amo delle mie due vite: le esperienze, al di là dei benefit, al di là dei riconoscimenti. Grazie per aver scritto il tuo pensiero!!!

    • Rispondi CG 27 febbraio 2013 at 13:30

      Kahlil Gibran – è illuminante!

  • Rispondi paolina 17 maggio 2013 at 12:07

    ffff perchè quando leggo questo post mi vine da piangere?
    giuro i miei ormoni sono tranquilli..
    è proprio il mio animo che è scombussolato….

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