passato

Le 3 F e le anime Rock

24 gennaio 2013
Piazza Corpus Domini: uno degli spigoli più Rock di Torino
Tanti anni fa uscivo con un ragazzo che mi sembrava di amare tantissimo, M. Poi, dopo mesi di litigi, ci lasciammo. O meglio, io lo lasciai, per poi tornare sui miei passi 48 ore dopo, spezzata dalla tristezza e dalla nostalgia.
Solo che lui mi rispose “No, guarda, non è per ripicca, ma forse è meglio se non ci vediamo proprio più. Voglio avere la mia libertà”. Per poi fidanzarsi con un’altra 2 settimane dopo.
Risposta, la sua, che mi era capitata spesso nella vita, fin da quel lontanissimo giorno di Marzo del 1993, quando L., di cui ho raccontato qui, al mio “Penso che dovremmo smettere di vederci per qualche giorno”, pronunciato con l’obiettivo di essere rincorsa in lacrime, aveva risposto, quasi sollevato “No, penso che dovremmo lasciarci del tutto”.
(Ho capito con il tempo che lasciare per farsi rincorrere, nel mio caso, non era la tattica migliore).
Tornando a M, era dicembre, faceva freddissimo, e lui non mi voleva più. Lui, che mi aveva tanto amata, che era stato così geloso (e all’epoca pensavo ancora che la gelosia fosse sintomo di amore), lui che mi aveva parlato di Figli-Famiglia-Futuro (le tre Fantomatiche F che, soprattutto se pronunciate dai belli e dannati, dovrebbero farti scappare all’istante, invece di alimentare il sacro fuoco della crocerossina che pensa di poter redimere chiunque), insomma, lui mi aveva lasciata.
Cominciai a piangere. A piangere ovunque: in ufficio, in macchina, a casa, sotto la doccia. E quando dico ovunque dico proprio in qualsiasi posto, persino nel mezzo di una riunione con manager 50enni, davanti ai quali, dopo aver cercato di ricacciare in gola le lacrime per mezz’ora, mi alzavo e dicevo, disperata “Scusate. Mi ha mollata il mio fidanzato”, e uscivo, fra l’altro sperando che qualcuno di loro mi dicesse “Ma no, dài, raccontaci, dicci com’è andata”. 
Perché in realtà io volevo solo piangere e raccontare: raccontare tutto, per filo e per segno, per poi sentirmi dire “vedrai che tornerà”. Cosa che succedeva spesso, perché amici e conoscenti, pur di vedermi smettere di frignare, alla fine, mi dicevano “vedrai che tornerà”.
Infatti, ovviamente, non è mai tornato.
In quelle settimane di disperazione (abbastanza ridicola, a ricordarla ora, lo ammetto) in cui ingurgitavo solo tè e Kinder Paradiso e fumavo 6000 sigarette al giorno, su consiglio della mia amica Sabrina, chiamai Lui, ovvero l’uomo che molte donne si ritrovano nel cammino della loro giovinezza: ovviamente bello e dannato, incatturabile, possibilmente con una professione da bello e dannato (musicista, artista, attore, o persino nullafacente), che entra ed esce dalla tua vita per anni sempre e solo a sua discrezione. Soprattutto, ne esce quando vuole Lui, perché tu, dovessi decidere, lo sposeresti e ci faresti 5 o 6 figli (anche se ovviamente non lo confesseresti mai né a Lui né alle amiche né a te stessa).

Una di quelle storie che non iniziano e proprio per questo non finiscono mai.

Lo chiamai e Lui mi invitò subito a cena, e, nell’emozione di essere con Lui, riuscii, faticosamente, a sorridere per un po’. 
Ad un certo punto, vedendomi vacillare fra le risate e il pianto, mi disse “Valentina, ma smettila: tu sei rock! Tu sei una splendida anima rock! Lui…lui…lui è una canzoncina pop!”
Per questo oggi, passando accanto al Po, quando Guia mi ha detto “Mamma, guarda! Il fiume Pop!”, mi sono sentita in obbligo di dirle “No, amore: ROCK. Al massimo ROCK”.

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14 Commenti

  • Rispondi Lucia Basterebbe 24 gennaio 2013 at 16:03

    Il tuo blog mipiace davvero molto, e ti seguirò con piacere.
    Ti auguro un bellissimo pomeriggio..
    A presto…
    dolcissimamenthe.blogspot.it

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 24 gennaio 2013 at 16:45

      Grazie Lucia! Buon pomeriggio anche a te! Bellissimo (e dolcissimo!) il tuo blog! 🙂

  • Rispondi Anonymous 24 gennaio 2013 at 16:17

    Ciao Valentina, ti ho scoperta per caso..e complimenti: per il tuo blog, per i tuoi pensieri che ocndividi qui. Anche per il coraggio (ho letto il post “Conciliazione tra lavoro e famiglia etc”. Piacere di averti conosciuta e continuero’ a seguirti.

    Effe

  • Rispondi Loredana Gasparri 24 gennaio 2013 at 17:30

    Questo LUI è anche un saggio, oltre che bello, tenebroso e sogno proibito. Direi che ti ha dato la giusta prospettiva della questione…che tu hai prontamente trasmesso a tua figlia! Sempre ROCK, sono d’accordo. 😀

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 24 gennaio 2013 at 21:01

      🙂 Eh, all’epoca questo Lui non era mica tanto saggio…ma ora sì, ora è diventato un fantastico bi-papà (e ovviamente siamo amici)!

  • Rispondi MammaInSE 25 gennaio 2013 at 16:55

    Evviva Vale rock!! Non so seavrei chiamato l’amico bello e tenebroso per farmi consolare… Forse perche’ non l’ho mai avuto! Io piu’ che altro avevo fidanzati che tornavano, e tornavano e tornavano……

  • Rispondi thesunmother 26 gennaio 2013 at 17:20

    Troppo Rock inside (ma anche un po’ hipster, i know) 🙂

  • Rispondi Themoon 29 gennaio 2013 at 1:19

    È brava la mia virtual-amica rock

  • Rispondi towritedown 31 gennaio 2013 at 18:17

    Le anime Rock sono le migliori, ma già lo sai, vero?

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