Guia sogni

Nei letti si fermano i sogni

17 gennaio 2013
Nei letti si fermano i sogni. Sul cuscino, fra le lenzuola, persino sopra le coperte.
E non sono sogni interi, sono sogni polverizzati. Perché con la luce del mattino il sogno si sbriciola. Diventa polvere scintillante, così scintillante che non la puoi vedere.
Dicono che quelli che una volta svegli non ci ricordiamo siano quelli di cui ci vergogniamo. O che non vogliamo accettare.
Dicono che se non li scrivi su un quaderno entro cinque minuti, poi non ti verrà più in mente nulla.
O quasi. Perché ci sono degli attimi, durante la giornata, in cui è come se ti attraversasse il cervello un lampo, e pensi “io questa cosa l’ho sognata”, ma una frazione di secondo dopo non sai nemmeno quale sia quella cosa.

Io una volta sognavo molto di più. Di notte. 
O forse semplicemente me li ricordavo molto di più. Di giorno.
Ma non importa, perché per me i sogni più belli sono sempre stati quelli che non sono proprio sogni: sono pensieri allungati, quelli che fai poco prima di addormentarti, quando chiudi gli occhi pensando ad un argomento serio e concreto e poi ti ritrovi a scivolare via con la mente, come se il terreno fosse, appunto, scivoloso, in discesa, verso il mare aperto del sonno, dove niente si afferra.
Io quei sogni, o quei pensieri allungati, me li immagino come i rami di un albero che però non finiscono mai, e che cominciano da bravi rami reali e robusti, e poi continuano verso l’infinito come capelli che non finiscono mai. 
Come quando eravamo ragazzine e dormivamo insieme. 
Chiacchiere su chiacchiere, e poi una risposta che non c’entrava nulla.
«Eh?»
«Cosa?»
«Cosa hai detto? Cosa c’entrano i fanali con l’interrogazione di latino?»
«Zzzzzzz»
Una notte ho dormito in una stanza d’albergo piena di sogni. Le pareti erano ricoperte di scritte di tutti i colori e sulla scrivania c’era un quaderno. Grande, con la copertina rigida nera: il libro dei sogni di tutte le persone che avevano e avrebbero dormito lì. 
Era una stanza affollata, perché i sogni occupano posto, e vi assicuro che facendo un po’ di attenzione si vedevano tutti. 
Poi però ti chiudevi la porta alle spalle e leggevi l’unica scritta in bianco e nero “Je me sens seul”. Perché quando i sogni diventano polvere, certo, rimani solo.
C’è stato un momento, qualche giorno fa, in cui ho avuto bisogno di dormire. Fuori c’era il sole e io ero stanchissima. La casa era vuota e illuminata. E ho scelto il letto di Guia. 
Mi sono messa sotto le coperte, e appoggiando la testa sul suo cuscino, mi sono emozionata. Perché  mi è parso di ascoltare tutta la polvere dei suoi sogni. E mi sembrava quasi di disturbarli, quei sogni. Mi sembrava di entrare in un mondo tutto suo, che ancora non mi racconta, quando la mattina si sveglia. E chissà se un giorno me lo racconterà mai.
Quel giorno ho dormito un’ora fra i suoi sogni. 

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26 Commenti

  • Rispondi La mia vita semplice 17 gennaio 2013 at 1:13

    come sarebbe bello ogni tanto, da adulti, fare sogni da bambini: un cartone animato, volare sulle montagne, un giocattolo…
    🙂

  • Rispondi mammapiky 17 gennaio 2013 at 8:43

    Spesso mi incantò a guardare Cestìno che dorme ed a chiedermi cosa starà sognando, cosa c’è in quel suo mondo dove vorrei tanto entrare ma credo giusto, rimanga solo suo. Mentre l’osservo a volte sorride, oppure pronuncia qualche stramba parola, a volte un discorso vero e proprio…li capisco che sta sognando le cose che vive di giorno, gli eroi dei soi cartoni preferiti, l’amichetto dell’asilo o i giochi con il papà. Mi emoziono sempre e di rimando penso ai miei di sogni, ovviamente così diversi, e spesso pieni di ansie. Non proprio sogni, ma preoccupazioni che continuano a seguirti una volta aperto gli occhi, e sempre molto reali. Chissà se un giorno, anzi una notte, potrò di nuovo perdermi nel castello di Biancaneve, o andare al ballo con Cenerentola??!!?!?!

  • Rispondi Anonymous 17 gennaio 2013 at 13:14

    bellissime parole…..Fra

  • Rispondi thesunmother 17 gennaio 2013 at 14:46

    Stamattina quando ho rifatto il suo lettino e sprimacciato il suo cuscino ho ripensato all’immagine della polvere di sogni, che è davvero bellissima!

  • Rispondi GAB 17 gennaio 2013 at 15:23

    volevo commentare, ma non mi uscivano le parole…le tue sono così delicate e poetiche che avevo paura di rovinarle…bello il tuo post!:-)

  • Rispondi Martha 17 gennaio 2013 at 15:47

    Che meraviglia!!!

  • Rispondi Francesca 17 gennaio 2013 at 15:59

    quando ero piccola avevo un sogno ricorrente che era quello di volare. Questo bellissimo sogno arrivava ciclicamente e mi ha accompagnato fino al periodo dell’università. Ogni volta lo scenario era diverso, cambiavano i personaggi ma poi ad un certo punto io spiccavo il volo ed ero libera guardando il mondo dell’alto e ogni tanto scendendo per avvicinarmi alle persone conosciute ma sempre senza farmi vedere. Ogni volta era bellissimo e mi svegliavo con una sensazione meravigliosa addosso. Ti confesso, che oggi quel sogno mi manca e spero tanto che prima o poi torni a farmi compagnia.

  • Rispondi francesca r. 17 gennaio 2013 at 16:05

    🙂 proprio bello…

  • Rispondi Vale - Bellezza Rara 17 gennaio 2013 at 18:05

    Grazie, ragazze!!! 🙂

  • Rispondi Mamma Che lavora 17 gennaio 2013 at 18:17

    stupendo!
    la polvere dei sogni mi piace proprio… me la immagino colorata e brillante, come quella delle fate! 🙂

  • Rispondi Mamma Avvocato 17 gennaio 2013 at 19:17

    questo tuo post è come il titolo del tuo blog: è di una bellezza rara, quasi una poesia.

    Come vorrei un èò della polvere dei sogni di mio figlio!

  • Rispondi Cappuccio e Cornetto 17 gennaio 2013 at 21:57

    Che meraviglia! E che voglia di sogni!

  • Rispondi V 17 gennaio 2013 at 22:24

    Hai sostituito alla nostalgia per quelle notti con le amiche in cui le parole si affievolivano in “ZZZZZZZZ” la speranza di tuffarmi nel lettino (quando si allungherà) di babyp, e sognare dei suoi sogni. gracias.

  • Rispondi Francesca 17 gennaio 2013 at 23:54

    I tuoi post mi fanno sempre bene, e penso che se io fossi di Torino sarebbe bello vedersi ogni tanto per andare al cinema o fare due chiacchiere.
    Sei grande, Vale 🙂

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 18 gennaio 2013 at 2:12

      Francesca, tu ed io abbiamo un po’ troppe cose in comune…prima o poi dobbiamo assolutamente incontrarci!!!

  • Rispondi patama' 18 gennaio 2013 at 11:39

    Anche io mi ricordo sempre solo piccole briciole di sogno, ma amo molto sogni che si fanno con il cuore, la testa leggera e gli occhi aperti. È spesso anch’io mi accoccolo nei letti dei miei bambini, come una gigantesca Riccioli D’Oro

  • Rispondi Silvia - Le cose di ogni giorno 18 gennaio 2013 at 13:02

    Che Dolcezza… e che belle immagini sai evocare con le parole.

  • Rispondi Themoon 19 gennaio 2013 at 17:17

    I sogni, tasto dolente per me.
    Io sogno tanto. Sogno anche ciò che accadrà e purtroppo non sempre me ne rendo conto. Sogno la morte delle persone care, avvolte sogno il male ed avvolte il conforto. Un filo sottile separa la mia realtà dai miei sogni. Purtroppo spesso non so da che parte sto!

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