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Le vite che non ho vissuto

7 gennaio 2013
Le vite che non ho vissuto

Da “Questo bacio vada al mondo intero”, di Colum McCann

Quella notte prima del ritorno da Lisbona dopo un anno di Erasmus. Quell’attimo in cui, con tutte le valigie pronte, guardando fuori dalla finestra, mi è balenata in mente l’idea “Appena arriva l’alba telefono a casa e dico ai miei genitori che resto qua. Mi trovo un lavoro, finisco l’università e resto qua. Qua. A mezz’ora dal mare. Nella mia vita più vera”.Se l’avessi ascoltato, quell’attimo. Se l’avessi inseguito.

Oggi probabilmente abiterei in Praça das Flores, o a Santos, o di nuovo in Marques de Pombal. Mi mancherebbe tantissimo l’Italia ma amerei essere portoghese. Andrei alla Feira da Ladra il sabato per non comprare come al solito nulla, andrei a mangiare sardine all’Alfama e poi magari a passare il pomeriggio sulla spiaggia.
Parlerei perfettamente il calão, quello slang che non ho mai capito quando ero lì, e forse sarei sposata e avrei una figlia con la carnagione e i capelli più scuri di quelli di Guia.
Quella proposta di lavoro alla quale ho rinunciato all’ultimo, in quell’azienda che spesso manda i suoi dipendenti a lavorare per qualche tempo negli Stati Uniti. A Los Angeles.
Se avessi detto di sì. Se avessi avuto il coraggio di cambiare.
Oggi non avrei figli, avrei una scrivania bellissima e molte più miglia sulla mia tessera Lufthansa.
Mi sentirei viva e brillante durante le riunioni di lavoro, e la sera andrei direttamente a cena dall’ufficio.
Mi sentirei lontanissima, perché la California non è New York e quelle ore di fuso fanno la differenza quando devi chiamare in Italia.
Forse avrei continuato ad amare follemente il lavoro e a non credere nell’amore.
Abiterei a Manhattan Beach perché è una vita che non ho vissuto, e allora tanto vale immaginarla meravigliosa.
Quella scuola alla quale ho sognato di iscrivermi per tutti i cinque anni di liceo. Quella scuola, al posto dell’università. E una città, Roma, che ho amato dal primo istante, dalla prima vacanza con la mia famiglia, quando non ha mai smesso di piovere per tutta la settimana e noi quattro ce ne andavamo in giro con quelle mantelline trasparenti anni ’80. E io avevo paura di infilare la mano nella bocca della verità.
Se avessi avuto il coraggio. Se non avessi dato la precedenza al posto fisso.
Stasera forse sarei in un teatro, con tanto trucco sul viso e il freddo che fa dietro alle quinte d’inverno. O forse su un set, e allora adesso starei dormendo, perché dovrei svegliarmi prestissimo domattina.
Forse sarei una grandissima attrice, o forse no, forse farei fatica e mi mancherebbe tantissimo Torino. Ma amerei andare in scena, e questo probabilmente mi basterebbe.
Prima di Guia abitavo in una mansarda in cui il letto era proprio sotto al velux. E da quella finestra, quando c’era, spuntava la luna. E io stavo lì ore, prima di addormentarmi, a pensare a tutte le vite che avrei voluto vivere. A tutti i posti in cui avrei voluto mettere radici. A tutte le lingue che avrei voluto imparare. E a volte, spesso, mi faceva male immaginare le Valentine che non sarei mai stata. Perché, come dice Baricco, è uno strano dolore. Morire di nostalgia per qualcosa che non vivrai mai.
Poi è arrivata lei. E ancora mi capita di immaginarmi a correre la mattina a Santa Monica, o a bere una birra guardando il Tago da Santa Catarina, ma non mi fa più male. Perché quel dolore si è trasformato. E’ diventato saudade: nostalgia, sì, ma allegra. E consapevole.
Perché tutte le altre vite sarebbero state meravigliose, ma in questa c’è lei, e lei è insostituibile.
Perché la più bella casa di Manhattan Beach non avrebbe nessun significato, senza lei dentro. Con i suoi pennelli e i suoi peluche.
Perché tutto quello che sono stata, ma anche quello che non sono stata, era semplicemente un percorso per arrivare fino a lei.
E perché è difficile guardare indietro, quando davanti hai una bambina piena di riccioli che corre via, sempre più veloce. Per andare a vivere la sua vita.

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23 Commenti

  • Rispondi La mia vita semplice 7 gennaio 2013 at 4:05

    quanto l’ho sentita da ragazza la nostalgia per qualcosa che non avrei mai vissuto, quando le possibilità e le opportunità sono lì da cogliere e magari ci piovono addosso. E’ una sensazione che ti può anche frenare e farti impantanare nell’indecisione purtroppo.

  • Rispondi mammapiky 7 gennaio 2013 at 8:33

    Ora che ho il mio bimbo e sono in attesa del secondo, mi sembra di aver sempre vissuto aspettando di diventare madre. Il percorso scellerato della mia vita mi ha portato qui e mai vorrei tornare indietro!!!!

  • Rispondi patama' 7 gennaio 2013 at 11:56

    Anche io spesso rincorro con il pensiero le vite che avrei potuto avere, ultimamente più spesso, sarà l’età. Ma loro valgono qualsiasi scelta, sempre. E allora inizio a pensare a tutte le vite che potrei vivere con i bambini, diverse e avventurose. Perché l’irrequietezza e i sogni impigliati nei capelli se c’è li hai te li tieni per sempre.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 gennaio 2013 at 15:28

      Hai proprio ragione: anche io ho un sacco di sogni (e di irrequietezza) impigliati nei capelli!!!

  • Rispondi Bradigina 7 gennaio 2013 at 12:46

    Questo post mi fa venire in mente una poesia di Pessoa in cui un verso diceva che “l’Australia è bella purchè non ci si vada”…
    Come dire, uno che non si è mai mosso da Lisbona ma di vite sembra averne vissute centinaia 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 gennaio 2013 at 15:27

      Fantastico lui! O i mille lui, perché Pessoa è stato davvero tante persone! Grazie di avermelo ricordato! 🙂

  • Rispondi Mamma Cattiva 7 gennaio 2013 at 13:14

    La mia saudade è per la famiglia che avrei voluto per i miei bambini, una famiglia unita, fatta di madre e padre insieme oltre ogni ostacolo, ma anche se questo non è potuto essere rimangono loro e mai li darei indietro in cambio di quello che non è stato.

  • Rispondi parolechenonhodetto 7 gennaio 2013 at 15:33

    ti posso citare!?!? ancora non capisco se sei un mio “alter -ego” … stesso nome, simile percorso, simili sogni, riesci ad esprimere quello che sento anche io alla perfezione! complimenti! V.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 gennaio 2013 at 20:32

      Grazie mille!!! 🙂 Certo che mi puoi citare! ps: anche a me, stando nel tuo blog, sembra di rivedere e risentire un po’ me stessa!

  • Rispondi Themoon 7 gennaio 2013 at 17:06

    Se se se…
    Quanti ne abbiamo? Un milione?
    Ma esiste solo qui ed ora.
    Per fortuna.
    Ed è vero, essere mamma è insostituibile!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 7 gennaio 2013 at 20:32

      Esiste solo qui ed ora, è proprio così. E esiste ancora di più se ci sono i nostri bimbi! Ciao!

  • Rispondi towritedown 7 gennaio 2013 at 20:39

    Sai, credo che questi se non siano per niente fini a se stessi.

    Ci aiutano a capirci, a scegliere ancora una volta come evolvere.

    A confermarci. o a farci leggermente deviare dall’orbita, tenendo l’equilibrio.
    Insomma: rinunciare a questi se, a queste ipotesi sarebbe come rinunciare a un pezzetto di noi stessi.

    Ciao, Vale.

    Grazia

  • Rispondi thesunmother 7 gennaio 2013 at 23:56

    Amo immaginare le mille vite che avrei potuto avere, mi piace sognare di ognuna.
    Non sono rimpianti o ripensamenti, sono le vite parallele che sono convinta di aver vissuto in altre dimensioni 🙂
    A proposito, qualche volta i se ed i sogni vanno realizzati, perché l’Australia è ancora più bella se ci si va 😉

    Baci!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 8 gennaio 2013 at 15:59

      🙂 Allora magari in Australia vado in viaggio di nozze…portandomi Guia, ovviamente!

  • Rispondi Mamma Avvocato 11 gennaio 2013 at 10:31

    Capisco perchè anche io mi fermo spesso a immaginare come sarebbe ora la mia vita se ad ogni bivio avessi preso un’altra strada e, soprattutto, se avessi avuto il coraggio di buttarmi di più, se avessi avuto più fiducia in me stessa.
    Ora però il nano c’è sempre, come se fosse una parte di me che ci sarebbe stata comunque, in qualunque vita ed esattamente così come è.
    Strano, vero?
    Che dici, posso “rubarti” l’argomento per scriverci un post mio? Mi hai stimolato!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 maggio 2013 at 19:02

      …Non ti avevo mai risposto!!! Scusa! Comunque sì, puoi “rubarmi” l’argomento! 😀

  • Rispondi Silvietta 2 maggio 2013 at 18:27

    Ogni volta che ri-leggo questo post, capisco il vero senso del Cammino.
    Un abbraccio!

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